MUGELLO – Quanto ancora il Mugello dovrà attendere per avere il suo lago a disposizione? Bilancino ormai da anni è divenuto una delle occasioni mancate più grandi per la nostra zona. Doveva essere il “volano dello sviluppo”, potente risorsa di richiamo turistico, e nei primi anni dopo la sua realizzazione aveva mostrato tutte le sue potenzialità.
I mugellani si ricordano le chilometriche fila di auto, tutt’intorno al perimetro del lago; si ricordano le iniziative ricreative, sportive, culturali. Si ricordano –anche se è memoria sbiadita dal lungo tempo ormai trascorso- i concerti di Gianna Nannini e Tiziano Ferro sulla riva nella zona dell’Andolaccio. Ricordano i progetti del Circolo Nautico Mugello, quelli del campeggio per gli scout, la voglia di investire di tanti imprenditori, i progetti per ristoranti intorno al lago, i progetti per una valorizzazione della pesca e perfino per l’allevamento degli storioni, il progetto del battello elettrico, e della valorizzazione del vecchio borgo di Bilancino.
E ora? Iniziative zero, presenze turistiche ridotte ai minimi termini e con scarsissima valenza economica, manutenzione delle sponde imbarazzante. Vele e canoe sempre meno. Due soli stabilimenti balneari, uno di questi chiuso da anni, mentre l’altro mostra una struttura brutta a vedersi, e un piazzale di accesso allucinante –provare per credere-.
Sono occasioni perse, occasioni clamorose. Perché il lago di Bilancino è un lago davvero bello. E girando per l’Italia si incontrano laghi e pozze ben più valorizzati rispetto al nostro.
Non ci interessa qui ragionare di responsabilità del passato, che sicuramente ci sono, un fardello di inconcludenze, incertezze, sudditanze, chiusure ideologiche rispetto a ogni forma di sviluppo imprenditoriale. Quel che conta è dire basta all’immobilismo, e fare in modo che il 2018 sia l’anno della ripartenza, l’anno zero del lago del Mugello, del lago della Toscana.
Oggi un responsabile c’è, e si chiama Regione Toscana. Che dopo aver acquisito la proprietà del lago e delle sue sponde sta incredibilmente e colpevolmente ritardando ogni azione, a cominciare dalla cessione del diritto di gestione delle aree di sponda al Comune di Barberino di Mugello. Questo atto mancato prosegue lo stato di paralisi. Ora basta.
E a dirlo, a chiare note, dovrebbero essere prima di tutto gli enti locali. Barberino e non solo. Tutto il Mugello: perché da un decollo di attività del lago ne avrebbero tutti da guadagnare. Perché l’inserimento a pieno titolo di Bilancino nelle azioni di promozione turistica porterebbe vantaggio a tutti: un impianto turistico, ricreativo, sportivo, a bassissimo impatto ambientale, ben legato alla vocazione naturalistica e “verde” del turismo mugellano.
Che si aspetta allora? Si chiami con forza la Regione alle proprie responsabilità. E si prendano finalmente decisioni e iniziative. Si muovano, insieme, i Comuni dell’area, e l’Unione montana dimostri di servire a qualcosa. Affinché il 2018 non sia un altro anno perso.
Il Filo
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 9 gennaio 2018





