MUGELLO – Una settimana da bollino nero quella dei pendolari della linea Faentina che da lunedì sono rientrati a lavoro. A denunciarlo sono gli stessi cittadini che quotidianamente prendono il treno per recarsi a Firenze per motivi lavorativi, che sul gruppo Facebook “Mugello, attaccati al treno” stanno segnalando tutte le criticità riscontrate sulla linea. Perché se sulla tratta che passa da Pontassieve i treni sono stati incrementati a seguito delle sempre più richieste dei pendolari, quello che è venuto fuori sulla Faentina, al quinto giorno di ripresa di transito di passeggeri per andare a lavoro, è un quadro tutt’altro che positivo: in molti denunciano l’assenza di treni, condizioni di distanziamento ed igiene non rispettate da tutti e gli immancabili guasti alla linea.
Molti pendolari infatti raccontano sui social di essersi organizzati per andare in macchina a lavoro, in quanto non presente, nella fascia oraria ridotta presentata da Trenitalia, un treno che gli possa permettere di tornare da lavoro ad orario consono, ma di dover scegliere tra autobus, che nei primi giorni sono risultati sovraffollati, e la macchina. Molto grave il fatto raccontato da una pendolare, che sul treno delle 17.40 di giovedì 7 maggio ha visto una coppia di persone entrare e fare il viaggio senza mascherina e senza guanti, con il capotreno che è passato ripetutamente ma senza dire niente. Una situazione davvero preoccupante, con l’episodio che è stato poi denunciato e stigmatizzato anche dal vicesegretario provinciale di Forza Italia Giampaolo Giannelli, soprattutto in questa fase dove è necessario il massimo rispetto delle norme di igiene e distanziamento sociale.
©️ Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 8 maggio 2020



