Mugello col freno tirato
Non
tira una bell’aria, dappertutto. Rivolte, violenze, guerre, e in casa nostra una
situazione sociale ed economica che spaventa, insieme a una paralisi politica
che disorienta indigna. Ma anche in Mugello, sul piano politico ed economico, le
cose non son messe affatto bene.
Sembra quasi che si stia procedendo col freno a mano tirato. Con un livello di progettualità politica del tutto deludente, e con risposte concrete alle difficoltà assai carenti.
Erano pensieri che ci venivano alla mente nel leggere dell’ennesimo documento sottoscritto da sindaci e Provincia di recente. Risparmiamo ai nostri lettori un’antologia di questo testo, scritto in puro politichese. Ma al di là dei contenuti fumosi, il fatto stesso di elaborare e sottoscrivere, di “aprire tavoli”, senza poi, spesso, compicciare niente, senza far seguire scelte concrete alle chiacchiere, è uno degli elementi che fa allontanare i cittadini dalla politica e dalle istituzioni. Quanti “tavoli”, “patti”, “accordi di programma” sono stati sottoscritti e rimasti lettera morta. Senza mai neppur degnarsi di fare, alla scadenza, le necessarie verifiche su ciò che è stato realizzato.
La politica locale –e non solo locale viene da dire purtroppo- ha perso voce e cervello. Voce per proporre, per chiedere, per rivolgersi a cittadini e istituzioni superiori. Cervello per elaborare progetti, per individuare problemi e soluzioni, per discutere, valutare e decidere.
Mancano anzitutto luoghi di studio e di dibattito. Prima, bene o male, lo facevano nelle sezioni dei partiti, o nei circoli. Ora dove lo si fa? Davanti alla televisione? E non servono certo consigli comunali svuotati di passione e di competenze, o assemblee pubbliche sempre più sparute.
Mancano le idee, e manca purtroppo anche la passione disinteressata, e ci scusino per questo giudizio quei pochi che alla vecchia maniera si impegnano e sacrificano tempo ed energie all’interno delle istituzioni.
Ma anche le istituzioni hanno il freno tirato. Possibile
che non si sia in grado di protestare, di mobilitarsi, o comunque di far sentire
la propria voce, se ti tagliano, senza coinvolgerti, decine di corse di autobus,
o se fanno correre sulla Faentina treni inadatti o che fanno schifo? Possibile
tacere se una società pubblica incaricata di realizzare le case popolari, da
oltre tre anni non è riuscita a metter su il cantiere per fare venti
appartamenti sociali
Certo, ognuno ha la classe politica che si merita. E non solo perché alla fine i partiti che ci governano, ad ogni livello, li ha votati la maggioranza dei cittadini. Ma anche e soprattutto perché non è che il livello della cosiddetta società civile sia da considerare migliorare rispetto alla classe politica. E’ vero. La politica oggi è particolarmente impegnata a tener lontana la gente –basti pensare che non si può più nemmeno scegliere con il proprio voto di preferenza la persona da eleggere-; ma anche noi, gente comune, quanta voglia, quanta disponibilità abbiamo nel dare un contributo di partecipazione, di idee e di presenza nella vita pubblica?
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, marzo 2011

La copertina del