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OPINIONI E SPUNTI DI RIFLESSIONE DALLE ASSOCIAZIONI MUGELLANE

Volontariato, potrebbe andar meglio...

Non si può certo dire che alla Misericordia di Scarperia manchino le "giovani" leve...Qualche tempo fa, nell’ambito dell’iniziativa “Una goccia nell’oceano”, fu organizzato un confronto tra le diverse associazioni di volontariato. Ne emerse un quadro interessante, ma anche preoccupato, circa le difficoltà che il fare volontariato sta attraversando. Un tema complesso, che potrebbe e andrebbe approfondito ancora di più. Riportiamo qui una sintesi delle riflessioni fatte dai rappresentanti di alcune associazioni, come spunto di riflessione. Riflessione che potrà essere ampliata se altri vorranno dire la loro sull’argomento. Come sempre, le nostre pagine sono a completa disposizione.

“E’ sempre più evidente –esordisce Carlo Bucelli, della Pubblica Assistenza Bouturlin di Barberino- che le motivazione di un tempo, che spingevano a fare volontariato, a cominciare dai valori di solidarietà si sono rarefatti. Oggi assistiamo sempre più ad associazioni che nascono intorno a bisogni e problematiche particolari, come quelle promosse da familiari che hanno figli o parenti malati o portatori di handicap. Sì, la società è cambiata, le motivazioni sono cambiate, tanto che oggi si parla non più di volontariato, ma di volontariati, basti dire che si considera associazione di volontariato anche un gruppo di amici del cane. E sta crescendo il “fare qualcosa perché non si sa che fare”, ma senza uno spirito solidale di fondo.

Oggi conta primeggiare, ed è difficile trovare ascolto su altro, proporre cose non danno un risultato immediato. Sembra diventato difficile perfino intendersi: il primo problema è il rapporto di relazione, non più incentrato sulla comprensione reciproca, ma sul far prevalere le proprie posizioni. E poi vi è pocao voglia ad assumersi responsabilità. Come dimostra la difficoltà di trovare dirigenti. Ritrovi sempre i soliti a far tutto. Anche se, rovescio della medaglia, talvolta ci sono dirigenti che non li levi neppur con le cannonate”.

Anche Vittoriano Mannozzi, segretario del gruppo Fratres di Borgo San Lorenzo non manca di sottolineare gli aspetti problematici. “C’è minore sensibilità, anche fra i giovani. Siamo andati cinque volte al Liceo borghigiano, per promuovere la donazione del sangue, ma i risultati sono stati scarsi. Su 300 ragazzi contattati, poi ne abbiamo visti una decina. Anche il tentativo di coinvolgere gli extra-comunitari, che pure abbiamo fatto, è andato male, non si è visto nessuno. Poi per l’associazionismo ci sono ormai adempimenti eccessivi, troppa burocrazia.”

Luigi Andreini, presidente del “Progetto Accoglienza” riprende il tema dell’attuale situazione sociale: “C’è un’economia impazzita, nuove dipendenze, e non solo uso e abuso di sostanze, ma il vincere, l’inseguire beni di consumo, la tv cattiva maestra. E il volontariato che rischia di diventare soggetto, mentre deve essere uno strumento per rispondere ai bisogni. E poi c’è la paura del confronto, quella di vedersi sfuggire qualcosa, e questo genera risposte non controllate. Ma tutto questo non deve portarci a vedere con pessimismo il futuro. Ci vuole un forte patto educativo, perché ai giovani non mancano potenzialità. Sull’aspetto educativo ci giochiamo il futuro”.

Antonio D’Alessandro: “Quando vai a scuola, e parli con i bambini dei loro coetanei indiani e delle loro difficoltà, e trovi, insieme a tanto interesse, anche ragazzini che ti dicono, “A noi non ce ne frega niente”, rimani interdetto. Si sta creando una cappa di individualismo, di chiusura che è preoccupante. E spesso questa chiusura inizia nella famiglia. Io credo che la prima emergenza sia proprio nella famiglia. In questo trasmettere le motivazioni che oggi mi spingono a fare volontariato, io devo ringraziare la mia famiglia, che mi ha trasmesso valori, mi ha insegnato che siamo per gli altri, che è bello sentirsi uniti e aiutarsi l’un l’altro. Certo, anche l’ispirazione religiosa, i valori cristiani sono importanti, e mi hanno aiutato tanto a capire chi sono, e a spingermi su determinate strade.

Margherita Bernoni, della sezione della Misericordia di Luco di Mugello è d’accordo: “Operare nella Misericordia –dice- mi dà la possibilità di rispondere a quanto il Vangelo ci indica, a spenderci per i fratelli. Certo, le difficoltà, anche a Luco, dove pure c’è un discreto movimento, anche di giovani, non mancano. Ma non bisogna disperare, perché il volontariato è una cosa buona che facciamo non solo per gli altri, ma è un bene che facciamo anche a noi stessi, che fa crescere e maturare. Indubbiamente però la questione di formare una mentalità aperta al volontariato dobbiamo porcela. Dobbiamo ripartire, riscoprendo le motivazioni, ovvero il valore della solidarietà e della condivisione, la bellezza della gratuità e del servizio disinteressato agli altri.

Andrea Squarcini, dell’associazione “Solidarietà Missionaria” invita a non farsi sopraffare dai ragionamenti sui problemi: “La motivazione di fondo, indubbiamente, è quella di essere prossimo, di aiutare l’uomo, e già questo non è scontato perché oggi ci si indigna di più se muore un cane. E’ vero, le problematiche e gli ostacoli ci sono, ma io credo che occorra andare oltre, altrimenti si rischia di non fare nulla, di farsi paralizzare dalle difficoltà. E si va oltre operando. Noi, per aiutare don Poggiali e la sua missione in Costa d’Avorio cerchiamo di evitare tanti discorsi, ma piuttosto di lavorare e basta. A volte siamo bravi a crearci problemi, mentre se operi, sei fai, con fiducia, il problema non lo vedi più. Dipende da come ti poni. Quando ci proponiamo un’iniziativa l’importante è farla, a prescindere dal risultato: se ci attendiamo cento, e invece otteniamo dieci, va bene lo stesso”.

Bucelli chiude il giro e invita a non essere pessimisti. “Chi fa volontariato è uno che si impegna, che si dedica agli altri. E questo è estremamente positivo. Perciò sarebbe sbagliato farsi intimidire dai pensieri, e farsi condizionare troppo dall’ambiente e dalla mentalità non favorevole. Cercare di coinvolgere altre persone, mostrando la bontà dell’impegno a risolvere i problemi dei cittadini, credo sia la strada maestra. Così come è importante che le varie associazioni sempre più imparino a collaborare. “

 

Non si può certo dire che alla Misericordia di Scarperia manchino le "giovani" leve...

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, marzo 2008

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