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La copertina del mese
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il racconto

VIVERE DAVVERO

Un giorno, a sorpresa, senza aver mai pensato che sarebbe potuto succedere sul serio, il signor Antioco si sentì male e, dopo poche ore, morì.

Era così abituato ad essere immerso in una frenesia di impegni e scadenze che il suo cervello continuò per un certo periodo di tempo a rimuginare su tutto quello che gli era rimasto da fare e, solo in ritardo, si accorse che la situazione era cambiata, proprio come i personaggi dei cartoni animati che, trovandosi catapultati in aria, non si rendono subito conto di non avere più la terra sotto i piedi.

Udendo all’improvviso una voce sconosciuta, fece uno scossone e tentò di capire che cosa poteva essere successo.

La voce, che proveniva da una fitta nebbia che avvolgeva ogni cosa, stava raccontando una storia.

“La campagna di un uomo ricco aveva dato un buon raccolto. Egli ragionava tra sé: Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti? E disse: Farò così: demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e datti alla gioia. Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarà? Così è di chi accumula tesori per sé e non arricchisce davanti a Dio.”

“Non capisco perché sto a perdere tempo con queste storielle che non m’interessano, quando devo fare ancora un sacco di cose” pensò il signor Antioco. “Ora mi sento un po’ confuso, ma sicuramente presto tornerà tutto a posto. Che giorno è oggi? Che ore sono? Devo aver perso il mio taccuino con gli appuntamenti…”

Ma la voce lo interruppe : “Hai ascoltato cosa dicevo? Che ne pensi?”

“Ho capito” pensò allora :” E’ uno dei soliti test”  e si sentì obbligato a dire qualcosa, tanto per contentare il misterioso interlocutore.

“Bè, diciamo che quell’uomo ricco io lo capisco perfettamente. Che altro avrebbe dovuto fare? C’era un problema pratico da risolvere e lui era pieno d’energia e desideroso di sistemarsi alla meglio: prima gli averi al sicuro e poi cogliere quello che la vita ti offre: mangiare, bere e divertirsi.

Ma, poveraccio, non ha fatto in tempo: una bella fregatura.”

“Sì – disse la voce – vista così è proprio una bella fregatura. Spero per te che TU abbia fatto in tempo a combinare qualcosa.”

“Purtroppo mi sa che ho lasciato tutto a mezzo: ho delle cambiali da riscuotere, un magazzino ancora vuoto da affittare, una contravvenzione da contestare…Ho delle somme da riscuotere, ho appuntamenti col ragioniere, il geometra, l’avvocato… Bisogna che torni subito a sistemare ogni cosa.”

“Non ci siamo capiti: ti sto chiedendo se hai fatto in tempo a vivere davvero”.

“Che vuol dire davvero?”

“Vuol dire ad occhi, orecchi e cuore aperti. Prova adesso a guardare davvero.”

Allora il signor Antioco guardò in giù, là dove scorreva ininterrottamente il fiume del passato-presente-futuro e vide per la prima volta le notti piene di stelle, le aurore ed i tramonti, le nuvole e l’arcobaleno e poi le rocce, il mare, le piante, gli animali e gli uomini, un universo gremito di vita in continuo movimento.

“Li vedi? –disse la voce. – Cosa hai fatto per quel piccolo spazio dove eri capitato? Cosa hai fatto per quegli esseri che vivevano insieme a te?”

Quelle domande gli arrivarono dentro con l’improvvisa violenza di un temporale e lo spiazzarono.

Ma era un tipo corazzato e tentò ancora di difendersi. “Toccava a me? C’è già un mucchio di gente che ci pensa.”

A queste parole seguì un lungo, impressionante silenzio.

Fu quel silenzio a spaventarlo. Quando parlò lo fece con una voce infantile, piagnucolosa.

“Avevo tante cose da fare…mi è mancato il tempo…Insomma, non lo so” .

“Ricordi come finisce la storia? Chi accumula tesori per sé non arricchisce davanti a Dio. E tu hai sbagliato tesori. Tesori sono i sorrisi ed i ringraziamenti di coloro ai quali hai fatto del bene,  sono  le offese subite ed i dolori accettati in silenzio, sono i momenti difficili che hai superato e hai fatto superare agli altri senza perdere mai la speranza. Tesori sono tutte le occasioni che hai avuto per non essere egoista e mettere da parte solo quello che non si consuma e non si perde.”

“Si può rimediare ?” disse ancora con un filo di voce il signor Antioco.                        E la voce disse: “La risposta tocca a te.”

Nicoletta Martiri Lapi 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, ottobre 2007

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