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Turismo cultura
I luoghi notevoli di Dicomano

I LUOGHI DI DICOMANO

 

Pieve di San Martino a Corella

Entrati nel territorio comunale di S. Godenzo, una strada sulla sinistra costeggia il fosso di Corella, quasi stretta fra i territori comunali di Vicchio e S. Godenzo, si trova la frazione che dà o prende il nome del fosso: un piccolo agglomerato di case che vanta una Pieve che ha rivestito grande importanza dalla seconda metà del XIII fino alla prima del XX secolo.

Pieve di San Martino a Corella. Dicomano. Foto di Massimo CertiniL’ antica Pieve di S. Martino a Corella*, di cui si ha notizia già in una bolla papale del 1184, doveva essere ubicata più a valle dell’attuale e venne abbandonata nel ‘700 a causa della precarietà delle strutture.  La nuova, eretta nei pressi dell’attuale cimitero, non ebbe tuttavia miglior fortuna, vittima come tante altre del terremoto del 1919 nel quale perse la vita anche l’allora pievano.

Oggi la pieve si presenta recentemente restaurata, con il campanile a torre, la porta d’ingresso lunettata ed un rosone con l’immagine del Santo patrono al centro della facciata. 

L’interno è a tre navate scandite da archi a tutto sesto, con ampio presbiterio e due cappelle laterali. Ai lati dell’ingresso si trovano, sulla destra una statua di S. Antonio da Padova a grandezza naturale e sulla sinistra il fonte battesimale in pietra,  sovrastato da una tela del pittore Poli (1988) raffigurante il Battista. La cappella di destra è dedicata alla Madonna del Rosario e quella di sinistra a S. Caterina d’Alessandria.  Oggi tuttavia su entrambi gli altari si trovano due immagini della Madonna col Bambino e Santi del XVII - XVIII secolo in quanto la S. Caterina si trova attualmente nella Pieve di S. Maria a Dicomano.  Sulla parete terminale della navata di destra si trova una Madonna col Bambino e gli Apostoli Pietro e Paolo datata 1646, di pittore ignoto. Nel quadro figura anche lo stemma con dedica del pievano Antonio Fabbri che ne curò l’esecuzione.  Sulla parete di destra un quadro rappresenta l’episodio di S. Martino e il povero della pittrice contemporanea Sofia Arnò, mentre il crocifisso dell’altar maggiore è opera di Alfredo Cifariello, allievo di Pietro Annigoni.  Di buona fattura sono anche il tabernacolo del Santissimo, in pietra, sull’altar maggiore ed altri due, più piccoli ma altrettanto raffinati, incassati nelle pareti in prossimità del presbiterio.

(Officia la domenica alle ore 9,00)

© Notizie  e foto tratte da il volume "Il Mugello" di Massimo Certini e Piero Salvadori (ed. Parigi & Oltre, Borgo San Lorenzo, 1999)
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