
MUGELLO – Di recente il comune di Firenze ha dedicato un bellissimo parco di circa 35.000 metri quadri in zona “via Dazzi – via Della Quiete” a don Renzo Forconi per la sua meritevole opera nell’ODA (Opera Diocesana di Assistenza) di Firenze.
Don Renzo – che ha avuto diversi legami con il Mugello, operando a Barberino di Mugello, e collaborando poi strettamente con diversi marradesi – merita davvero di essere ricordato tramite questa opera, proprio perché in nome dell’ODA è stato un vero trascinatore, che con modernità ha intuito ed attuato i primi esperimenti di Casa Famiglia per i ragazzi disabili degli Istituti: San Luigi – Diacceto – Principessa di Piemonte; si è impegnato al massimo per rendere accogliente la permanenza dei ragazzi disabili nelle proprie strutture (lui solitamente li chiamava sempre con il dolce appellativo “I mì figlioli”); si è battuto con le varie amministrazioni per ottenere i fondi utili per mantenere gli istituti ma soprattutto pagare il personale (sono state talmente tante e tali le battaglie messe in atto a tale proposito che certamente il suo fisico ne ha risentito); con umiltà da prete operaio si è speso per gli altri, sempre con il sorriso, sempre in azione. E don Renzo fu disponibile con lungimiranza ad accogliere quelle persone che dopo l’attuazione della legge Basaglia (1978) uscirono dai manicomi e riuscì ad organizzare sistemi di accoglienza, in particola a Marina di Pisa.
La sua presenza era sempre festosa, le sue battute da “toscanaccio” sempre originali, ogni ospite era importante dal più illustre al più umile, la sua vocazione di sacerdote era sempre centrale, mai mancava la condivisione di una messa e di una benedizione all’interno delle strutture o anche all’aperto, grato dei bellissimi paesaggi che la natura gli riservava, ora al mare, ora in montagna.
Anche in Mugello don Renzo operò: mosse infatti i suoi primi passi nella parrocchia di Santa Lucia all’Ostale, minuscola frazione nel comune di Barberino del Mugello. Fu proprio lassù che egli fece la conoscenza del mondo operaio assistendo coloro che erano addetti alla costruzione dell’autostrada del Sole. La permanenza vicino ai lavoratori rimarrà un prezioso insegnamento per le scelte future in seno all’ODA.
E c’è anche un po’ di Marradi nell’opera meritoria di don Renzo Forconi, che per oltre 30 anni è stato presidente dell’Opera Diocesana di Assistenza, alla quale ha dedicato impegno e dedizione cercando di rendere migliore la qualità della vita di disabili, anziani, poveri, senzatetto, operai.
Fra i suoi stretti collaboratori c’era una assistente sociale Marradese, Maria Perfetti che da anni lavorava “sulla strada” vicino a chi aveva più bisogno. Era facile incontrarli insieme giorno dopo giorno presso la chiesetta della stazione di Santa Maria Novella dove Don Renzo celebrava la S. Messa e Maria offriva i suoi servizi compilando documenti, richiedendo pensioni di vecchiaia o di invalidità e quant’altro.
Da cammino s’apre cammino e altri marradesi si sono aggiunti con generosità alla fila di collaboratori di don Forconi, fra essi il compianto geometra Ivo Benini che forniva consulenza tecnica ed amministrativa, poi Rita Neri, insegnante di Educazione Fisica, che per una decina di anni è stata direttrice delle strutture di Marina di Pisa e del Piaz presso Pozza di Fassa, condividendo ideali di accoglienza e di promozione verso anziani e ragazzi diversabili dei vari istituti di Firenze. Nel tempo, anche altri marradesi hanno trovato impiego presso le strutture gestite dall’ODA: camerieri, cuoche, giardinieri, educatori.
Per questo l’intitolazione del parco a don Renzo Forconi, che consegna alla storia della città di Firenze il suo nome e la sua opera, ha rallegrato anche la comunità marradese, grata per un riconoscimento davvero meritato.
Fedora Anforti e Rita Neri
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 6 Febbraio 2016



