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Società - Temi sociali
Giovani volontari a servizio dei minori

La sorpresa dei tutor 

Vedi anche: VOLONTARIATO MUGELLANO IN CRISI?


Una sessantina a Borgo San Lorenzo, più di trenta a Barberino di Mugello, 15 a San Piero a Sieve: tanti giovani hanno aderito al "Progetto Tutor" proposto da alcuni comuni mugellani. Forse è stata una sorpresa per gli stessi organizzatori, che avevano previsto un corso di formazione, e ben contenti hanno dovuto in fretta e furia allestirne tre. Il Progetto Tutor chiede ai giovani di rendersi disponibili ad affiancare un minore in difficoltà, indicato dalla scuola o dall'assistente sociale: una sorta di fratello o sorella maggiore che aiuta il ragazzino non solo sul fronte scolastico, ma anche su quello sociale ed educativo. Ancora è presto per vedere gli esiti di questa iniziativa. Ma il dato più significativo è senz'altro la numerosa risposta dei giovani mugellani, almeno nei comuni dove è stata fatta un'informazione capillare -un po' meno bene, nel reclutamento, è andata a Scarperia e a Firenzuola-.

"Qual è stata per me la molla che mi ha spinto ad aderire?" dice Marta Cecchi, 24 anni, di Galliano, studentessa di Scienze Naturali all'Università. "Dapprima la curiosità, per un'iniziativa organizzata dal comune per noi giovani. E' stata una novità, perché solitamente il comune non fa queste cose. Invece mi ha scritto, si è interessato a me, e questo mi ha stimolato. Poi l'iniziativa in sé, che mi è parsa molto utile, utile a me stessa, perché è un'esperienza nuova che mi serve per crescere, per maturare, ed utile agli altri". Marta sa cos'è il volontariato, visto che da anni fa parte della pubblica assistenza di Galliano, e riconosce che i suoi coetanei di fare i volontari spesso hanno ben poca voglia: "C'è disinteresse, ed è difficile capire perché. Magari si dicono disponibili, ma poi al momento dell'impegno si tirano indietro. Molti non fanno volontariato perché non c'è guadagno, e lo sentono come uno spreco di tempo. Invece è un'esperienza bellissima fare qualcosa per gli altri, e sentire la loro riconoscenza".

Anche Luca Peschi, 22 anni, gallianese ha aderito al Progetto Tutor: "Io nei rapporti con gli altri sono un timido, ma arriva un momento in cui si sente il bisogno di avere una relazione con le persone. E dare aiuto alle persone mi è più congeniale, riesco ad esserne gratificato". Luca è sorpreso dal numero dei partecipanti: "E' una cosa bella questa alta partecipazione e questo dimostra che i giovani sono sensibili e possono essere disponibili. Certo abbiamo bisogno di essere informati su bisogni e iniziative, ed anche sollecitati, perché ci sono mille altri stimoli che ci bombardano, ma per il volontariato gli stimoli sono pochi".

 

© il filo, febbraio 1998

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