BARBERINO DI MUGELLO – Non è piaciuta, a tanti negozi e addetti dell’outlet di Barberino di Mugello, che ancora oggi avevano il fango fin dentro i prori locali, la decisione di tenere aperta la struttura. Se, infatti, alcuni dei punti vendita meno toccati dall’esondazione della Sieve, o con maggiori risorse per aprire a tempo di record, erano più o meno pronti, tanti altri sono dovuti rimanere chiusi perdendo fatturato e potenziali clienti. Una disparità che tanti addetti ai lavori hanno contestato.
Il “villaggio” dell’outlet, infatti, è attraversato dalla Sieve, con i negozi realizzati lungo il corso del fiume che, esondando, ha quindi causato notevoli disagi e “inondato” la struttura di fango, che ancora non si è riusciti a pulire del tutto. Infatti, come ricordano alcuni addetti, in alcune parti è ancora presente il fango, e la cosa può essere pericolosa per i clienti. “Per fare una cosa fatta bene – afferma una lavoratrice – bisognava dare modo a tutti di fare i lavori necessari. Anche perché c’è una parte ancora tutta piena di fango. Se disgraziatamente un cliente scivola e si fa male, cosa succede? Poi non è giusto per i negozi che non possono riaprire e che quindi perdono l’incasso. Come facciamo ad aprire? Non ci hanno ancora tolto nemmeno tutta la melma ed il fango davanti alla porta del negozio. Il centro – conclude – doveva rimanere chiuso fino a martedì, in modo da ripartire tutti da zero, ma soprattutto ripulendo prima tutto, negozi e vie di accesso, per poi riaprire. Ci saranno una ventina di negozi chiusi, che perdono fatturato”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 4 Novembre 2023





1 commento
Davanti al Dio quattrino, niente si ferma… Sono proprio giornate adatte per andare a fare shopping!!!