Di fronte al Palazzo dei Vicari sorge la Propositura dei SS. Jacopo e Filippo*** fondata dagli agostiniani nel 1325, del cui convento resta tuttora l’ampio chiostro trecentesco incorniciato da archi a tutto sesto sorretti da belle colonne in stile ionico con capi-telli compositi. La facciata di pietra, in stile neogotico, è arricchita da un baldacchino in pietra che sovrasta la porta di ingresso e da un grande rosone vetrato. Sulla destra sorge l’alto campanile con tre piani di monofore e la cella campanaria a bifore; sulla porta una lunetta gotica con terracotta in stile liberty e la scritta “Sicut Incentium”. All’interno, l’unica navata coperta a capriate e illuminata da sei alti finestroni, si conclude armoniosamente con tre archi a sesto acuto che contengono l’altar maggiore e altri due altari. Dietro l’altar maggiore troneggia un grande Crocifisso ligneo del XV secolo dai delicati colori, attribuito a Jacopo Sansovino, nella cappella di destra, il fonte battesimale è sormontato da un tondo marmoreo di delicata fattura attribuito a Benedetto da Maiano raffigurante la Vergine col Bambino, databile alla fine del 400 e racchiuso in una cornice in legno finemente intagliata e dorata.
Nella cappella di
sinistra si trova un tabernacolo in marmo bianco per gli oli santi di
pregevole fattura (XV sec.), la cui attribuzione è contesa fra Mino da
Fiesole e Domenico Rosselli, e non viene escluso neppure il giovane
Donatello. Sulla parete di destra si possono vedere i resti di affreschi quattrocenteschi nei quali si riconosce una Maddalena e di cui si rimpiange la modesta entità. Sulla porta della sacrestia, il cui architrave reca incisa la data 1620, una testa di Angelo o di Santo in altorilievo.
(Regolarmente aperta al culto è visibile tutti i giorni. Tel. 055 846 046)
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| © Notizie tratte da il volume "Il Mugello" di Massimo Certini e Piero Salvadori (ed. Parigi & Oltre, Borgo San Lorenzo, 1999) | |



Nei monumentali vani incorniciati da colonne corinzie, che
ospitavano gli altari laterali e databili fra il XVII ed il XVIII secolo,
rimangono quattro grandi tele, l’Elemosina di S. Tommaso Villanova
opera cinquecentesca ascritta a Mirabello Cavalori, allievo del Vasari,
una bella Annunciazione proveniente dall’Oratorio della Madonna del
Vivaio e due tele di Matteo Rosselli (XVII sec.): la Nascita della
Vergine con i Santi Jacopo e Filippo e una Crocifissione con la
Vergine e Santi (S. Giovanni, S. Carlo Borromeo e S. Francesco).