AMBIENTE, FERROVIA FAENTINA, OSPEDALE:
IMPEGNI FINITI NEL NULLA
Mugello preso in giro…
ALTA VELOCITA'
FERROVIA FAENTINA
OSPEDALE DEL MUGELLO
Il mese scorso segnalavamo qui un timore: la debolezza politica del Mugello
rispetto alle altre istituzioni –Provincia e Regione-. Ed è questione molto
concreta. La cronaca in poco più di un mese ce ne ha dato ampia dimostrazione.
Purtroppo.
Vediamo, caso per caso.
PRIMA PRESA IN GIRO – I fondi dell’alta velocità
Vi ricordate, dieci anni fa, le polemiche e le preoccupazioni per i pozzi e le
sorgenti secche, per i danni causati dai lavori dell’alta velocità? La Regione
ottiene dal Governo un accordo, il cosiddetto Addendum 2002, che riconosce 100
miliardi di vecchie lire, 53 milioni di euro. Siamo nel 2011, e ancora un
terzo della cifra, 16 milioni e mezzo, deve essere erogato. Con colpe
equamente condivise tra destra e sinistra, visto che non li ha erogati né il
governo Prodi né il governo Berlusconi.
C’è di peggio: la Regione i soldi finora ottenuti non è riuscita neppure a
spenderli tutti. Gli acquedotti sono stati realizzati in parte, e con
ritardi pazzeschi –l’incarico era stato dato a Publiacqua-, i piccoli invasi per
immagazzinare acqua per le aziende agricole sono ancora una promessa, a distanza
di quasi un decennio.
E c’è dell’altro: nel 2007 la Regione Toscana produce uno studio-progetto,
costato mesi di lavoro, e ampiamente usato per conferenze stampa, annunci, e
interviste televisive, con il presidente della Regione che andò fino a San
Pellegrino, a Firenzuola, per presentare quello che fu chiamato il Masterplan:
in esso si evidenziava che le esigenze, per sanare almeno in parte le ferite
ambientali inferte al Mugello era ben più alte, e si quantificava con esattezza
il fabbisogno totale in 100 milioni di euro. Per fare tante cose: tra
l’altro, riportare l’acqua nel Carza, attraverso un bacino artificiale di
accumulo, costruire una centrale fotovoltaica per dare energia alle pompe che
riportano l’acqua nei torrenti, e vari altri progetti, compresi i costi di
gestione e di manutenzione. Questi soldi doveva erogarli il Governo. Ma la
Regione che fa? Ora sta concordando con il Governo centrale un aggiornamento
dell’”intesa quadro” sulle infrastrutture strategiche. Vai a leggere, e vi
trovi, tra le priorità, i 16,5 millioni e mezzo promessi dieci anni fa, ma di
questi altri 40 milioni e passa, previsti nel Masterplan,
nemmeno un centesimo si chiede al Governo, salvo scrivere nella premessa del
documento un ben poco impegnativo: “La
Regione ritiene quindi necessario avviare un approfondimento sull’argomento con
i Ministeri competenti”.
Insomma, campa cavallo, e soldi per il Mugello andati in cavalleria.
Sul fronte dell’alta velocità ci sarebbe un’altra grave inadempienza,
stavolta tutta da attribuire al livello locale: a Borgo San Lorenzo ci si è
dimenticati per anni, di pretendere da TAV e Cavet tutte le opere previste fin
dal 1995, le cosiddette contropartite dell’alta velocità. A Borgo ci sono
lavori non realizzati per diversi milioni di euro. E solo la minaccia, avanzata
dall’opposizione, da Piera Ballabio, di mandare tutti davanti alla Corte dei
Conti, ha fatto muovere la giunta, che ha affidato l’incarico a un consulente,
Gianni Panchetti, per riprendere le fila del discorso e andare a trattare con le
Ferrovie per vedere di portare qualcosa a casa.
SECONDA PRESA IN GIRO – La Ferrovia Faentina
Da tempo i viaggiatori mugellani, riuniti in un combattivo comitato pendolari
“Attaccati al treno” lamentano disagi, ritardi, treni obsoleti. E così fu tirato
un sospiro di sollievo quando alcuni giorni fa la Giunta regionale toscana, con
l’assessore ai trasporti Luca Ceccobao, diffuse una nota molto decisa:
“Il silenzio del Governo sulla necessità di un serio ammodernamento della
Faentina
–proclamava Ceccobao- comincia
a essere davvero insopportabile. L’atteggiamento di un Governo che non rispetta
gli accordi presi non è accettabile e questo territorio aspetta azioni concrete
sull’ammodernamento della Faentina ormai dal 1995. Per questo la Regione ha
posto, tra le priorità dell’aggiornamento dell’Intesa che dovremo sottoscrivere
tra breve con il Ministero, anche questa linea, individuando interventi di
miglioramento per un importo di 31 milioni che la Regione Toscana chiede vengano
impegnati dall’Esecutivo nazionale. Si tratta di interventi che consentiranno un
miglioramento della rete ferroviaria a vantaggio sia del trasporto merci che del
traffico passeggeri”.
Poi
un consigliere regionale, Marco Carraresi dell’UDC, è andato a spulciare le
proposte della Regione Toscana di revisione dell’accordo Stato-Regione, e ha
denunciato il bluff: se nella premessa si ricordano, correttamente, le cifre
necessarie per le opere di ripristino ambientale per l’alta velocità, e i fondi
necessari per l’ammodernamento della Faentina, nelle tabelle successive, dove si
indicano le priorità e le cifre richieste, la Faentina praticamente sparisce:
non più i 31 milioni che pure erano garantiti da accordi già sottoscritti negli
anni ’90, ma soltanto un milione di euro per “studio di fattibilità per
riqualificazione”. Ovvero, la Regione batte cassa al Governo, dopo i
proclami di pochi giorni fa, non per avere i 31 milioni di euro promessi fin
dagli anni ’90 (la famosa elettrificazione della linea), ma per ottenere un
milione di euro per studiare la fattibilità degli interventi. Interventi per i
quali, peraltro la Regione insiste con l’idea, ormai non fattibile se non con
interventi molto costosi e impattanti, “dell’interconnessione con la nuova linea
AV in comune di Scarperia per consentire il transito dei treni merci”. Roba da
matti.
TERZA PRESA IN GIRO – L’ospedale del Mugello
Sono ormai diversi anni che è stato predisposto un progetto per il
miglioramento e l’ampliamento dell’ospedale di Borgo San Lorenzo: interventi
importanti e consistenti, oltre 25 milioni di euro,
la costruzione del “Centro Sangue” per ampliare l’attività del servizio
trasfusionale e la ristrutturazione del laboratorio di analisi. Si doveva
inoltre realizzare una nuova palazzina di ingresso, per modificare gli spazi di
accesso all’ospedale, dando così soluzione alla situazione, critica da anni,
delle sale di attesa per le analisi e i poliambulatori, spesso sovraffollate e
invivibili; ancora, erano in programma la ristrutturazione e l’ampliamento del
reparto di terapia intensiva e la realizzazione della nuova centrale
tecnologica.
Di tutto questo non si è visto nulla. Si doveva poi completare il
poliambulatorio di viale della Resistenza: anche su questo buio fitto.
E ora cosa viene fuori? Che è tutto bloccato, così spiega i ritardi il direttore
generale dell’Asl 10, perché si sono fatti dei controlli sulla vulnerabilità
sismica dell’edificio, e i risultati non sono né chiari né tranquillizzanti.
Così, in attesa di nuovi esami, e di una commissione di super-esperti, si è
preferito soprassedere.
Si vuol dire che si correva il rischio di realizzare nuove opere su un edificio
non conforme alla normativa antisismica? Od è una buona scusa per rinviare
ancora –i lavori dovevano essere già finiti- interventi costosi, e viste le
difficoltà economiche della sanità toscana si preferisce dirottare altrove le
risorse? Perché con tutti questi ritardi il rischio vero è che per molti anni
non si faccia più niente, con i fondi assorbiti dalla città o da altre strutture
sanitarie nella provincia di Firenze.
Rischio confermato di recente, visto che la Regione ha messo a disposizione
dell’ospedale del Mugello, per il 2011, soltanto un milione e mezzo di euro.
Morale della favola: non sarà l’ora che i nostri sindaci si diano una mossa,
e si facciano sentire con più decisione, cantandole chiare agli enti superiori,
circa il mantenimento degli impegni assunti? Sarebbe bene che per una volta si
accantonassero convenienze e solidarietà di partito, (e per qualcuno, magari,
aspettative di ulteriore carriera politica), per difendere il Mugello e i
mugellani.
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, giugno 2011

