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Cascate
dell'Acquacheta
Per gli amanti del trekking, è irrinunciabile giungere fino alle bellissime Cascate dell’Acquacheta*** con i loro 130 m. di salto, (citate da Dante nel sedicesimo canto dell’Inferno per descrivere la caduta del Flegetonte dal settimo all’ottavo cerchio del terzo girone) e fare ritorno per il suggestivo itinerario che, toccando il caratteristico borgo abbandonato dei Romiti*, si richiude sulla statale 67 in prossimità di S. Benedetto in Alpe (da qui l’accesso alle cascate è una passeggiata alla portata di tutti). I Romiti era una borgata costituita da numerose costruzioni di cui rimangono i ruderi che per il taglio della pietra ed tipo di muratura sembrano risalire ad epoche diverse. Alcuni degli edifici esistenti nella parte a levante potrebbero forse essere ancora ricuperati, mentre a ponente resta intatto un portale d’ingresso costituito da un arco a tutto sesto tenuto insieme solo dalle leggi della fisica. Sul posto sorgeva anche una chiesa che probabilmente faceva parte dell’eremo da cui prende origine il nome la località.
Raggiunti i 907 m. del Passo del Muraglione siamo ormai quasi giunti ai limiti del Comune. La caratteristica del Passo (e dalla quale prende il nome) è appunto l’alta muraglia che divide le due carreggiate proprio sulla vetta. Questa, voluta dal Granduca Leopoldo II, venne costruita nel 1836 per proteggere i viandanti nel punto più esposto alle intemperie e, come recitano le lapidi sulle due facce del muro, “con l’avanzo del denaro pubblico fu fatta la spesa”: bei tempi nei quali il denaro pubblico avanzava.... e veniva speso così!
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| © Notizie e foto tratte da il volume "Il Mugello" di Massimo Certini e Piero Salvadori (ed. Parigi & Oltre, Borgo San Lorenzo, 1999) | |



