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Pieve di Santa Maria a Dicomano
La prima chiesa cristiana, costruita sul perimetro di un precedente tempio pagano, venne distrutta una prima volta dai barbari nel 405. Ricostruita a cavallo fra il V e il VI secolo fu una delle prime pievi dedicate alla Madonna. Al 1136 risale il primo riferimento a «Santa Maria a Comano»; la chiesa, più piccola dell’attuale era orientata a mezzogiorno, con l’abside appoggiata ad una fortificazione di cui l’attuale campanile sembra essere tangibile testimonianza. Nel XV-XVI secolo venne ribaltato l’orientamento della chiesa, aprendo il nuovo in-gresso dalla parte dell’abside e viceversa. Dopo il terremoto del 1542 la chiesa venne ricostruita a tre navate con pilastri e pareti completamente intonacati e agli inizi del 700 nuovi interventi di restauro ne trasformarono ulteriormente l’aspetto estetico.
Esternamente l’edificio rivela la struttura a tre navate, con quella centrale assai rialzata; sulla sinistra si eleva il tozzo campanile che conserva in più parti tracce delle proprie origini in architravi e lunette. Delle campane, due sono del XV secolo e la terza è stata rifusa in stile, con gran cura. La parete esterna della navata destra è intonacata e vi si aprono alcune monofore così come nella parte soprelevata della navata centrale. Il portale dell’ingresso principale è in pietra con lo stemma Soderini affiancato da due gigli di Firenze; lo protegge una piccola tettoia a tre spioventi e lo sovrasta un rosone a rulli. L’interno è monumentale, le navate sono scandite da due file di archi sostenuti da pilastri quadrati in muratura di pietrame a vista. Solo le pareti laterali delle navate minori sono intonacate ma mostrano qua e là tracce della muratura originale. La copertura è a capriate lignee.
Il presbiterio, rialzato di due scalini occupa le ultime due campate delle navate.
Le opere d’arte presenti nella pieve ne fanno una vera e propria “galleria” e per la loro descrizione conviene procedere seguendo un percorso “logico”. Sulla sinistra della bussola d’ingresso, poggiato su un vecchio basamento di pietra, si trova il fonte battesimale. Quindi un bel trittico d’ignoto fiorentino del secolo XV: Sulla porta laterale, dietro al pulpito, un olio su tavola con la Madonna in trono con Bambino e Santi (Stefano, Antonio abate, Pietro, Paolo, Girolamo), del secolo XVI e attribuita alla scuola del Ghirlandaio, proviene dalla chiesa di S. Stefano a Vicolagna. In una inconsueta cornice dipinta a motivi floreali, si trova un olio su tavola raffigurante Cristo deposto del secolo XVI, fortemente ispirato a un disegno di Michelangelo, proveniente da S. Donnino a Celle. Nella parete absidale una Madonna del Carmine con Santi (Caterina d’Alessandria, Paolo, Antonio abate, Giuseppe, Francesco d’Assisi, Giovanni Battista) olio su tavola di Giovambattista Naldini (XVI secolo). Sul pavimento, alla sinistra dell’altar maggiore, poggia un piccolo organo del 1825 con decorazioni floreali.
Nel muro, alla sinistra del quadro, si trova Tabernacolo robbiano per Oli Santi, un tabernacolino in terracotta invetriata di scuola robbiana (XVI secolo), e a fianco dell’altare un bel Crocifisso ligneo del 600. Nella parete absidale della navata di destra, un’elaboratissima cornice di legno realizzata nel 1598, contiene un olio su tavola con la Natività, opera di Cosimo Gamberucci, datato 1595.
Un’altra monumentale cornice intagliata con rosette contenenti miniature dei quindici “misteri” racchiude l’immagine della Madonna del Rosario e Santi (Domenico, Francesco, Sebastiano, Caterina, Marta e Maria) del pittore Santi di Tito (1536-1603). Quindi è la volta di una tela di Agostino Melissi, datata 1648, raffigurante la Madonna in gloria e Santi. Più avanti troviamo una grande terracotta invetriata attribuita a Santi di Buglione intorno al 1530 con il Padreterno che benedice le nozze di S. Anna e S. Giovacchino.
Sulla sinistra della basilica, dove si appoggia la canonica, in un armonioso complesso architettonico si trova il bel chiostro, recentemente restaurato, che la patina del tempo non potrà che valorizzare. Nella canonica si trova, fra l’altro, un Reliquiario di S. Ilario, contenente le ceneri e il sangue del Santo custodite in un’urna esagonale di vetro sorretta da un angelo di bronzo dorato su un piedistallo d’ebano.
(Per informazioni tel. 055 838 050) |
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| © Notizie e foto tratte da il volume "Il Mugello" di Massimo Certini e Piero Salvadori (ed. Parigi & Oltre, Borgo San Lorenzo, 1999) | |


Sopra
una collinetta, poco più in alto dell’Oratorio, la Pieve di S. Maria a Dicomano*** ci colpisce per ubicazione e bellezza delle
forme.
Infine,
dopo il nuovo terremoto del 1919, un radicale intervento di restauro
conferì alla pieve l’aspetto attuale mediante la «mediovalizzazione»
delle strutture cinquecentesche.
Al
centro della basilica, sulla sinistra, sorretto da due robuste mensole a
voluta aggettanti dai pilastri, si trova un ampio pulpito in pietra
serena del XVII secolo a forma di ambone su cui sono scolpiti i simboli
mistici della Parola come acqua viva che
“trascende, è
Dietro
il moderno altare, sorretto da un bel basamento di pietra, in un grande
festigio ligneo di gusto barocco, l’Assunzione
della Vergine, tela eseguita nel 1613 da
Proveniente
da S. Martino a Corella, si trova un olio su tela di Lorenzo Lippi,
firmato e datato 1629 (?), raffigurante S. Caterina d’Alessandria con gli Angeli della Sapienza e del Martirio.