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La copertina di questo mese
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Zootecnia

LA SITUAZIONE ZOOTECNICA DELLA ZONA

Mugello, 
l’Eldorado delle mucche

C’era una volta il bollino di “Qualità Mugello”

IL CALENDARIO DELLE MOSTRE BOVINE

La zootecnia mugellana va a gonfie vele. Fin troppo. O comunque con qualche rischio. Lo riconosce il presidente dell’APA di Firenze, l’associazione provinciale allevatori, Adriano Borgioli. “Non vi è dubbio: dopo una decina d’anni di continuo regresso, ora siamo in una fase di incremento, anche con grossi numeri. Di fatto, gli allevatori mugellani hanno tratto gran beneficio dall’allarme mucca pazza. Perché la paura della BSE ha premiato il modello di allevamento del Mugello, la linea vacca-vitello, il ciclo chiuso, ovvero animali nati, allevati e macellati qui, con mangimi tratti da queste terre, la selezione genetica, la cooperativa degli allevatori, l’incremento degli allevamenti”.

Così la carne mugellana è andata a ruba, biologica e non biologica, e le grandi catene distributive se la sono letteralmente litigata, tra Coop ed Esselunga. Però, c’è un però. “Bisogna cercare di non farsi prendere dalla bramosia di commercializzare come mugellano ciò che mugellano non è”. Sta accadendo infatti che in Mugello sono in arrivo due grosse aziende zootecniche del Nord Italia, una veneta, l’altra di Parma, aprendo una a Scarperia, nella fattoria Casa Bianca di Sant’Agata e l’altra a Pilarciano, nel comune di Vicchio, due grossi allevamenti, con centinaia di capi. “Per il Mugello è una conferma, siamo diventati l’Eldorado delle mucche. Ma bisogna stare attenti che non ci venga inquinato il patrimonio di credibilità e di qualità che i mugellani con un  duro lavoro si sono conquistati, allevando in modo onesto e ligio alle regole. Io conto che chi viene da fuori darà prova di serietà, e allora sarà un fatto positivo, perché tra l’altro si darà un contributo anche sul piano occupazionale ed economico. Ma certo quegli animali nati in stalloni del Nord Italia e che saranno fatti crescere qualche mese a Pilarciano o a Sant’Agata e la cui carne sarà venduta come mugellana, non sono certo la stessa cosa dei nostri vitelli e delle nostre vacche, nate e cresciute qui. Ben vengano allevatori esterni, ma mi si permetta di preferire gli allevatori locali dei quali conosciamo il modo e la serietà di lavorare”.

Borgioli lo sottolinea: “Purtroppo scontiamo il ritardo dell’approvazione di appositi disciplinari per la denominazione di origine. Occorrerà recuperare il tempo perduto, per dare le massime garanzie ai consumatori, in modo che possano continuare ad associare il Mugello a livelli alti di qualità”.


IL CALENDARIO DELLE MOSTRE BOVINE

E’ sempre più ricco il calendario delle manifestazioni zootecniche in Mugello e Alto Mugello. Inizia Piancaldoli (Firenzuola) con la prestigiosa mostra nazionale dei bovini di razza romagnola, dal 25 al 27 aprile. Dal 1° al 4 maggio è la volta di Dicomano, con la mostra provinciale dei bovini di razza limousine, mentre dal 23 al 25 maggio nel parco di Villa Demidoff a Pratolino (Vaglia) si terrà Ruralia. Prevista in maggio anche una vetrina zootecnica durante la prima fiera sul lago a Bilancino. Dal 6 all’8 giugno torna a Borgo San Lorenzo la Fiera Agricola Mugellana, mentre dal 29 al 31 agosto bovini ed equini saranno a Vicchio per la Fiera Calda.

Quest’anno alcune Fiere saranno più limitate: a Borgo San Lorenzo ad esempio non si terranno mostre interregionali o nazionali, causa le restrizioni sanitarie per il morbo della “lingua blu”, che vietano gli spostamenti di animali nelle isole, nell’Italia del Sud e lungo tutta la costiera tirrenica. Prevista dunque una “campionaria”, ovvero una vetrina di tutte le razze allevate in Mugello.


C’era una volta il bollino di “Qualità Mugello”

Davvero c’era una volta... Sembra ormai una favola antica, quella del marchio di qualità per i prodotti tipici mugellani. Se si vanno a rileggere i documenti e i programmi della Comunità Montana del Mugello e gli impegni degli amministratori locali, di dieci-quindici anni fa, ritroviamo la bella idea di promuovere un marchio per i prodotti mugellani, in modo da valorizzare le produzioni locali, da garantire i consumatori, da rendere riconoscibili i prodotti, e per meglio sostenere i produttori. Però, al momento, solo il marrone del Mugello ha ottenuto l’IGP. I disciplinari per latte e carne hanno scontato gravi ritardi, e del marchio “Qualità Mugello” (c’era già perfino il logo, che però non piaceva alla Val di Sieve, quando era nella stessa Comunità Montana, perché non voleva che si parlasse solo di Mugello) si sono perse da anni le tracce. Ora si riparla di un “paniere” di prodotti tipici. Basta che non restino buone intenzioni...

 

  © il filo, Idee e notizie dal Mugello, aprile 2003

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