
FIRENZUOLA – Nei primi del Novecento Pietramala, oltre a essere un’affermata località di villeggiatura, fu anche frequentata stazione sciistica, una delle prime dell’Appennino. Il ritrovamento di questo distintivo ci permette di dire due parole su un’affollata manifestazione di oltre cento anni fa. Il distintivo fu coniato in occasione del secondo convegno Sport Invernali, organizzato dalla SIAB di Bologna, e tenutosi a Pietramala il 7 febbraio 1915.
Inizialmente programmato per il 29, 30, 31 gennaio e 1 febbraio, fu rimandato a causa del mancato spalamento delle strade, da parte del Genio Civile di Firenze, rendendo praticamente impossibile l’arrivo del pubblico e degli sciatori.


Il 7, nonostante le condizioni avverse a causa dello scirocco e della pioggia, si dette il via alle ore 10 alla gara di sci, che si svolse su un tracciato di otto chilometri sul Monte Canda.
Primo classificato, giunto al traguardo dopo circa mezz’ora, fu il barone Carlo Franchetti, all’epoca diciannovenne, che diverrà poi alpinista, speleologo e esploratore di fama. Al secondo posto il marchese Carlo Bartolini Baldelli; al terzo il conte Ugo di Vallepiana, alpinista e scrittore (notare che lo sci era evidentemente uno sport di elite). Al quarto posto Giovanni Gruppioni di Bologna, non titolato ma presidente della Siab.

Si tenne anche una gara femminile, nella quale arrivarono: prima Maria Cicognani di Bologna, seconda Emilia Vitali e terza Annina Berti.

Non si svolsero, per le avverse condizioni metereologiche le previste gare di bob, di slittino e di sci dal trampolino. La gara di bob, per l’arrivo di una corrente fredda che fece gelare la pista, fu recuperata il giorno seguente e vide vincitore un tal Checco Filippetti.

Si corse anche, tra gli ultimi arrivati nelle gare di sci maschile e femminile, una gara per il conferimento del premio Tartaruga. Il quartier generale dell’organizzazione fu nell’albergo Gualtieri.
Gli sport invernali sono stati praticati a Pietramala per molti anni ancora, perlomeno fino agli anni ’70 del secolo scorso. Poi è stata progressivamente dimenticata dagli sciatori, sia per le nevicate, non più abbondanti e continue come un tempo, sia per l’affermarsi di stazioni sciistiche a maggior altitudine e più attrezzate. Resta in alcuni il ricordo della fatica per salite con gli sci sulle spalle, ma ripagata da un paesaggio imbiancato quasi magico e con dei panorami mozzafiato sulla vallata.
Sergio Moncelli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 22 Gennaio 2023





