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AMBIENTE & TERRITORIO

BARBERINO, RISCHIO DANNI AMBIENTALI

La variante dimenticata

Occhio non vede, cuore non duole, dice un vecchio adagio popolare. Che sembra ben illustrare la situazione dei lavori della variante di valico nel territorio di Barberino di Mugello.

Della quale, ora che i cantieri sono aperti già da mesi, si parla ben poco. Meno, molto meno, di quelli dell’alta velocità. Niente comitati, pochi interventi di Legambiente e Idra.

Eppure i problemi non mancano. Tra l’altro a complicare le cose si è messo anche il fallimento della ditta che lavorava al lotto 12, quello tra Aglio e l’imbocco della galleria di Poggiolino.  E di recente sono stati documentati i danni derivanti da questo stop di alcuni mesi. Danni economici e danni ambientali.

Il fermo-lavori ha avuto effetti pesanti su alcune imprese locali subappaltatrici di lavori e di servizi al cantiere (ditte di movimento terra, autotrasporti, noleggio macchinari) – in due casi si vantano crediti da 2 a più di 4 milioni- ed effetti più limitati ma comunque evidenti su bar, ristoranti, edicole e tabacchi, agenzie immobiliari.

Ma è l’ambiente quello che rischia di più. Il blocco dei cantieri ha prodotto fenomeni di dissesto idrogeologico, strade scassate, frane. Questi problemi sono stati raccolti in un dossier, che l’assessore all’ambiente Lotti ha inviato ai ministri Di Pietro e Pecoraro Scanio, e alla giunta regionale. Perché anche adesso che i lavori sono ripresi, il rischio è che gli impatti ambientali siano pesanti. C’è ad esempio la questione delle risorse idriche. Accadrà come già è accaduto per l’alta velocità, quando si inizierà a entrare con le gallerie tra le montagne? E’ una preoccupazione che è forte soprattutto tra gli abitanti di Buttoli.

Buttoli, appunto. Alzi la mano, tra i lettori, chi sa dove si trovi con precisione Buttoli. Il problema è proprio questo: che la zona interessata dai lavori della variante di valico è una zona, tutta nel comune di Barberino, particolarmente bella, quasi per niente antropizzata, ricca di fauna tanto che nel passato si era ipotizzato anche di realizzarvi un parco naturale. Ma essendo poco abitata, non avendo frazioni e centri abitati di rilievo, finisce per non farsi sentire. L’esperienza dell’alta velocità invece dimostra che la pressione dei comitati e dei cittadini è importante. Certo, anche nell’alta velocità non è riuscita a evitare i danni. Ma è pur vero che senza l’opera continua di denuncia, senza un’attenzione costante, le cose sarebbero andate sicuramente peggio.

Società Autostrade poi non sembra essere molto meglio di Tav e Cavet. Anzi. Gli accordi prevedevano la realizzazione del nuovo casello autostradale e della nuova viabilità di ingresso in Mugello entro il 2005. Casello e viabilità ancora tutti da fare. Prevedevano che si realizzassero piste di cantiere, per evitare che i mezzi pesanti percorressero la viabilità ordinaria. Invece niente. Risultato: manti stradali da incubo, pericolosità del transito dovuta al passaggio di mezzi pesanti, fango e polvere.

Poi c’è la questione Bilancino, il rischio forse più grave. Cantieri del genere spesso intorbidano e inquinano –con l’alta velocità è accaduto più volte- i corsi d’acqua vicini. E in questo caso i torrenti finiscono tutti nel lago. Torrenti che trasportando fango e detriti contribuiranno ad accorciare la vita del lago, riempiendolo prima del previsto.

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, luglio-agosto 2006

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