SCARPERIA E SAN PIERO – In località Lo Sprocco, sulla provinciale Galliano Sant’Agata, una fermata dell’autobus è stata spostata, dopo diversi anni di regolare utilizzo, perché giudicata pericolosa. Con il risultato però che adesso un ragazzino 13enne deve percorrere ogni giorno un lungo tratto privo di marciapiede per tornare a casa. Eppure, dopo un incontro con il Comune e la Città Metropolitana, era stato realizzato un grande spiazzo proprio per renderla sicura, dato che la fermata si trovava effettivamente vicina ad una curva. Uno spiazzo che però ancora non viene utilizzato. E il padre del ragazzo in questione si chiede: perché?
Siamo una famiglia che abita nel Mugello dal 1999. Una famiglia normale con due figli di 13 e 7 anni, conosciuta nel comune di Scarperia e San Piero perché cerchiamo di aiutare sempre chi ha bisogno più di noi, impegnandoci tanto anche nel sociale.
Perché siamo arrivati a scrivere? Perché siamo un po’ delusi dal comportamento di alcuni servizi pubblici a noi capitati nell’ anno 2025. Abitando in campagna, nella zona dello Sprocco, abbiamo sempre avuto necessità del servizio scuolabus per i nostri figli. Inizialmente, quando il grande aveva 3 anni, veniva effettuato dal Comune. Poi è stato dato in appalto, e adesso è effettuato da Autolinee Toscane. Dopo circa cinque anni di servizio, nel Maggio 2025, l’autista di Autolinee Toscane mi ha detto che la fermata, esistente da anni, non era più a norma e che sarebbe stata spostata a Villa lo Sprocco, a un chilometro da casa mia, e 600 metri dalla fermata esistente.

Abbiamo così iniziato a chiamare il Comune, chiedendo spiegazioni. Qui ci hanno detto che purtroppo non era possibile fare niente, scusandosi per il disagio che ci veniva creato. Abbiamo però insistito, rivolgendoci anche alle forze dell’ordine. Poi la svolta, il Comune ha annunciato un sopralluogo insieme ad Autolinee Toscane e Città Metropolitana, in seguito al quale è stato realizzato uno slargo importante. I lavori sono finiti il 2 gennaio 2026, e la cosa sembrava fatta. Ma ad oggi, dopo un nuovo effettuato il 3 Febbraio, sembra che ci sia ancora qualcosa che non va.
Ora, io mi domando perché. Il problema è che una fermata di AT non equivale ad una fermata scuolabus, perché nel secondo caso i ragazzi devono essere lasciati in prossimità dell’abitazione. Così il ragazzo più grande, se un giorno non possiamo andare a prenderlo, deve percorrere una strada provinciale (600mt ) buia, senza marciapiede e con auto, camion, autobus che viaggiano ad una buona velocità.
Ripeto, siamo sempre stati pronti ad aiutare il prossimo e chi ci conosce lo può confermare. Questa situazione ci ha profondamente deluso e fatto capire che il buon senso purtroppo è sempre più assente da parte di chi ci dovrebbe tutelare.

Da 4 cittadini profondamente delusi.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 8 Febbraio 2026




1 commento
Purtroppo è il problema di tutti quelli che ,per scelta o per obbligo, prendono l’AT per spostarsi. La sicurezza, a quanto pare ,vale per I ciclisti ( vedi i cartelli per l’obbligo di 1,5 m di distanza di sicurezza), siamo pieni di piste ciclabili ( quasi mai utilizzate) ma se te decidi di spostarti a piedi o aspettare ad una fermata lo devi fare a rischio e pericolo tuo……e non avere la pretesa di chiedere una tettoia per ripararti….
Se decidi di andare a scuola o a lavoro quando piove sono cavoli tuoi!