FESTEGGIANO GLI SCOUT DI BORGO SAN LORENZO
Venti anni in cammino
Venti
anni non sono soltanto “route”, “vacanze di branco”, attività
annuali. Il Gruppo Scout di Borgo San Lorenzo sta festeggiando il
suo ventennale, venti anni in cui centinaia e centinaia di persone
–bambini, ragazzi e adulti- hanno vestito quella divisa, e tanti di
più –famiglie, aici, la popolazione- hanno partecipato a tante
iniziative significative.
Anche il libretto preparato dal gruppo in occasione della ricorrenza dei venti anni non riesce a raccontare tutte le iniziative, le presenze, le attività svolte in questo ormai lungo arco di anni a Borgo San Lorenzo e nel Mugello. E dà conto “soltanto” delle tappe più rilevanti, delle uscite più lontane e impegnative: in Costa d’Avorio nel 1994, nella Croazia del 1996, ferita dalla guerra, a Parigi nel 1997 per partecipare alla Giornata mondiale dei Giovani intorno a Giovanni Paolo II, a Santiago di Compostela nel 2000, o al carcere minorile d Firenze (1998), così come in Ungheria 1999.
Ma la presenza scout in Mugello è stata molto di più: capillare, costante, infaticabile. E allora c’è da esser soltanto grati a quelle persone, giovani e adulti, che hanno dedicato non poco tempo ed energie a un compito educativo assai impegnativo. E c’è da augurarsi che questa presenza possa continuare e rafforzarsi.
LO SCOUTISMO A BORGO SAN LORENZO
Lo
scoutismo a Borgo San Lorenzo ha radici lontane, rispetto ai venti
anni che il gruppo attuale si appresta a festeggiare: infatti già
nel 1946 era presente una realtà scout che faceva riferimento a Don
Tarcisio Torracchi, presso i Salesiani, che si sciolse intorno al
1950. Il gruppo attuale, invece, inizia la propria attività nel
1987, dopo un affiancamento di circa un anno con il Gruppo Scout
Pontassieve 1. Nasce per espressa volontà di Don Angelo Vallesi, che
propone l’attività ad un gruppo di adulti che, interessati, avviano
il periodo di “tirocinio” presso il Gruppo Scout di Pontassieve, per
poi condurre attività indipendente dal 1987, pur mantenendo contatti
con il gruppo del Valdarno. Nel 1987 tuttavia è presente solo il
reparto con due squadriglie (Gabbiani e Tigri), che poi diventeranno
quattro l’anno successivo, quando viene aperta anche la branca R/S.
Il gruppo cresce, e le liste di attesa si allungano, tanto da
richiedere anche l’apertura dell’ultima branca, i lupetti, che
avviene nel 1994. Da allora la struttura è rimasta pressoché
invariata, ed ad oggi consta di circa 65 ragazzi e 15 capi.
Più di 300
Fabio
Barletti è il capogruppo degli scout borghigiani. E con lui proviamo
a fare un sintetico bilancio di questi 20 anni di avventura scout:
“Sono più di 300 le persone che hanno fatto l’esperienza scout nel
nostro gruppo. Ed oggi riusciamo a coprire, nel giusto rapporto tra
ragazzi e adulti –indispensabile per garantire la qualità del
servizio-, tutte le branche”. Le prospettive future? “Vent’anni fa
non avremmo certo pensato di andare avanti... per venti anni. Certo,
c’era la speranza di fare qualcosa di bello e duraturo. Come adesso.
Anche se, è ovvio che se manca un ricambio, iniziative come queste
hanno un termine. E anche questo ventennale è l’occasione per
invitare a entrare nel gruppo. In questo siamo sempre alla ricerca:
ed è bello constatare che ci sono molle che scattano a distanza di
qualche anno, e ragazzi che erano usciti, tornano come guide”.
Barletti è contento e non lo nasconde: “Siamo veramente l’unica realtà in Mugello che si occupa dei giovani con questo metodo, di co-educazione, di imparare facendo, di dare piena fiducia ai ragazzi con la loro responsabilizzazione.
Per i giovani, nella nostra zona, rappresentiamo un’occasione unica”.
Castellonchio, “casa” degli scout borghigiani
Nel
1995 la struttura era senza acqua, energia elettrica e strada
carrabile; il tetto dell’abitazione principale in serio pericolo di
cedimento, la stalla (adesso refettorio/cucina) inagibile e l’ovile
(adesso sevizi igienici esterni) un ammasso di calcinacci; il
piccolo granaio laterale (adesso dispensa, magazzino, punto tappa)
senza tetto e pericolante.
Oggi invece la struttura può ospitare più di 30 persone, che nel corso di questi anni vi sono arrivate da ogni dove: sarà a breve interessata da piccoli interventi di ristrutturazione a cura della Comunità Montana, ed in futuro potrà forse disporre anche di un’area dove poter piantare le tende.
“Avevamo valutato che, per ragioni prettamente logistiche, gli scout di Borgo non riuscivano ad avere troppi contatti con scout di altri gruppi. Pensammo così che, se fossimo riusciti a realizzare una casa scout, destinata ad ospitare ragazzi e capi di altri gruppi, forse saremmo riusciti a colmare almeno in parte questa lacuna: inoltre era viva la necessità di realizzare qualcosa di manuale e di coinvolgere le famiglie, e fu così iniziammo a cercare una struttura che potesse fare al caso nostro. Ci rivolgemmo alla Comunità Montana del Mugello, che era (ed è) proprietaria di molteplici strutture, e dopo averne visionate alcune, ci soffermammo sulla struttura di Castellonchio, situata nei pressi di Grezzano ed adatta alle nostre esigenze. Per la verità quella struttura, in pessime condizioni di manutenzione, era già affittata ad un privato che, tuttavia, si rese disponibile a cederla agli scout, chiarendo che non avrebbe fatto lo stesso con un privato… Così nel 1995 la Comunità Montana firmò una concessione decennale al gruppo scout, e potemmo iniziare i lavori di ristrutturazione, che coinvolsero sia gli scout che le loro famiglie, le quali costituirono il Comitato di Castellonchio (tuttora esistente). Lo scetticismo iniziale era soprattutto connesso alle disponibilità economiche, scarse come al solito, ma si dissolse grazie al preziosissimo contributo di numerosi artigiani e ditte del Mugello, che offrirono il loro contributo assolutamente gratuito, sia attraverso la semplice fornitura di materiali che attraverso l’esecuzione di veri e propri lavori ed installazioni, realizzati nei ritagli di tempo e nei fine settimana.”
Massimo
ROUTE IN CROAZIA, agosto 1996
“Sarebbe
stata la prima volta all’estero da sola per me, quando ci fu
proposta la route in Croazia, ma non ho avuto dubbi, ho detto subito
che avrei partecipato, avrei dimostrato ai miei genitori che ero in
grado di cavarmela anche senza di loro.
La route chiamata “Gabbiano Azzurro” era un progetto dell’Agesci che avrebbe coinvolto molti gruppi scout a rotazione, e prevedeva una parte di cammino e una parte in un campo profughi a fare animazione a dei bimbi.
Quando siamo arrivati, mi aspettavo una situazione molto diversa, invece il campo si trovava in un villaggio vicino al mare e i bimbi erano sereni. Bastava veramente poco perché loro si divertissero: due calci al pallone, ma anche spingere semplicemente la mia sedia a rotelle.
Oltre ai bimbi del campo, abbiamo anche incontrato altri bimbi del luogo, che ormai abituati alla presenza di altri gruppi scout, ci aspettavano alle nostre tende per trascorrere un po’ di tempo con noi.
La route però non è stata solo divertimento, abbiamo visitato anche i luoghi dove la guerra ha lascito i segni: abbiamo visto persone costrette in una stanza piccola e fredda senza più avere notizie di parenti e amici impegnati in guerra, luoghi in cui le persone venivano torturate e fosse comuni dove venivano sepolte.
In quel momento ho visto la sofferenza sui volti di quelle persone e mi sono resa conto di quanto fossi fortunata rispetto a loro.
Le esperienze fatte con gli scout sono state tutte importanti, ma questa rimarrà viva nei miei ricordi perché ha contribuito molto alla mia crescita e maturazione personale”
Agnese
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, maggio 2007

