70 anni al Trebbio
Il castello mediceo del Trebbio è senz’altro uno dei
principali edifici storici del Mugello. Importante per storia,
importante per architettura. E se ancora oggi l’antica torre svetta sul
versante sud della vallata, è per merito degli attuali proprietari, la
famiglia italo-inglese Scaretti, che settanta anni fa acquistò all’asta,
per un milione di lire, l’intera tenuta. Fu Enrico Scaretti, banchiere,
a partecipare all’asta, con l’aggiudicazione fatta a lume di candela e
con il banditore che ricevette quell’unica offerta. Il banchiere romano
acquistò il Trebbio come regalo per sua moglie, l’inglese Majorie Jebb,
in occasione del loro secondo anniversario di nozze. Certo, fu un
“pensierino” originale.
E se la signora inglese forse sognava un piccolo
“cottage”, quando si trovò a salire i malfermi scalini che portavano
alle sale costruite nel lontano 1427 da Michelozzo Michelozzi, insieme
al marito e guidati dal guardiacaccia Olinto, si mise a piangere, non si
sa se per la commozione o la preoccupazione.
Ma ben presto il
Trebbio, il cui tetto era crollato e i boschi intorno distrutti,
rifiorì. In soli undici mesi 75 operai ricostruirono gran parte degli
ambienti e poi si procedette a un forte rimboschimento dell’area, dove,
negli anni ’30, vivevano circa 200 persone (oltre 400 se si
comprende anche la fattoria di Cafaggiolo). E uscì indenne anche dal
periodo bellico, pur non mancando i progetti di abbatterlo.
Se ora il Trebbio, con la sua storia e la sua
architettura, è giunto fino a noi, lo si deve dunque all’amore per
questo castello da parte degli Scaretti, prima Enrico e Majorie ed ora
il figlio Lorenzo, che abita fra il Trebbio e Roma, e che è un noto
artista.
Quando porta gli ospiti nel grande parco, o concede
loro il privilegio di salire sulla torre, da dove si domina l’intero
In seguito si giunge alla proprietà
medicea, con la famiglia fiorentina che prima fa costruire Cafaggiolo
per un cugino di Cosimo il Vecchio e
poi radicalmente modifica l'antico fortizio, già degli Ubandini, del Trebbio. Chiusa la pagina dei
Medici, il Trebbio divenne, per due secoli, anche monastero, ceduto
all’ordine religioso dei Filippini. Dopo il nuovo cambio di proprietà
dovuto agli espropri dello Stato italiano ai danni delle proprietà
ecclesiastiche, il Trebbio, così come Cafaggiolo e il Palagio, fu
acquistato dai Borghese, che evidentemente non si curarono molto del
maniero, visto che quando Scaretti lo acquistò, era ridotto in pessime
condizioni.
Ora invece è uno splendore, dentro e fuori: la lunga
pergola, il parco, le sale decorate,
Essendo residenza privata, il Trebbio non può essere
interamente visitato, ma in parte sì, a piccoli gruppi –massimo 30
persone- su appuntamento, telefonando a Rino, il giardiniere. E il
castello si apre periodicamente a iniziative culturali e di solidarietà,
come d’estate, per una “Fierucola” molto frequentata e apprezzata
(almeno negli anni in cui è stata dal comune di San Piero adeguatamente
pubblicizzata, cosa che per l’ultima edizione non è accaduta), e per
manifestazioni e cene a favore della Misericordia.
Scaretti pensa anche al futuro, e non si nasconde le
difficoltà. “E’ molto più difficile mantenere i monumenti attraverso i
decenni, che creare nuove strutture. Sì, sto pensando al futuro del
Trebbio, dopo di me, e vorrei una sistemazione consona al luogo.
Sinceramente preferirei evitare qualche magnate che si fa la grande
villa, o la rock-star cinese. Penso a qualcosa di utile alla zona,
coerente con la storia dell’edificio, ricordando che è un bene mugellano
e fiorentino”.
Quel che è certo è che il Trebbio non è in vendita, anche
se talvolta appaiono annunci di fantomatiche vendite del Trebbio da
parte di immobiliaristi. Dice Scaretti: "Suppongo lo facciano per farsi
pubblicità gratuita", ma lui è troppo innamorato del Trebbio e
ci congeda ricordando un episodio significativo: “Sa cosa rispose Lord
Harold Acton a chi gli chiese perché avesse scelto un’immagine del
Trebbio per la copertina del suo libro dedicato alle Ville Toscane?
Rispose, “What else?”, che cos’altro avrei dovuto mettere...?
Paolo Guidotti
IL CASTELLO DEL
TREBBIO – UNA BREVE STORIA
Nel 1427, per ordine di Cosimo il Vecchio, l’architetto Michelozzo Michelozzi costruì il Castello sopra l’antichissimo fortilizio come luogo di villeggiatura e padiglione di caccia, posto sopra una collinetta circondata, ai cui piedi troneggiava già il castello di Cafaggiolo, residenza primaria della famiglia medicea dopo il 1452: il Trebbio, se così si vuol dire, era il cugino “anziano" del più sontuoso Cafaggiolo. Questo splendido maniero divenne proprietà nel tempo di Pier Francesco (1430-1476) successivamente del figlio Giovanni detto “il popolano” (1467-1498) facente parte del ramo cadetto dei Medici, il quale non disdegnava nell’ospitare illustri personaggi come Amerigo Vespucci che fu al Trebbio nel 1476 durante la peste che infestò Firenze e poeti ed artisti come Donatello, il Poliziano, Pico della Mirandola, Luigi e Luca Pulci, Marsilio Ficino. Giovanni “il popolano” durante una ambasceria nella Signoria di Forlì, Faenza e Imola, conobbe la leggendaria Caterina Sforza Riario (1462-1509), già due volte vedova, coraggiosa condottiera, (fu una delle rarissime donne che non si sottomise a Cesare Borgia, il Duca Valentino) che divenne sua moglie e da questa unione nacque l’unico loro figlio, chiamato Lodovico (1498-1526), più noto poi come Giovanni Dalle Bande Nere. Questi sposò una cugina di terzo grado, Maria Salviati, ebbe un figlio, Cosimo (Cosimo I Granduca di Toscana) e morì a soli 28 anni per le gravi ferite riportate durante uno scontro contro i francesi a Pavia.
Il Castello del Trebbio, morta Maria Salviati fu
nel corso di quegli anni poco frequentato servendo solamente per battute
di caccia poiché Cosimo I con la moglie Eleonora di Toledo preferiva
Cafaggiolo. Finalmente nel 1644 la proprietà fu acquistata dal
fiorentino Giulio Serragli, che lasciò eredi di tutto il complesso
Aldo Giovannini
- foto di Andrea Lapi -
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, gennaio 2008

