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Pieve di Sant’Agata
L’edificio, in bel filaretto regolare, mostra qua e la tratti di muratura che denunciano interventi di consolidamento o di restauro, come sulla facciata, dove sembrerebbe esser stato chiuso l’originario rosone oggi sostituito da una piccola monofora. Il portale in pietra è particolarmente elaborato, con gli stipiti scanalati e l’architrave decorata con un intreccio di nastri a rilievo. La lunetta sovrastante è in bozze di serpentino con al centro una croce greca di alberese. Gli stessi materiali formano la simbolica scacchiera, che si trova al centro della fiancata sinistra, sulla quale restano tracce di un antico porticato che la proteggeva fino al campanile. Questo, della stessa struttura muraria della chiesa, pur colpito più volte da eventi sismici e scapitozzato, conserva tutta la sua imponenza e proporzioni adeguate al complesso dell’intero edificio. L’interno, pur essendo a tre navate, non è diviso in tre parti, in quanto le sei snelle colonne che distinguono le navate stesse, giungono fino a sorreggere l’orditura di capriate e cavalletti senza l’ausilio di archi o muri, dando a chi guarda il soffitto una piacevole sensazione di largo respiro. Le colonne, in bozze di pietra, poggiano su robusti piedistalli quadrangolari e terminano con piccoli capitelli a collarino. Le due più prossime al presbiterio appaiono, per forma e dimensione, appartenere al primitivo impianto. Il presbiterio, rialzato rispetto all’aula, consta di un’abside rettangolare (in luogo di quella originale, semicircolare) e due cappelle laterali.
Sulla destra, accanto alla porta, si trova un’acquasantiera in marmo di Santi di Piero, del XVI secolo. Sulla stessa parete si può ammirare l’altare-reliquiario della Santa, concepito dall’attivo pievano Tolomeo Nozzolini, del quale campeggia lo stemma, che lo volle realizzato. Attorno all’urna della reliquia egli volle collocare vari frammenti provenienti da antiche tavole smembrate; si possono così ammirare insieme a Sant’Agata, S. Lucia, S. Caterina, S. Giuliano, S. Biagio, S. Martino e S. Benedetto. Circa la provenienza e la datazione dell’originale “collage” si sono sbizzarriti gli ingegni di numerosi critici. Sulla parete di destra si trova subito l’Altare del Santo Rosario, adorno anch’esso di stemmi dei Nozzolini, contiene una tela raffigurante la Madonna del Rosario col Bambino e Santi, fra i quali si riconoscono S. Agata, S. Domenico e S. Pietro; il quadro del pittore fiorentino Sacchettini (1613) è racchiuso in una cornice con i quindici Misteri del S. Rosario.
Sui semipilastri che delimitano l’abside due tele nelle quali si cela la mano di Cristofano Allori (1577 - 1621), raffigurano l’Angelo Annunziante e la Vergine Annunziata. L’altar maggiore è stato realizzato nel 1968 utilizzando frammenti originali del XII secolo, provenienti dai lavori di restauro eseguiti in loco. Dietro di esso è momentaneamente collocato un bel crocifisso ligneo del cinquecento, alla maniera del Giambologna, la cui destinazione sarebbe nella cappella di sinistra. Sulla sinistra del coro si può am-mirare, riccamente incorniciato, il dipinto proveniente da un polittico di Bicci di Lorenzo (1368 - 1452), smembrato dal buon Nozzolini, raffigurante il Matrimonio mistico di S. Caterina d’Alessandria, nel quale dal lato opposto alla Santa, ai piedi della Madonna col Bambino, compare una Maddalena, ragionevolmente confusa dal Niccolai con Giovanni Battista. Di seguito si trova la Cappella del Crocifisso costruita nel 1477 e sul cui altare di pietra dovrebbe venir collocato il Crocifisso già menzionato. Sulla parete di sinistra, una piccola nicchia contiene il busto di un Ecce Homo. Entrambe le cappelle laterali sono decorate da affreschi del pittore Luigi Ademollo. Tornando verso l’ingresso principale, si supera una porticina laterale con bussola e si trova l’Altare di S. Francesco. Gemello di quello dedicato al Borromeo contiene un dipinto del Sacchettini, raffigurante il Santo che riceve le Stimmate. Prima di raggiungere il multiforme complesso battesimale si trova ancora, in una cornice elaborata e dipinta, una tavola raffigurante la Madonna col Bambino, S. Agata e un altro Santo.
(La chiesa è regolarmente aperta al culto. Tel. 055 840 6926).
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| © Notizie e foto tratte da il volume "Il Mugello" di Massimo Certini e Piero Salvadori (ed. Parigi & Oltre, Borgo San Lorenzo, 1999) | |


La Pieve di S.
Agata*** risale almeno al 984, anche se in proporzioni ridotte (come
mostra il perimetro tracciato sul pavimento in prossimità dell’ingresso
principale) ed è una fra le più celebri pievi romaniche del Mugello.
Sulla porta d’ingresso
principale una piccola nicchia contiene una statuetta di Sant’Agata,
in marmo rosa, databile all’inizio del XIV secolo.
Dopo un confessionale si
trova l’Altare di S. Carlo Borromeo (1616) dove è ritratto appunto
il Santo milanese inginocchiato davanti a un altare spoglio. Saliti due
gradini e superata una porta da cui si accede alla canonica, ci troviamo
di fronte alla Cappella della
Infine eccoci di fronte
al Battistero. Singolare complesso di manufatti di varie epoche e
di diverso carattere se pur di indubbio valore artistico. Ricostruito
dopo il terremoto del 1542 con tecniche rudimentali dall’ impareggiabile
Nozzolini nel 1608, presenta in primo luogo la balaustra costituita da
sette pannelli intarsiati provenienti da vari manufatti come risulta da
evidenti mutilazioni e dalla cornice superiore formata da spezzoni di
diversa tipologia. Anche il Telamone addossato alla parete,
raffigurante un personaggio con tunica in piedi su un leoncino e con in
mano un libro con incise le prime parole del Vangelo di Matteo, proviene
quasi sicuramente dall’antico pulpito. Il fonte battesimale in pietra, di
forma ottagonale con le facce decorate da motivi araldici e figure
riproducenti il Cristo e il Battista è di tipica linea rinascimentale.
L’altare, frutto delle fantasiose ristrutturazioni del Nozzolini è
sovrastato da un’altra tela del Sacchettini che rappresenta l’Angelo
Custode che presiede ad un Battesimo.