
Pubblichiamo l’analisi dell’ingegnere ambientale Paolo Chiarini, candidato M5S per il collegio Firenze 2 (Mugello, Valdarno, Chianti), sull’impianto a biomasse di Petrona, tema che ha scatenato un dibattito in questi mesi tra amministrazioni, istituzioni, media, comitato di cittadini e azienda proponente.
“Nel bel mezzo del Mugello, fra San Piero e Borgo San Lorenzo, i cittadini si trovano di fronte ad una faccenda dalla parvenza oscura che la dritta via pare smarrita. La notizia della Centrale a Biomasse di Petrona è esplosa con clamore fra la popolazione del Mugello dando vita ad una sentita mobilitazione cittadina.
L’argomento potrebbe essere trattato da tanti punti di vista, come anche non essere trattato affatto, considerando questa a priori, una scelta politica sbagliata. Ma, facciamo qualche premessa informativa per comprendere meglio l’argomento e una breve analisi tecnica senza entrare troppo nello specifico, tralasciando le fasi burocratiche della vicenda, per semplicità di trattazione.
Una centrale a biomasse è una centrale termoelettrica che utilizza l’energia rinnovabile ricavabile dalla combustione di biomasse, ovvero materia organica vegetale (normalmente legname, cippato, trucioli e residui di lavorazioni agricole e forestali o scarti dell’industria agroalimentare; ma può contemplare anche altre sostanze quali, oli vegetali, reflui e la parte organica dei rifiuti urbani).
Con il termine energie rinnovabili, si intendono le forme di energia prodotte da particolari risorse naturali rinnovabili, che per loro caratteristica intrinseca si rinnovano nel tempo e non sono esauribili, quali: il solare, l’eolico, l’idroelettrico, il geotermico e le biomasse; ovvero quelle fonti il cui utilizzo attuale non ne pregiudica disponibilità nel futuro. Una risorsa rinnovabile risulta anche “sostenibile“, se in grado di rigenerarsi con una velocità uguale o superiore a quella con cui viene utilizzata e quindi non pregiudica la sua disponibilità e qualità per le generazioni future. Tale concetto implica la necessità di un uso razionale delle risorse rinnovabili ed è particolarmente importante per quelle risorse, quali ad esempio le biomasse forestali, in quanto la loro disponibilità temporale non è indefinita come per le fonti idriche, solari o eoliche.
Il vantaggio dell’impiego delle risorse rinnovabili per la produzione energetica è dato dalla loro inesauribilità e dall’assenza di emissioni inquinanti durante il loro utilizzo, fatta eccezione, proprio per le biomasse. Le biomasse, infatti, se pur annoverate fra le risorse rinnovabili, oltre a risultare in un qualche modo inquinanti, per le loro emissioni, nella combustione per la produzione energetica, risultano una fonte rinnovabile solo se vengono reperite nel territorio di impiego, su scala locale e, nel tempo di utilizzo, quanto consumato si ripristina, appunto rinnovandosi (filiera corta).
Fatta questa premessa conoscitiva in relazione alla questione che riguarda la Centrale Termoelettrica prevista in località Petrona, fra San Piero e Borgo, la prima cosa che si evidenzia è stata la completa mancanza di informazione verso la popolazione sulla scelta di destinare un lotto edificabile a questa tipologia di industria, classificata come insalubre a causa delle emissioni. L’informazione su questi argomenti dovrebbe provenire dalle amministrazioni locali ed è necessaria al fine di prendere delle posizioni condivise che siano responsabili e consapevoli sulla reale situazione. Quando si propone un’opera, in generale, grande o piccola che sia, ma che interessa il contesto territoriale, oltre che determinare disagi alla popolazione, risulta necessario informare, coinvolgere e rendere partecipe la cittadinanza in modo adeguato, al fine di favorirne il suo recepimento e la sua comprensione, evitando anche, nel caso in cui l’iniziativa sia di buoni propositi e dalla parte del giusto, che si creino anomale interpretazioni, timori o allarmismi infondati, eventuali contestazioni e problematiche nell’esecuzione dei lavori.
Progetti di una certa importanza dovrebbero essere necessariamente preceduti da una campagna informativa e da tavoli tecnici di confronto con i pareri della cittadinanza e comitati al fine di migliorarne la qualità progettuale e le fasi esecutive. Fatta questa seconda osservazione preliminare si deve considerare inoltre che:
– l’area sottoposta ad urbanizzazione non avrebbe dovuto essere prevista come nuova espansione di insediamenti produttivi in quanto incompatibile con le esigenze e i contesti, essendoci aree industriali e urbane dismesse e degradate che dovrebbero essere riqualificate prima di prevedere nuove aree edificabili, risultando così un indebito ulteriore sfruttamento del territorio e uso di suolo agricolo;
– che l’interesse a realizzare una centrale a biomasse è prevalentemente degli imprenditori che realizzano l’opera, per beneficiare di generosi incentivi statali previsti per le “fonti rinnovabili”. Senza incentivi statali verrebbe meno la ragione economica principale di questa attività, in quanto economicamente insostenibile.
– nel bilancio energetico devono essere inseriti i costi e l’inquinamento prodotto delle fasi di produzione e approvvigionamento nonché del trasporto delle biomasse;
– il vantaggio di una centrale a biomasse, concepita a regola d’arte, vi è fintanto che il numero di impianti che insistono in una stessa area territoriale risulta sostenibile con i fabbisogni, le possibilità e le disponibilità delle risorse locali, senza un eccessivo sfruttamento del territorio.

E quindi, entrando nell’analisi tecnica, gli aspetti maggiormente significativi per una valutazione obiettiva su tale progetto, sono i seguenti:
– Motivazione della scelta politica per l’assegnazione del lotto a questa destinazione industriale;
– Prescrizioni e tutele di garanzia richieste da parte dell’amministrazione pubblica all’impresa;
– Analisi del progetto, tecnologie adottate, fonti rinnovabili e tipologie di biomasse impiegate;
– Modalità di gestione, manutenzione, verifiche di funzionamento e meccanismi per il controllo periodico delle emissioni;
– Sostenibilità e Piano di Approvvigionamento biomasse adeguato, compatibile con prescrizioni sui contratti di fornitura, che garantisca la filiera corta con produzione e impiego nell’arco di 70km;
– Efficienza dell’impianto e beneficio sulla collettività;
– Prevedere l’utilizzo dell’energia termica prodotta mediante cogenerazione. L’impianto previsto per la produzione del Pellet impiegherebbe l’energia termica, ma anche la stessa risorsa lignea e quindi forse incompatibile con le risorse locali.
– Individuazione dell’imprenditoria adeguata affinché si creino le condizioni locali perché il bosco diventi una risorsa, non speculativa per il territorio, dove si preveda la costituzione di una rete di imprese che sviluppino un sistema virtuoso di filiera di approvvigionamento con adeguata gestione dei terreni boschivi;
– Azioni tese alla salvaguardia della salute pubblica, dell’ambiente e valorizzazione del territorio.
Con questi aspetti, lascio alcuni spunti di riflessione. Al di là poi di tutte le osservazioni tecniche e dovute valutazioni in merito che ne evidenzino l’opportuna o inadeguata iniziativa, una considerazione di buon senso doveva porsi fin da subito. Per un piccola produzione energetica a scopo privato (inferiore al MW), che con alcuni risparmi energetici degli Enti Pubblici si potrebbe sopperire al fabbisogno. Con tutti i dubbi sulla sostenibilità del progetto, in riguardo all’approvvigionamento, gestione e controllo, si va a creare un comprensibile allarmismo fra la popolazione a causa della mancata informazione e sensibilizzazione, si impiegano considerevoli risorse pubbliche per le opere di urbanizzazione a cui si sommano effetti per l’insalubrità della centrale con ricadute sulla salute pubblica e qualità della vita della popolazione, sul valore degli immobili, sull’agricoltura e sul turismo deprezzando il territorio. Credo che ciò non ne valeva la pena in tutti i casi!?
Con tutte le valide iniziative per valorizzare il territorio del Mugello proprio una centrale a biomasse era la miglior soluzione!?
”
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – Maggio 2015






