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I luoghi notevoli di Barberino di Mugello

I LUOGHI DI BARBERINO DI MUGELLO

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Pieve di San Gavino Adimari***

Tornando verso il Capoluogo, superato l’abitato di Montecarelli, una deviazione sulla destra ci abbrevia il percorso e dopo poco, una piccola deviazione a destra ci porta alle spalle della Pieve di S. Gavino Adimari***, dove sorge l’imponente campanile a torre rettangolare.  Costeggiando il fianco sinistro in bel filaretto di pietra, si giunge sul sagrato che domina la vallata.  Dedicata a un Santo originario di Porto Torres, la pieve risale ai primi decenni del Mille e la denominazione “Adimari” può esserle stata attribuita sia dalla nobile famiglia fiorentina che da un Adimaro degli Ubaldini, ad essa imparentati. 

L’ampia facciata in filaretto di pietra, su cui restano tracce d’intonaco, è caratterizzata da un imponente rosone circolare originariamente realizzato in pietra traforata che proiettava disegni di luce sugli archi delle navate.  Tamponato nel 1838, venne sostituito  dalle  attuali  tre finestre  di linea settecentesca che si vedono oggi.

Il fonte battesimale. Chiesa di San Gavino Adimari. Foto di Massimo CertiniL’interno, ricostruito dopo il terremoto del 1542 con materiali di recupero anche della vicina chiesa di S. Martino, è a tre navate coperte a capanna con capriate in legno.  Le navate sono divise da due serie di cinque arcate a sesto leggermente ribassato, interamente intonacate e decorate con stucchi marmorizzati, frutto di restauri promossi da Giuseppe Maria da Barberino, pievano dal 1718 al 1761.  Le navate laterali si interrompono all’imposta della tribuna, mentre quella centrale si conclude con un ampio presbiterio che sorregge il campanile.

Al centro del presbiterio troneggia la cantoria di legno, su mensoloni intagliati e parapetto curvilineo decorato, con un organo della prima metà del ‘700 posto in una nicchia della parete decorata a stucchi con teste di putti e finiture marmorizzate.

Sull’altar maggiore, il ciborio dorato è sormontato da un crocifisso processionale intagliato in legno e dipinto, frutto della collaborazione del Pertici e del Neri. 

Sulle pareti laterali sono ricavate quattro nicchie nella prima delle quali, a destra entrando, si trova un antico fonte battesimale di pietra nera con l’ immagine del Battesimo di Gesù dipinta sul muro dal Neri.

San Gavino Adimari, interno. Foto di Massimo CertiniNelle altre nicchie  sono alloggiati tre confessionali di buon intaglio.

Lungo le navate si trovano ben sei altari  su mensole  a sbalzo sui quali si possono ammirare altri dipinti settecenteschi di Gaetano Neri. Da sinistra a destra: S. Francesco Saverio circondato da piccoli indiani, la SS. Annunziata (opera del fiorentino Cinzio Botti), S. Gavino, S. Giuseppe, i Santi Filippo Neri e Carlo Borromeo e S. Antonio Abate.

Quasi in fondo alla navata di sinistra, murata nella parete si trova una grande pietra tombale con al centro lo stemma dei conti Da Prato sorretto da leoni rampanti alati.  La lapide è decorata con foglie di quercia e incorniciata da una fila di 43 colombe che, con le altre tre che si nascondono fra le foglie potrebbero rappresentare l’età del defunto, secondo una simbologia abbastanza diffusa nel medio evo.

(Vi si celebra regolarmente: tel. 055 842 3057)

Un articolo sulla Pieve di San Gavino, di Marco Pinelli


© Notizie  e foto tratte da il volume "Il Mugello" di Massimo Certini e Piero Salvadori (ed. Parigi & Oltre, Borgo San Lorenzo, 1999)
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