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IL DIRIGENTE COMUNALE PRESENTA IL REGOLAMENTO URBANISTICO

Urbanistica a Barberino

Foto di Paolo Menchetti, dal libro di Adriano Gasparrini "Barberino di Mugello, una storia millenaria"Quando si parla di Regolamento Urbanistico, e più in generale di urbanistica, si finisce per vedere solo la punta dell'iceberg, tralasciando tutto il resto che è la parte determinante.

La punta dell'iceberg naturalmente sono le nuove costruzioni: le lottizzazioni, le villette, i capannoni, i metri quadri, su cui si appunta inevitabilmente l’attenzione di tutti: quando è lecito immaginare che fra cinque anni, complice la crisi, la restrizione del credito, la penuria di investimenti, soltanto una parte minoritaria di quanto previsto dal RUC si sarà trasformata davvero in cemento e mattoni.

Ma veniamo invece alla parte sommersa dell'iceberg, ai contenuti di uno strumento urbanistico completo secondo i criteri della legge regionale toscana 1/2005, e che è frutto del lavoro di tutta la struttura tecnica comunale:

 

TERRITORIO RURALE

Il territorio rurale (una volta chiamato "zone agricole", anche se spesso non utilizzate dall'agricoltura) è diviso secondo sistemi territoriali (pedemontano, collinare, di pianura) e secondo categorie d'uso: zone ad esclusiva funzione agricola, a prevalente funzione agricola, aree di frangia contigue ai centri abitati; e poi aree boscate, parchi territoriali e parchi agricoli, aree di degrado paesistico, geomorfologico, antropico; aree estrattive, aree per servizi di livello intercomunale, etc.

Ad ogni categoria sono associate tipologie di intervento differenziato, che riconoscono forme di uso del suolo oggi estremamente differenziate; le poche aziende agricole, che utilizzano e tutelano migliaia di ettari di campagna, sono trattate come "parchi agricoli", con diritti (possibilità di intervento flessibile) e doveri (mantenimento del paesaggio, dei sentieri, attività di interesse pubblico).

Le numerose aziende di piccole dimensioni hanno possibilità che ad oggi non erano ammesse, per attrezzarsi e continuare la propria attività; l'agricoltura amatoriale, o della domenica, viene riconosciuta nella sua funzione fondamentale di mantenimento del territorio, e può attrezzarsi con manufatti precari. Vengono inoltre ammesse e regolate le numerose attività non agricole di tipo turistico, ricreativo, sportivo, che consentono comunque una fruizione e una valorizzazione del territorio.

E poi il censimento delle strade vicinali, l'individuazione dei centri minori, le norme che limitano i frazionamenti, ma che consentono addizioni funzionali, le autorimesse, il recupero dei fienili e manufatti storici.

 

TUTELA DEL PAESAGGIO

A seguito anche del Piano Paesistico, il territorio è soggetto ad un sistema di protezioni e tutele paesistiche estremamente articolato, non di tipo proibizionistico ma interattivo, dove si consente di intervenire purchè si rispettino determinati criteri.

Vi sono quindi aree soggette a vincoli sovraordinati, di legge; aree di protezione paesistica; aree di tutela, differenziate secondo il tipo d'uso del suolo; zone di rispetto di emergenze architettoniche (ville, pievi), di giardini storici, di filari di querce o cipressi, di punti panoramici. A queste categorie corrisponde una conoscenza puntuale e approfondita che oggi, ad esempio, non consentirebbe nel contesto di opere anche di grande rilievo di tagliare un filare di querce monumentali, come è purtroppo accaduto di recente nel contesto di opere connesse alla Variante di Valico.

Si aggiunga la disciplina delle opere di miglioramento ambientale, le regole per la progettazione e realizzazione del verde di pertinenza anche nelle zone urbane; la tutela dei resedi storici; il censimento degli alberi monumentali, e dei tabernacoli; gli strumenti normativi, anche questi non vincolistici ma impostati sulla collaborazione con i professionisti, per tutelare la coerenza con le tipologie edilizie storiche anche nei nuovi interventi.

 

TUTELA AMBIENTALE

In campo ambientale e di tutela delle risorse fondamentali del territorio molte sono le novità sintetizzate nel Rapporto Ambientale: il censimento di tutti i pozzi, sorgenti e risorse idriche; l'enorme quantità di dati raccolti sulla qualità delle acque, dell'aria, del suolo, sul trattamento dei rifiuti e dei reflui, sullo stato delle reti di acquedotto, fognature; la classificazione degli elettrodotti e relative fasce di rispetto; il piano di rete per la telefonia mobile; le norme sulla valutazione di piani e progetti, che impongono verifiche accurate e pubbliche sulla sostenibilità di ogni intervento di trasformazione. e ancora l'individuazione di aree di degrado, con norme che ne incentivano il ripristino o il riuso; e le norme - finora assenti - che consentono con procedure semplificate l'attivazione di impianti per l'energia rinnovabile.

Inoltre la classificazione sismica di tutto il territorio comunale, l'individuazione delle aree soggette a bonifica, dei siti potenziali per discariche.

 

PATRIMONIO EDILIZIO ESISTENTE

Questa è la parte più significativa di un Regolamento Urbanistico: la conoscenza, e le regole che dureranno oltre i cinque anni – limite di scadenza delle nuove previsioni, perchè l'impianto di questo RUC è estremamente completo ed articolato.

Oltre 400 complessi ed edifici sono stati censiti e schedati uno ad uno nel territorio rurale, altrettanti nei centri storici; oltre alla classificazione delle zone di edilizia più recente, delle aree produttive, delle vecchie lottizzazioni.

E dalla conoscenza trovano applicazione differenziata le regole che consentono addizioni funzionali, completamenti ed ampliamenti per mantenere la presenza residenziale e produttiva sul territorio. Con una semplificazione delle regole, a condizione che siano rispettati i criteri tipologici e le caratteristiche di pregio del notevole patrimonio edilizio di Barberino.

Rispetto al “Piano Casa” recentemente varato dalla Regione Toscana con la Legge 24/09, Barberino ha già disciplinato con il Regolamento Urbanistico la possibilità di “addizioni funzionali” fino al 20%, in modo molto più articolato: intanto le addizioni si applicano ad edifici esistenti sia residenziali, che commerciali e produttivi. Inoltre non sono limitate ad edifici uni o bifamiliari, ma applicabili a tutta l’edilizia esistente purchè vi sia il rispetto delle regole (distanze, altezze, etc), e vi siano le condizioni per realizzare un ampliamento che non comporti lo snaturamento di edifici di pregio o di contesti paesistici delicati: le schede degli edifici esistenti stabiliscono quelli in cui l’addizione può essere realizzata, quelli in cui è condizionata (ad esempio al rispetto di una facciata di pregio), e quelli in cui non è ammessa.

Sono inoltre consentite sopraelevazioni di edifici ad un solo piano, riconversioni residenziali di edifici produttivi, ristrutturazioni urbanistiche, per utilizzare al meglio i tessuti urbani esistenti senza consumare nuovo suolo.

 

INFRASTRUTTURE E OPERE PUBBLICHE 

Uno strumento urbanistico non contiene solo previsioni a beneficio dei privati, ma anche - e soprattutto - le previsioni pubbliche, a beneficio di tutti.

Sono stati perimetrati i centri abitati ai sensi del codice della strada, e censite la viabilità esistenti e le fasce di rispetto; e sono state introdotte le nuove previsioni infrastrutturali, come i bypass di Cafaggiolo e di Montecarelli, e la rotonda di Galliano; inoltre le viabilità circostanti Bilancino, che sono indispensabili per raggiungere le aree pubbliche.

E' stato effettuato un censimento di tutte le aree pubbliche, a verde, parcheggi, con una mappatura a cui si affiancano numerose nuove previsioni, il più delle volte abbinate a interventi privati. Il tutto per raggiungere uno standard di molto superiore ai limiti di legge, con oltre 40 mq di verde e quasi altrettanti di parcheggi pubblici per abitante.

Sono state introdotte regole che rendono più flessibile l'intervento in aree pubbliche, la loro modifica di destinazione senza varianti, e il dimensionamento variabile di edifici pubblici e convenzionati. Sono state individuate funzioni pubbliche importanti come il nuovo capolinea delle autolinee, per liberare la piazza e il centro storico; e stabilite norme aperte per l'utilizzo delle aree pubbliche intorno a Bilancino.

Arch. Paolo Pinarelli

 

Presentiamo qui una nota del dirigente dell’ufficio urbanistica del Comune di Barberino di Mugello, Paolo Pinarelli sul tema del regolamento urbanistico. Tema di grande importanza ovunque, ma ancor più a Barberino, dove non sono mancate mille polemiche, sia per alcune vicende giudiziarie relative a varianti urbanistiche –inchieste delle quali ancora non si conosce l’esito-, e poi allo stralcio, una sorta di “bocciatura”, da parte del Genio Civile di una larga parte delle aree edificabili. Basta dare un’occhiata alla seguente tabellina per capire la rilevanza dello stralcio:

tipologia    dimensionamento totale    parte stralciata      p. attuabile immediatamente

residenza                  82.190                          42.075 mq                              40.115

produttivo                107.400                         59.700 mq                              47.700

commerciale             41.070                          15.550 mq                              25.520

ricettivo                  850 posti letto              350 posti letto                    500 posti letto

Polemiche a parte, la nota di Pinarelli offre un quadro interessante e utile, per capire meglio impostazione ed effetti del nuovo Regolamento Urbanistico di Barberino.

 

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, luglio-agosto 2009

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