UN HOTEL EXTRA-LUSSO PER
Risorge Villa Le Maschere
Ormai
l’inaugurazione è prossima. E si festeggeranno due eventi: da una parte il
recupero di una delle più importanti ville storiche del Mugello, dall’altra
l’apertura della più ricca e straordinaria struttura turistico-ricettiva che la
vallata abbia mai avuto. Era
A primavera si aggiungerà alla catena il grande albergo
mugellano. Un investimento consistentissimo, nell’ordine dei 40 milioni di euro
–escluso l’acquisto iniziale e gli arredi, ancora da collocare e in parte da
scegliere-, che può senz’altro essere classificato come “moderno mecenatismo”.

Le Maschere sarà così il fiore all’occhiello del gruppo
alberghiero UNA, con i suoi ambienti principeschi, le sue camere ricche di
storia, le due straordinarie facciate, che sembrano di due palazzi completamente
diversi tra loro, la sua collocazione dalla quale si domina la vallata mugellana,
circondata dal verde, e impreziosita da un parco secolare di
IL RESTAURO
Quando
si apprende che ben 20 milioni di euro è stato il costo dei lavori di restauro
interni, pavimenti, decorazioni, si resta stupiti. Ma visitando gli ambienti si
capisce ben presto il perché. Il recupero de Le maschere è sicuramente fuori del
comune, ai limiti del perfezionismo. Del resto, spiegano progettista e
E ciò che non sono riusciti a distruggere il tempo e gli agenti atmosferici, ci hanno pensato gli uomini a completarlo. Quello che c’era da rubare è stato rubato: bagni, decorazioni, pietre lavorate, i pilastrini delle scalinate. E le cose che non si è riusciti a portar via le si sono addirittura distrutte, come è accaduto alle raffinatissime mattonelle ceramiche opera dei Chini che qualche ignoto, non riuscendo a staccare, ha preso a martellate.
Per
questo il risultato ottenuto è prodigioso. Lo si è raggiunto prima con una
ricerca accuratissima, poi mettendo all’opera maestranze specializzate. Gli
antichi intonaci, i colori delle decorazioni sono stati analizzati in
laboratorio, per scoprire le proporzioni dei materiali in origine utilizzati, e
per rifarli uguali. Ogni traccia, ogni frammento di decorazione, di disegno, è
stato utilizzato, con l’ausilio di ogni documentazione possibile, stampe
d’epoca, descrizioni, ricerche negli archivi Gerini, foto Alinari, per poter
ricostruire. E’ stato insomma un restauro ricostruttivo: per rifare i pavimenti
alla maniera cinquecentesca, una raffinata pavimentazione alla veneziana, “a
cocciopesto” si sono utilizzate maestranze croate, che ancora hanno la cultura e
la tecnica dell’antica decorazione veneziana. Per rifare stucchi e decori, per
realizzare preziosi soffitti cassettonati si sono assunti artigiani-artisti del
nord Italia, per i rivestimenti ceramici ci si è avvalsi ancora dei Chini. Per
le facciate, non si è fatta tinteggiatura, ma le si sono intonacate con l’uso di
terre colorate, alla maniera del ‘500. Il meglio, per “risuscitare” il fascino
antico di sale e saloni. Così nel grande ingresso, coperto da una vetrata, sono
tornati gli stemmi lasciati da ogni nobildonna che ha vissuto nella villa; si
sono ricreate le sale affrescate con riferimento ai viaggi dei Gerini, dalla
Grecia alla Germania e all’oriente, la sala dei ventagli, quella delle cineserie
e quella del liuto, le alcove del Foggini, quella di Pio IX. Non tutto,
naturalmente, è rifatto: nella camera del Foggini l’arco seicentesco è
originale; con l’abbattimento di una controparete è venuta alla luce una parete
in bugnato della metà del ‘500; il cedimento di una parte di solaio ha fatto
riemergere un frammento del Furini, e lo stemma del Bettini, il primo Capitano
di parte di tutto
L’effetto complessivo, poi, è straordinario: ogni piano ha
marmi e porte di colori diversi, alcuni bagni sono principeschi, con pavimenti
in foglia d’oro coperta da cristalli, fino alla camera posta alla sommità della
villa, nel “cappello”, una camera da
L’ALBERGO
Tutto
questo per un albergo 4 stelle lusso, che offrirà 65 tra camere e suite: tredici
nella vicina “limonaia”, anch’essa dotata di camere di grande effetto –in alcune
sono stati recuperati decori dei Chini- e cinquantadue nella villa
“Ci rivolgiamo –spiegano- a una clientela internazionale,
turisti e uomini d’affari. Siamo a
Tutto questo avrà risvolti, naturalmente, anche sul piano occupazionale: la struttura recettiva avrà bisogno almeno di 50 addetti, oltre a tutto l’indotto.
Alla fine dell’anno il cantiere dovrebbe chiudere i battenti. E in primavera si procederà al taglio del nastro.
Servizio di Paolo Guidotti
- Foto di Andrea Lapi -
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, ottobre 2008

