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BORGO SAN LORENZO – “Voci e Musica dalla Grande Guerra” (articolo qui), diretto e accompagnato al pianoforte dal maestro borghigiano Emanuele Lippi con il soprano Michela Sburlati, il tenore Paolo Bernardi e il mezzosoprano Marta Lotti, ben presentato da Paola Leoni, un concerto che segna un riferimento di asticella in tema di spettacoli di lirico sinfonica. Professionisti di calibro internazionale che hanno calcato i maggiori teatri del mondo – e si è ben sentito – che hanno proposto, sulle più belle pagine dei più celebri compositori dell’epoca come Leoncavallo, Mascagni, Puccini, in una prospettiva non scontata e per certi versi inedita di lettura del primo grande conflitto mondiale, musiche e canti da quello che, a detta del prof. Carlo Perucchetti dell’associazione Centro Studi Musica e Grande Guerra che ha introdotto lo spettacolo, “può essere considerato il liberty nella musica”. Proprio per questa ragione, quale miglior contesto, non solo il teatro Giotto, ma proprio il comune di Borgo, per un concerto del genere. Apprezzatissimo, per altro, dal numeroso pubblico. “Emanuele Lippi ci ha incantato con una bravura eccezionale e un carisma unico – ha detto la prof.ssa Marilisa Cantini – ancora un sentito grazie a Note dal Mugello che ha offerto la serata agli alunni della scuola media”. E dall’associazione mugellana tanta soddisfazione: “L’occasione del concerto non è stata solo espressione di alta cultura, ma un esempio per ribadire che questo bel Mugello, con la sua arte e i suoi artisti, con i suoi cervelli, le sue capacità e le sue eccellenze, si attesta su picchi di riferimento internazionale. Si ringrazia il maestro Lippi per la meravigliosa opportunità di un concerto che ci ha emozionato tutti. Un grazie alle amministrazioni e agli enti che lo hanno reso possibile, Regione Toscana, il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani e il consigliere regionale Fiammetta Capirossi, Città metropolitana di Firenze, Unione dei comuni del Mugello, il presidente dell’Unione Federico Ignesti, e, soprattutto, comune di Borgo San Lorenzo, il sindaco Paolo Omoboni e l’assessore alla Cultura Cristina Becchi”.



Intervista al babbo di Emanuele, Gabriele Lippi
Gabriele, come si è avvicinato Emanuele alla musica? Quasi casualmente, perché noi genitori venimmo convocati dagli insegnanti di musica delle scuole medie di Borgo San Lorenzo. Ci dissero che secondo loro aveva grandi doti: “Perché non provate a farlo studiare, a fargli fare l’esame di ammissione al Conservatorio?” Così l’abbiamo mandato per un anno e mezzo circa da un paio di insegnanti a lezione di pianoforte. Provò quindi a fare l’esame di ammissione direttamente al 4° anno di Conservatorio e passò. Da lì si è diplomato nel 1997. Ha sempre avuto una grande passione, passava intere giornate a studiare, senza sentire né noia né fatica.
In casa siete appassionati di musica? Io sono sempre stato un ascoltatore di musica. Mio padre, il nonno di Emanuele, amava tantissimo la musica lirica. A lui piacevano tantissimo le opere, mi ricordo che alle più belle romanze piangeva come un bambino. Questo difetto, ce l’ho anche io. Se sento un bel brano, mi commuovo.
Fare oggi il musicista e poi arrivare al livello di Emanuele non è un’impresa per tutti. Non è semplice, occorrono tantissimi anni di studio. Non è semplice neanche per la famiglia. Noi non siamo benestanti, abbiamo fatto rinunce e sacrifici per agevolarlo in tutti i sensi. Al posto delle vacanze, abbiamo investito in pianoforti, in corsi di specializzazione, nei vari master. La lode e menzione al Conservatorio può sembrare un punto d’arrivo, in realtà è solo l’inizio, il punto di partenza. Poi abbiamo saputo che Kuhn, il direttore d’orchestra di Salisburgo, aveva preso in affitto un convento nei dintorni di Lucca per farci la sede della sua accademia. Siamo quindi andati a trovarlo per un’audizione. Da lì è nata la collaborazione con Kuhn, sono già dodici anni. Lavorando con Michela Sburlati, Emanuele è poi andato nei maggiori teatri del mondo.
Ecco, Gabriele, lei stato un grande sportivo. Emanuele e lo sport? Sì, io ho fatto tanto sport, prima nel calcio poi nel tennis, fino a due anni fa. E anche Emanuele non andava male. A 16 anni vinse un torneo di tennis a Borgo. Ma dopo smise perché l’insegnante al Conservatorio gli disse che il tennis non andava bene con il pianoforte, avrebbe avuto dei problemi.
Quali sono stati i concerti di Emanuele che le hanno dato più soddisfazione? I primi. Anche se sono semplici saggi, sono quelli che commuovono di più. Poi ci si fa l’abitudine, anche se la soddisfazione c’è sempre. La carriera da musicista è difficilissima, ma non potremmo essere più contenti di Emanuele.
Fabrizio Nazio
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 27 aprile 2016



















