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L’antico Ospedale al Bivio di Novoli In prossimità del Bivio di Novoli, una cinquantina di metri prima per chi arriva da Firenze, sulla sinistra c’è una vecchia casa colonica che originariamente doveva essere di un bel colore giallo ocra, del quale oggi rimane solo il ricordo.
Vicino alla porta oggi contrassegnata con il n.c. 19 ci sono due finestrine inferriate. La più gran-de delle due, di foggia inconsueta, è sormontata da una scritta in color azzurro, quasi cancellata dal tempo, che recita così: PATER MEUS ET MATER MEA DERELINQUERUNT ME DOMINUS AUTEM ASSUMPSIT ME Per i più giovani: “Mio padre e mia madre mi abbandonarono il Signore invece mi accolse”. È questo uno dei tanti luoghi di deposito o spedaletti che avevano il compito di accogliere, per via di ruota o a presentazione, i fanciulli abbandonati da avviare poi, di tappa in tappa, verso i brefotrofi fiorentini, se non morivano di freddo, di fame o di stenti durante il viaggio. Fino agli inizi del XX sec., quella finestrina nascondeva una ruota degli innocenti (o esposti), dove chi non poteva o non voleva allevare un neonato (generalmente illegittimo) lo poteva abbandonare proprio come a Firenze, in piazza della SS. Annunziata. In quella casa un responsabile o Spedaliere e alcune donne si prendevano cura dei piccini e cercavano di affidarli, dietro un modesto compenso in denaro, a qualche famiglia del posto, altrimenti venivano inviati a Firenze, allo Spedale degli Innocenti, se inferiori ai tre anni, o all’Orfano-trofio del Bigallo, se più grandi. Dallo stato d’Anime della Parrocchia di S. Stefano a Cornetole, per esempio, risulta che fra il 1802 e il 1909 in molte famiglie viveva almeno un bambino de Nocenti. Opera moralmente lodevole e meritoria ma anche fonte di un piccolo guadagno per chi di quattrini ne vedeva pochi o punti in tutto l’arco dell’anno. Delle case che si incontrano subito dopo il bivio, si sa che fino alla metà del sec. XIX c’era una Villa Medici, ora difficilmente identificabile. Solo nell’ultima porzione del fabbricato è ancora riconoscibile, per la caratteristica finestra sul portoncino e per una piccola campana situata sottogronda, un modesto edificio sacro che anticamente era una Chiesa detta di S. Maria a Novoli. Nel 1914 c’era ancora un Oratorio dedicato a S. Carlo. |
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| © Notizie e foto tratte da il volume "Il Mugello" di Massimo Certini e Piero Salvadori (ed. Parigi & Oltre, Borgo San Lorenzo, 1999) | |


Nel secolo XIV
vi si trovava un Ospedale per pellegrini con l’obbligo morale
dell’accoglienza temporanea ai fanciulli abbandonati.