MUGELLO – In questa epoca, fatta di consolle per i videogiochi e social network, è difficile pensare che fino a qualche anno fa a Borgo si potessero vedere persone lanciare una forma di formaggio lungo una strada in terra battuta. Eppure, fino a tempi recenti, ogni fine settimana, quando il tempo lo permetteva, decine e decine di ultracinquantenni si ritrovavano tra il torrente Le Cale ed i Bastioni per giocare al tiro alla Rulla.
Il gioco nasce nelle campagne italiane nel dopoguerra, quando le persone avevano veramente poco per vivere, ed ancor meno per divertirsi. E proprio dall’assenza di mezzi ma dalla grande inventiva che caratterizzava i contadini del tempo, venne creato questo gioco molto semplice: una forma di formaggio, dal peso di circa 3 chili, con un gancio piantato lungo il lato ed un laccio di cuoio avvolto intorno. Le tecniche di tiro venivano apprese solo con la pratica, e ce ne voleva tanta per lanciare il più lontano possibile il formaggio, che come un disco dorato viaggiava a velocità sostenuta in questi rettilinei improvvisati sul terreno. Il Tiro alla Rulla ebbe un così grande successo da prendere possesso, negl’anni ’80, delle sponde de Le Cale a Borgo, facendolo diventare un vero e proprio “circuito” sul quale giovani e meno giovani si sfidavano al lancio più lungo. Con il tempo però il gioco ha perso il suo fascino, tanto che la zona dedicata nei Bastioni è dismessa e non si vede più nessuno a “tirare il formaggio”.
Per saperne di più, abbiamo contattato Leonardo Brazzini, borghigiano ed appassionato di Tiro alla Rulla, tanto da partecipare anche a gare nazionali.
Davvero esistono delle gare nazionali di Tiro alla Rulla? “Certo, è uno sport riconosciuto a tutti gli effetti, anche se in queste competizioni non viene giocato come si faceva ai Bastioni. Di solito si gioca su un percorso, con più o meno ostacoli. Non sono tantissime le persone in Italia a praticarlo, ma comunque è una tradizione viva, anche se un po’ assopita, del nostro paese, e sono contento che nel Palio di Borgo abbia trovato posto questo gioco. E’ un modo per riscoprirlo e farci riavvicinare i giovani”.
Come mai non si tira più a Borgo? “Il motivo è sia per la gestione del posto, che comunque è grande e richiede molta manutenzione, sia perchè il numero di persone che si davano appuntamento per tirare erano sempre meno. Così, un paio d’anni fa, è stato deciso di smettere d’utilizzare quel luogo, con mio personale dispiacere, per trasferirci in zona Ponte a Vicchio lungo la Sieve, dove il percorso è più corto. Poi c’è anche un altro fattore, che purtroppo non interessa solo questo gioco: l’invidia”.
Invidia in che senso? “Invidia nel senso che il Tiro alla Rulla è un gioco praticato da persone di una certa età, che conoscono tecniche per lanciare in modo molto preciso e meticoloso. Ma essendo in là con gli anni, hanno un difetto che un giovane, che vuole avvicinarsi a questo gioco, non ha: la minor forza di lancio. Si tratta pur sempre di forme di formaggio da tre chili e passa, quindi oltre alla tecnica ci vuole anche molta forza. Solo che la tecnica si può imparare, la forza invece più si invecchia e più viene meno. Uno dei motivi per cui questo gioco stava scomparendo era proprio questa invidia da parte degli “anziani” nei confronti dei più giovani che si avvicinavano al gioco, e questo muro ha rischiato seriamente di far scomparire tutto. Per fortuna, grazie ad un cambio d’atteggiamento e ad iniziative come il Palio, qualche ragazzo si sta avvicinando di nuovo al Tiro alla Rulla”.
Andrea Pelosi
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 23 marzo 2019




1 commento
Passeggiando proprio sabato lungo le cale ho pensato proprio alla scomparsa di questo gioco, visto come era mal ridotto il percorso di gara. È vero che era praticato da persone un pò in là con gli anni ma era un piacere guardarli giocare come ragazzini. Peccato.