Guerra e pace
Non c’è da illudersi: gli uomini non cambiano.
Parlano di pace e sventolano bandiere di pace ma, appena si affaccia all’orizzonte una occasione di fare la guerra, non esitano neppure per un istante e vi si buttano dentro a capofitto.
Allora, per chi cerca qualcosa che rompa la monotonia di
giorni sempre uguali, arriva lo spettacolo “dal vivo” ed “in tempo reale” più
entusiasmante di un film: cieli illuminati dai bombardamenti intelligenti, mari
su cui si adagiano maestose portaerei, incendi veri con feriti e morti veri.
L’articolo della Costituzione in cui l’Italia ripudia la guerra ed il grido di Paolo VI all’ONU:”Mai più la guerra!” sembrano lontani e sbiaditi.
Le giustificazioni spuntano subito come funghi: la guerra che non è vera guerra ma protezione per popolazioni inermi, la guerra portatrice di democrazia, la guerra “giusta”…
Allora si ha l’impressione che la saggezza non sia ancora riuscita a trovarsi un posto in questo mondo.
E gli episodi di violenza riempiono ogni nostra giornata di spettatori sconcertati e delusi.
Ma attenzione: siamo proprio innocenti?
Non c’è forse in ognuno di noi una cecità, una mancanza di chiarezza che grida allo scandalo per le violenze degli altri e chiude gli occhi sulla violenza che ci fa indignare, giudicare e condannare gli altri tanto facilmente?
Vale la pena di fermarsi ogni tanto per rifletterci su.
Nicoletta Martiri Lapi
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, aprile 2011

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