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I LUOGHI DI BARBERINO DI MUGELLO |
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Dopo circa un chilometro, circondata da belle costruzioni rurali ricche di suggestivi particolari costruttivi, su un pianoro dal quale si gode l’ampia vallata della Sieve, ora in parte sommersa, sorge la Pieve di S. Giovanni in Petroio***, della quale si hanno notizie sin dal 1049. La tozza torre campanaria, forse scapitozzata, ben s’addice alle proporzioni della bella facciata a capanna, in pietra, decorata in gronda da un disegno di mattoni. Sopra il porticato asimmetrico, di costruzione più tarda, si apre un occhio circolare sul quale troneggia lo stemma mediceo; ai due lati due altri stemmi della famiglia Portinari.
Le navate sono scandite da due file di colonne circolari in belle bozze di pietra con capitelli romanici semplicemente decorati che sorreggono sei archi a tutto sesto. Le acquasantiere di pietra ai lati dell’ingresso sembrerebbero di recente fattura, mentre originale pare quella celata dietro il primo pilastro di destra. Dalla stessa parte, notevole è il quattrocentesco fonte battesimale con vasca e piedistallo in pietra serena lavorata; sulla parete è incassato un bel tabernacolino per gli Oli Santi.
Le navate terminano con due piccole cappelle laterali e la scarsella centrale, le cui volte a crociera mostrano gravi cedimenti strutturali che interessano anche le pareti. Gli altari sono di recente costruzione e mal si addicono allo stile della costruzione che meriterebbe una maggior valorizzazione. Dietro l’altar maggiore è appeso un grande crocifisso ligneo, mentre su quello di destra, un crocifisso più piccolo è coronato da un baldacchino in legno intagliato. Quattro confessionali in legno, di buona fattura, non sono di particolare rilievo. Dalla navata di sinistra si accede alla Cappella della Compagnia con altarino barocco e, sulla porta d’ingresso lo stemma della famiglia Quercioli. Dalla
parte opposta
si trova
la sacrestia dalla quale si accede alla vasta canonica
e nella quale si trova un busto in gesso colorato di S.
Giovanni Battista, di fattura artigianale. |
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| © Notizie e foto tratte da il volume "Il Mugello" di Massimo Certini e Piero Salvadori (ed. Parigi & Oltre, Borgo San Lorenzo, 1999) | |


Seguendo la strada
che da Cavallina conduce all’abitato di Bilancino, lungo la riva
meridionale del bacino, sulla destra si trova una strada sterrata ma ben
percorribile
L’interno
è a tre navate coperte a capriate e cavalletti che costituiscono
un’unica struttura a due falde.
Al
centro della navata centrale, spostata sulla destra, si trova una lapide
tombale in marmo con gli stemmi della famiglia Becchi (tre teste
d’aquila) incorniciata da una fascia in marmo nero con scritta gotica.