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La
scomparsa di Mario Giannelli
Per
noi, "giovani ormai da un pezzo", Mario è stato il maestro per
antonomasia. Lo è stato nella scuola, nella politica, nella società, nella
vita. Nella scuola - ho frequentato le elementari quando lui era "il
segretario"- era una sorta di motore con l'anima attraverso dal quale
tutte le attività traevano senso ed energia per andare avanti. Nella
politica - è stato consigliere comunale della Democrazia Cristiana - era
tutta sostanza: non si lasciava mai incantare dalle chiacchiere e dai
richiami della demagogia. Il suo impegno sociale si è espresso nella Cisl,
prima nel Si.Na.Sc.el (il sindacato dei maestri elementari) e
successivamente nei pensionati, e nell'M.C.L fino a quando questo movimento
è stato presente a Borgo San Lorenzo. La sua competenza era riconosciuta da
tutti ed è stata all'altezza della situazione, praticamente, fino a quando
ci ha lasciati. Nella vita è stato un "signore" nel senso più
nobile della parola. Ultimamente lo si vedeva passeggiare ai bastioni: si
avvertiva che il suo sorriso era meno vivace da quando la cara moglie lo
aveva lasciato. Ho avuto la fortuna di partecipare alle sue discussioni con Beppe
Alpigini: che bell'esempio di stima reciproca tra due amici veri.
L'ultima volta che ci siamo
salutati è stato al termine della messa vespertina del sabato, una quindici
giorni prima della morte. In fondo è il luogo più opportuno per salutare
una persona davvero cara.
GIAMPIERO
GIAMPIERI
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