BORGO SAN LORENZO – Comincerei col dire che occorre modificare, semplificandoli, tutti i processi legati al costruire e abbandonare la cultura del “peccato” che è stata appiccicata al settore; il costruire deve invece essere una opportunità di riqualificare la vita dell’uomo.
Ci sarà quindi tanto da fare nel “sostituire” quello che è dequalificante, realizzato nei decenni peggiori della nostra edilizia. Ci sarà da far capire all’opinione pubblica che un professionista tecnico non è un “passa carte”, ma un portatore di conoscenza in grado di valorizzare la vita singola e collettiva. Ci sarà da modificare profondamente il sistema di pianificazione così come impostato dalla Regione Toscana che è ridondante e si avviluppa su se stesso ed è (appunto) punitivo per la proprietà e il professionista. Ci sarà da intervenire profondamente sul complesso di leggi e regolamenti del settore in modo che sia possibile fare ciò che è utile e bello, senza che questo sia rigorosamente impedito da cavilli incomprensibili. Ci sarà da fare una legge sull’architettura che la veda come attività culturale che incide sulla vita dell’uomo e le sue aggregazioni, e di conseguenza evidenzi la centralità del progetto architettonico che investe campi sociologici e psicologici. Ci sarà da sancire la necessità di un’approccio multidisciplinare e multiculturale del progetto, e quindi favorire l’aggregazione di soggetti professionali. Ci sarà da rivedere tutto il sistema previdenziale e fiscale dei professionisti, un sistema che strangola ogni sviluppo. Ci sarà da rivedere tutto il sistema ordinistico e collegiale, rivedendo tutti gli orpelli borbonici che si porta dietro.
Insomma, c’è da definire nuovi paradigmi, perché se andiamo avanti come finora, facendo finta che nulla è accaduto, dopo il Covid-19 ci sarà un 20, 21 e via!!! E il professionista soccomberà!!!
Scusate lo sfogo, ma l’occasione che stiamo vivendo è unica e occorre sfruttarla al meglio per cambiare un sistema insostenibile (e non solo nel nostro settore).
Alessandro Romolini
Qui tutti i contributi di “NOTE PER LA RINASCITA”
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 28 Marzo 2020




1 commento
Sono pienamente d’accordo.
Da tanto tempo mi sono convinto che se fossero esistite nel passato le norme edilizie e, soprattutto, la politica fatta sul territorio negli ultimi decenni, non avremmo mai avuto le bellezze architettoniche che hanno reso l’Italia il paese dove è concentrato il più ampio patrimonio culturale a livello mondiale.
Ai nostri posteri forse lo consegneremo (quasi) intatto, ma assai poco (per non dire nulla) potremo aggiungerne creato di recente, purtroppo.