
VAGLIA – Ed allora come possiamo difenderci dai terremoti? …… -scrive il sindaco Borchi- I puntolini di sospensione stanno a significare: “Pensaci, al terremoto”. O meglio: formiamoci una mentalità, in cui il terremoto abbia cittadinanza.
Niente gesti apotropaici! (detto meno aulicamente: niente gesti scaramantici che hanno a che fare con i genitali!). Chi lo conosce non ne ha paura. Lo rispetta certo e si prepara.
Come? Il rischio che si corre durante un sisma è di vedersi cascare addosso un solaio, un tetto, una parete, piuttosto che crollare con la macchina insieme ad un viadotto. Quindi è importante abitare edifici resistenti alle sollecitazioni. Quando affittiamo un’abitazione oppure ne acquistiamo una, oltre a verificare se ha una bella terrazza, se è esposta bene al sole….ci preoccupiamo di conoscere se è stata costruita strutturalmente bene? Non parlo del colore delle piastrelle del bagno!
Mettiamo che siamo entrati in un casa adeguata alle norme sismiche (ce lo dice un tecnico, un ingegnere strutturista od anche un esperto geometra). Abbiamo assicurato gli armadi alle pareti con delle staffe? O abbiamo sovracaricato le mensole di oggetti pesanti ( vasi, soprammobili..)che alla prima scossettina ci cascheranno in testa?
Abbiamo individuato dove ripararci, sotto quale architrave di un muro portante, quando il solaio comincerà a ballare? Di uscire all’esterno durante la scossa nemmeno a parlarne: la porta soqquadrerà e sarà impossibile aprirla. E se ci sono in casa delle persone allettate, come faremmo a proteggerle e da dove e come le faremo evacuare se le scale non sono praticabili? (ricordate: mai utilizzare ascensori e guardatevi dalle scale: sono le strutture più vulnerabili).
Ci sono manuali di comportamento reperibili dovunque, in cartaceo e sul web. Leggeteveli. Io vi consiglio qualche piccola precauzione. Primo, se non avete montate in casa lampade di emergenza, acquistate una di queste pile che allacciate alla rete elettrica, quando manca la corrente, si accendono automaticamente. Se il tentennino avviene di notte , nel mezzo del sonno profondo, è già tanto se riusciate ad alzarvi dal letto, se poi pensate di infilare la porta al buio quando manca il terreno sotto i piedi……Pila accanto al comodino.
Secondo. Una bella sacca riposta nel punto più sicuro ed accessibile (meglio fuori della casa, nel garage, nell’orto..)che avete riempito con bottiglie di acqua, una pila, delle coperte, un telo impermeabile, dei maglioni, dei calzettoni, delle gallette salate, della cioccolata, dei biscotti secchi, della frutta secca, dello zucchero in zollette e magari dei farmaci indispensabili…..Tutto generi ed alimenti che necessitano di una sostituzione periodica. Quando sarete saltati fuori, dopo la prima scossa, in ciabatte e vorreste andare a recuperare in casa perlomeno una giacca per coprirsi.Arriva la seconda scossa.
Spero di avervi stimolato ad agire e non di avervi spaventato. Ricordate che la Protezione Civile siamo noi tutti: il primo attore nella prevenzione e nel soccorso siamo noi stessi. Più autonomi siamo, meno siamo un problema e più siamo di soccorso agli altri.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 13 dicembre 2019

