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I LUOGHI DI BORGO SAN LORENZO |
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Convento dei Cappuccini e Casa di riposo di San Carlo
Lungo la strada ci accompagnano le stazioni dei Misteri Gloriosi del S. Rosario. Al Convento si giunge anche dal lato opposto per una stradicciola che sale dal Torrente Bosso costeggiando l’orto del Convento, lungo il muro del quale si snoda una Via Crucis le cui immagini di ceramica policroma sono quasi tutte distrutte dalle intemperie e dagli atti vandalici. Questa si conclude con una bella “Pietà” sistemata in un tabernacolo sulla destra della facciata della Chiesa, opera dello scultore Guido Calori. Il tutto realizzato nelle Fornaci Chini nel 1939. Nel 1613 “DA PIU’ PERSONE E DI DIVERSE LIMOSINE E’ STATO FATTO QUESTO CONVENTO”, come c’è scritto sull’architrave della porta nell’ingresso dell’edificio, sopra la quale è dipinta anche una piccola testa di S. Francesco, “in memoria del Conte Giovanni Collalto”. Gli ambienti interni sono attualmente in corso di ristrutturazione e le opere d’arte in restauro presso la Sovrintendenza di Firenze.
La Chiesa conserva tutta la semplicità francescana, all’altar maggiore un Crocifisso di delicata fattura è sistemato sopra un dipinto raffigurante le Pie Donne e Santi, il tutto incorniciato da una bella ancona di legno lavorato. Sul lato sinistro si aprono due cappelle dedicate alla Madonna e a S. Francesco. In quest’ultima due nicchie laterali contengono le statue di S. Ludovico Re di Francia e di S. Elisabetta Regina d’Inghilterra, opere di buon artigianato. Poco distante, oltre la strada provinciale, si trova la Casa di Riposo “S. Francesco” o “S. Carlo”, che ha collezionato nel tempo numerose ceramiche provenienti dalle Fornaci San Lorenzo e che decorano in particolare i due refettori e la cappella. (Visitabile su richiesta, tel. 055 845 69 95)
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| © Notizie tratte da il volume "Il Mugello" di Massimo Certini e Piero Salvadori (ed. Parigi & Oltre, Borgo San Lorenzo, 1999) | |


Sulla
Statale 551 per San Piero a Sieve, prima della località “La Torre”,
sulla destra
Nella
parete in fondo al refettorio si trova una bella terracotta invetriata
di ispirazione robbiana che rappresenta l’Annunciazione,
eseguita nel 1912, senza dubbio, dalle Manifatture Chini.