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I LUOGHI DI BARBERINO DI MUGELLO |
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Pieve di San Gavino Adimari***
L’ampia facciata in filaretto di pietra, su cui restano tracce d’intonaco, è caratterizzata da un imponente rosone circolare originariamente realizzato in pietra traforata che proiettava disegni di luce sugli archi delle navate. Tamponato nel 1838, venne sostituito dalle attuali tre finestre di linea settecentesca che si vedono oggi.
Al centro del presbiterio troneggia la cantoria di legno, su mensoloni intagliati e parapetto curvilineo decorato, con un organo della prima metà del ‘700 posto in una nicchia della parete decorata a stucchi con teste di putti e finiture marmorizzate. Sull’altar maggiore, il ciborio dorato è sormontato da un crocifisso processionale intagliato in legno e dipinto, frutto della collaborazione del Pertici e del Neri. Sulle pareti laterali sono ricavate quattro nicchie nella prima delle quali, a destra entrando, si trova un antico fonte battesimale di pietra nera con l’ immagine del Battesimo di Gesù dipinta sul muro dal Neri.
Lungo le navate si trovano ben sei altari su mensole a sbalzo sui quali si possono ammirare altri dipinti settecenteschi di Gaetano Neri. Da sinistra a destra: S. Francesco Saverio circondato da piccoli indiani, la SS. Annunziata (opera del fiorentino Cinzio Botti), S. Gavino, S. Giuseppe, i Santi Filippo Neri e Carlo Borromeo e S. Antonio Abate. Quasi in fondo alla navata di sinistra, murata nella parete si trova una grande pietra tombale con al centro lo stemma dei conti Da Prato sorretto da leoni rampanti alati. La lapide è decorata con foglie di quercia e incorniciata da una fila di 43 colombe che, con le altre tre che si nascondono fra le foglie potrebbero rappresentare l’età del defunto, secondo una simbologia abbastanza diffusa nel medio evo. (Vi si celebra regolarmente: tel. 055 842 3057) Un articolo sulla Pieve di San Gavino, di Marco Pinelli |
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| © Notizie e foto tratte da il volume "Il Mugello" di Massimo Certini e Piero Salvadori (ed. Parigi & Oltre, Borgo San Lorenzo, 1999) | |


Tornando
verso il Capoluogo, superato l’abitato di Montecarelli, una deviazione
sulla destra ci abbrevia il percorso e dopo poco, una piccola deviazione a
destra ci porta alle spalle della Pieve di S.
Gavino Adimari***, dove
sorge l’imponente campanile a torre rettangolare.
L’interno,
ricostruito dopo il terremoto del 1542 con materiali di recupero anche
della vicina chiesa di S. Martino, è a tre navate coperte a capanna con
capriate in legno.
Nelle
altre nicchie