IL BICENTENARIO DEI MOTI
ANTIFRANCESI IN MUGELLO
Borgo e i "Viva Maria" Sono le 11 di Domenica 20 Giugno 1999 e finalmente ha cessato di piovere. Davanti alla Pieve di Borgo una vecchina si guarda intorno un po' smarrita e fa: "I'Piovano ha detto che si andava a cantare l' Ave Maria alla Madonna e poi è sortito di chiesa. Ma 'un'è in chiesa la Madonna?" Allora la informano che c'è un'altra piccola Madonna che se ne sta in alto, sull'angolo della piazza, umilmente nascosta tra le pietre del palazzo a cui è stata addossata tanti anni fa.
Da oggi, invece, dopo che il Sindaco le ha offerto una corona di fiori bianchi ed il coro di Santa Cecilia le ha fatto l'omaggio di una celestiale Ave Maria, sarà più facile ricordarsi di lei. Anche perché - grazie alla perseveranza ed all'entusiasmo contagioso di Aldo Giovannini e degli amici Beppino Panchetti e Paolo Zanieri - questa Madonnina, copia dell'immagine venerata ad Arezzo (che gli aretini si portavano dietro combattendo al grido di "Viva Maria e morte ai francesi"), è stata al centro di una giornata di festa, in ricordo degli scontri avvenuti anche a Borgo tra aretini e francesi proprio duecento anni fa.
Ma, duecento anni fa, che facevano i nostri antenati?
Tutto questo si sapeva dalla "Storia del Mugello" del Chini ed oggi viene riconfermato da una ricerca fatta tra le carte ingiallite e fragili dell'Archivio Storico di Borgo San Lorenzo. Ci sono lettere, dispacci urgenti, relazioni di adunanze che testimoniano dell'angoscia e della confusione di quei giorni. E ci sono anche puntigliosi elenchi di spese straordinarie sostenute dalla Comunità a causa di quegli eserciti piombati in casa, entrambi col pretesto di "liberare". Cara Madonnina del Conforto che sei tornata al centro dell'attenzione dopo duecento anni, tu sai bene che da che mondo è mondo, gli eserciti, da una parte e dall'altra, portano con sé la violenza: saccheggi, incendi, stragi di innocenti. Oggi come allora. I buoni non sono tutti da una parte ed i cattivi dall'altra. Coloro che più soffrono sono sempre i poveracci che stanno nel mezzo e che, siccome hanno fame, accolgono volentieri sia il pane distribuito sotto l'albero della Libertà che quello elargito nella festa di ringraziamento in Tuo onore. Lo sai? Sono contenta di una cosa: che la gente ti dica soltanto "Viva Maria " senza aggiungervi "morte ai Francesi" come usava allora. Perché "morte" non è giusto chiederla per nessuno e tanto meno chiederla come una grazia a Te, che sei Madre di Misericordia. Nicoletta Martiri Lapi
Per ricordare questi avvenimenti, l'Amministrazione Comunale ha fatto stampare da Edizioni Polistampa un libretto intitolato "I moti antifrancesi del 1799 a Borgo San Lorenzo". Vi si trovano raccolti uno studio di Stefano Pratesi su "Società e rivolte nella Toscana di fine '700"; una ricerca fatta da Nicoletta Martiri Lapi nell'Archivio di Borgo San Lorenzo su carte e documenti del periodo con riferimento a Borgo; una ricerca di Aldo Giovannini sulle vicende del quadro copia della Madonna del Conforto esistente a Borgo , con la scoperta del suo autore, Pietro Paolo Colli di Sansepolcro, grazie al restauro di Rossana Bonetti Calamai. I PROTAGONISTI
CRONISTORIA DEGLI AVVENIMENTI PRINCIPALI: 1 Maggio: erezione dell'Albero della Libertà in piazza del Podestà. 8 Maggio: il podestà Manni viene "spodestato" dai Francesi e lo sostituisce Giovanni Valeri. 14 Giugno: gli insorti ("Viva Maria") arrivano a Dicomano 15 Giugno: gli insorti arrestano il Podestà di Vicchio e il cittadino Bruni. Il Podestà Valeri fugge da Borgo a San Piero a Sieve per mettersi sotto la protezione dei Francesi che sono alla Fortezza . 19 Giugno: sicuramente gli insorti sono arrivati a Borgo e cominciano i disordini. 21 Giugno: alle 8 di mattina i Francesi arrivano a Borgo per il contrattacco. Scontro a fuoco tra 600 insorti armati di fucile e i repubblicani che hanno piazzato un cannone a Ripa. Alla fine della giornata i Francesi battono in ritirata dopo aver perduto anche il loro comandante. 16 Agosto: Festa di Ringraziamento per la cacciata dei Francesi. |
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© il filo, Idee e notizie dal Mugello, giugno 1999 |


I Borghigiani,, passando da
quella piazza che si chiama "Garibaldi", ma che prima era la piazza del Podestà
ed oggi, per capirsi meglio, è la piazza di Pallino, raramente alzavano il capo per
guardarla.
La festa è
riuscita a risvegliare l'anima del paese, richiamando la partecipazione dei commercianti,
artigiani, pittori, cori, associazioni e gruppi diversi. La gente a spasso nel centro nel
pomeriggio della domenica, un po' sorpresa ma contenta, ha gustato - gratis - frutta,
polenta fritta, pane nero ed altre specialità, ammirando il gruppo delle ricamatrici
affacciate, in stile goldoniano, sulla piazza dell'Orologio ed i popolani del '700,
interpretati dalla Compagnia della Caldana, che abbattevano il famoso albero della
Libertà sostituendolo con un palo che aveva in cima l'effigie della Madonna. A sera, il
coro del Maggiolino, che canta bene anche di Giugno, ha chiuso la giornata.
Per la precisione, il 21 Giugno, si trovavano in mezzo alle fucilate;
il fuoco appiccato alle case, un notabile, Cesare Monti, ucciso ( morte confermata dal
registro della Pieve di quell'anno) ed un valoroso borghigiano soprannominato Picchero
passato alla storia per aver colpito in tempo il francese che stava per sparare una
cannonata e rovinare mezzo Borgo.
IL
LIBRO