RICORRENZE
STORICHE
Guglielmo Marconi e il
suo amore per il Mugello
Tutto
il mondo, tutti i giornali – o quasi – hanno ricordato il centenario
– 12 Dicembre 1901 – 2001 – del primo segnale transatlantico che il
grande scienziato Guglielmo Marconi riuscì a trasmettere; furono tre
“clic”, tre punti dell’alfabeto Morse corrispondenti alla lettera
“S” e sull’altura di Signan Hill che domina il porto di St.John a
Terranova, l’isola dei merluzzi e degli icebergs che affonderanno il
Titanic, nasce cento anni fa la telegrafia senza fili, iniziando così
l’era della radio. Sono le 12,30 del 12 Dicembre 1901; alla cuffia che
lo collega a Poldhu in Cornovaglia, 3.400 chilometri lontano, c’è
Guglielmo Marconi, giovane scienziato autodidatta che ha tesaurizzato
l’esperienza di Augusto Righi, l’inventore dei rilevatori delle onde
hertziane. E’ arrivato con il piroscafo Sardinian, ha con sé un
“cervo volante” per l’antenna. Il tentativo iniziale fallisce perché
il vento spezza la fune, ma poi è il suo trionfo e lo scacco degli
ambienti scientifici, tutti ostili e convinti che la curvatura terrestre
avrebbe impedito la propagazione non orizzontale delle onde
elettromagnetiche.
Questa parentesi storica per ricordare come questo
grande scienziato (al quale Borgo, dopo la sua morte avvenuta nel 1937,
dedicò una strada) spesse volte veniva a riposare ed a villeggiare a
Borgo San Lorenzo, ospite della famiglia
Negrotto Cambiaso. Infatti la moglie dello scienziato, Marcella
Bezzi Scala, era imparentata con questa antica famiglia patrizia genovese,
trapiantata a Borgo fin dalla seconda metà del ‘700.
Si racconta che
Guglielmo Marconi fosse
innamorato del Mugello; ne amava il paesaggio, la storia (fu ospite tante
volte a Vicchio per visitare i luoghi natali di Giotto e del Beato
Angelico), la tradizione, gli abitanti, la gente semplice con cui amava
parlare; appassionato di edifici sacri restò entusiasta della millenaria
pieve romanica di San Lorenzo, del Santuario del SS.Crocifisso e della
chiesa gotica francescana, benché chiusa da un secolo e mezzo e di
proprietà della stessa famiglia Negrotto.
I
vecchi borghigiani e mugellani ricordano ancora la visita dello scienziato
a Borgo il 24 Ottobre del 1932; accompagnato dalla moglie e dalla figlia
Elettra si dilettava a girare in lungo e in largo per le vecchie strade
paesane benvoluto e stimato da tutti.
foto 1: La visita di
G.marconi nel 1932 a Borgo; a sinistra la moglie, al centro Guglielmo
Marconi e a destra il N.H. Filippo Negrotto Cambiaso.
Foto 2: La visita di
marconi nel 1933. Da sinistra la moglie, lo scienziato che saluta i
borghigiani davanti al circolo dell’Unione e sul dietro si riconosce
Mons. Corsini, pievano di Borgo. (Foto Tassini- collez. A.Giovannini)