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VILLA DEI GONDI, NELLE CAMPAGNE DI BORGO SAN LORENZO La zona di S. Cresci in Valcava, che si estende nella parte meridionale dei territorio comunale di Borgo S. Lorenzo, ha visto in passato il dominio di una delle più importanti famiglie fiorentine, quella dei Gondi, il cui grande palazzo rinascimentale, opera di Giuliano da Sangallo, sorge ancora oggi in piazza S. Firenze nel capoluogo toscano. E proprio nella zona di S. Cresci è ancora possibile vedere importanti testimonianze della plurisecolare presenza dei Gondi (ai quali appartenevano anche numerose proprietà fondiarie), su alcune delle quali forse non sarà inutile fornire qualche cenno.
Di notevole interesse è la villa detta "La Quiete" che, posta poco oltre la pieve di S. Cresci in Valcava, costituisce senza dubbio uno dei più significativi edifici della zona. La villa si presenta con un semplice ed austero sviluppo a parallelepipedo, arricchito ed ingentilito, però, da una serie di finestre e portali con cornici a bugne in pietra grigia, cui si unisce, sulla facciata posteriore una finta loggia, sotto la quale si apre una porta, alla quale si accede dall'esterno da due rampe di scale. Sulla facciata anteriore si trova anche un monumentale stemma in pietra scolpita della famiglia Gondi (due mazze poste in una croce di S. Andrea), mentre una lapide con iscrizione ricorda una visita dei Granduca di Toscana Pietro Leopoldo di Lorena (poi Imperatore d'Austria) nel 1773, secondo regnante di Toscana a visitare la villa dopo Cosimo III dei Medici. Le sobrie e monumentali linee architettoniche della villa, che si inserisce perfettamente nello splendido panorama circostante, si ritrovano anche in una stampa realizzata ai primi anni dei Settecento e che illustra gran parte della zona, circostanza che induce a ritenere l'attuale aspetto dell'edificio come frutto di un ripristino della fine dei XVII secolo o dei primissimi anni dei successivo. Nel 1770 la villa, assieme a molti altri possedimenti di famiglia, passarono in proprietà alla "Congregazione delle Minime Ancelle della SS. Trinità", meglio note come "Montalve", alla quale erano appartenute le sorelle Lisabetta e Caterina Gondi, figlie di Ferdinando Alessandro Gondi.
Ai Gondi è appartenuta anche la piccola chiesa di S. Margherita in Valcava, posta su di un poggio soprastante la Val di Strulla, nelle cui vicinanze sorgeva, a parere dei Brocchi, la rocca dalla quale aveva avuto origine la famiglia. L'esistenza della chiesa è attestata fin dal XIII secolo, quando era intitolata a S. Martino, titolo che, con l'andar dei tempo, perse a vantaggio di quello di S. Margherita. La chiesa, ormai abbandonata, si presenta come una semplice aula rettangolare dotata di una piccola abside semicircolare. Sulla facciata si apre un portale decorato sopra l'architrave da due fiaccole, mentre al centro si vede l'emblema cristologico. Al di sopra si apre una finestra con un elegante profilo mistilineo, mentre la scritta "NOBIL RITIRO QUIETE", leggibile sull'architrave ci ricorda che la chiesa, come le altre proprietà Gondi della zona, passò alle Montalve nel 1770. All'esterno, sopra la copertura dell'abside, si vede uno stemma dei Gondi, alla cui famiglia appartennero anche dei rettori della chiesa, il cui aspetto attuale può essere riferito ad un rifacimento dei XVIII secolo, forse proprio in occasione dei passaggio di proprietà alle Montalve. Marco Pinelli |
| © il filo, Idee e notizie dal Mugello, dicembre 1995 |



Nella
pieve di S. Cresci in Valcava, invece, una grande lapide in marmo reca una lunga
iscrizione che ricorda la fondazione all'interno della pieve, della cappella fatta erigere
nel 1703 dai fratelli Ferdinando, Alessandro e Carlo Antonio Gondi per adempiere ad una
disposizione testamentaria di Lorenzo di Mariotto Gondi. Questo manufatto, decorato anche
da due eleganti stemmi familiari incisi, costituisce una importante testimonianza storica
legata alla illustre famiglia fiorentina ed alla plurisecolare pieve mugellana.