MUGELLO – Una borghigiana ha raccolto il dolore e lo sconcerto di una famiglia, ammalata di Covid, e che si è scontrata con quella che lei definisce il “cuore arido della burocrazia”. In casa tutti positivi, avvertono la Polizia Municipale che non possono spostare le auto per la pulizia strade. Ma la multa arriva lo stesso. “Faccia ricorso”, dice l’agente mentre mette il foglio della multa sul cruscotto.
Il Covid, che da un anno tiene in scacco il mondo, entra in casa tua.
Ti è addosso. La sua presenza la senti non solo per via dei suoi sintomi inequivocabili, altalenanti e debilitanti. La senti anche perché dall’istante in cui ti si apre la pagina del referto e leggi che è rilevato, tu
non sei soltanto una persona malata, ma una persona dipendente. Devi stare isolato da chi è in casa con te.
Non puoi uscire, non puoi approvvigionarti del necessario ed hai bisogno di una rete di supporto fatta di
persone disponibili.
Se c’è una cosa che questa condizione insegna, è proprio il senso di fratellanza e di comunità. Chi è “libero” e sano ti offre aiuto, a qualsiasi ora e per qualsiasi mansione tu abbia bisogno.
Sentire la vicinanza e la comprensione delle persone, anche semplici conoscenti, aiuta psicologicamente in un momento in cui hai davanti un percorso insidioso e pauroso.
Immaginiamoci quindi una giovane famiglia con due figli piccoli frequentanti la scuola primaria, da pochi mesi trasferita in paese, a Borgo San Lorenzo, nessuna rete familiare cui appoggiarsi, famiglia correttissima e ligia verso le norme.
La madre accusa sintomi ed effettua a pagamento il tampone rapido che dà esito positivo. La richiesta del molecolare incontra difficoltà per via delle ferie del medico curante. Alla conferma della positività della madre seguono quella del marito anch’egli sintomatico, e del figlio maggiore. Il figlio minore, negativo, viene confinato in camerina accudito dal computer e dai genitori con protocolli faticosissimi e deprimenti per tutti.
Le routines settimanali prevedono lo spostamento delle auto per la pulizia strade, ma non potendo farlo, la famiglia decide di scrivere una mail all’ufficio della polizia municipale in cui si descrive la situazione e si allegano i certificati medici.
La mattina della pulizia strade, alla finestra, il marito si sincera che la cosa abbia un buon esito, ma constata, incredulo, che il vigile inizia a scrivere sul blocco le multe per le loro due auto, uniche nel parcheggio sotto casa. Richiamata l’attenzione del vigile dalla terrazza, il marito spiega la situazione e rende noto che è stata inviata una mail con tanto di certificato all’ufficio di dovere. A nulla serve.
Non vi è compassionevole accoglimento di una richiesta a dire poco ragionevole e giusta. Il vigile risponde che deve fare le multe, ad ambedue le auto, sarà cura dei proprietari poi fare ricorso.
Così in questo periodo così buio e difficile, in una situazione dove le sparute forze della coppia sono appena sufficienti per gestire una situazione paurosa, gravosa e triste, ci sarà bisogno di fare un’ulteriore spartizione di esse per dedicarne molte alle lungaggini burocratiche e miopi di un ricorso reso necessario da un sistema che non prevede l’umana sensibilità di porsi nei panni altrui. Neppure in tempo di pandemia.
Il cuore arido della burocrazia.
LETTERA FIRMATA – BORGO SAN LORENZO



6 commenti
Classico esempio in cui al “c******e” di turno doveva arrivare una palata sui denti!
Dopo lo faceva lui il ricorso… Si, al pronto! A Borgo siamo messi male! Che tristezza infinita!
metti una divisa al primo “nessuno” di turno e subito incarna le vesti del dittatorello senza macchia e senza paura …
poi però trova l’assembramento di giovanotti con il bicchiere in mano e senza mascherina, ed ecco che torna prepotente l’indole del coniglio nano!!
che pena
Io sarei sceso e, senza mascherina, gli fiatavo e gli tossivo addosso.
Fulgido esempio di burocrate contemporaneo per il quale esiste solo ed esclusivamente il protocollo….il regolamento.
Non riesco a capire se a questi personaggi sia la divisa o il ruolo che gli viene assegnato o tutte e due le cose insieme a renderli così poco comprensivi, ma sembra proprio che ciò causi loro un quasi totale azzeramento dei neuroni del cervello, tale da privarli di ogni capacità di raziocinio e di valutazione delle situazioni.
Questo certo con coloro che in quel momento non possono difendersi.
Molto più complicato (e infatti non ci vanno) fare la stessa cosa con un assembramento di giovani magari alticci, dai quali si rischia anche qualche labbrata.
Complimenti!!!
Questo signore farà sicuramente carriera!
Io tutti questi commenti lamentosi e accusatori nei confronti di un nostro prode difensore della Legge cittadina, proprio un li capisco!
Vu’ vi lamentate sempre di tutto….delle quintalate di sudicio lasciato sui cigli delle strade da e per Borgo e persino in strade centrali della città, che i nostri prodi fanno finta di non vedere.
Vi lamentate della movida molesta (pomeridiana e serale) e foriera di assembramenti selvaggi e quindi di probabili nuovi focolai di contagio, che i nostri prodi non hanno mai il coraggio di sanzionare (già, come mai?).
Lamentii a ripetizione anche per riunioni alcooliche di avventori (tutti regolarmente senza mascherina e a 20/30 cm. di distanza tra di loro) fuori da qualche bar del centro storico, regolarmente non sanzionate nonostante
i nostri prodi ci passino davanti con l’auto di servizio.
Come non citare poi le famose piste ciclabili stile Paperopoli, per le quali qualche cattivone ha scomodato pure una emittente televisiva nazionale, muovendo anche ai nostri prodi accuse neppure troppo velate?
Poi, quando gli stessi nostri prodi fanno il loro ligio dovere multando una anziana signora perché attraversa il Parco della Misericordia durante il lockdown o un altro nostro prode guardiano della Giustizia sanziona una famiglia che non può scendere le scale per spostare l’auto a causa del Covid, vu’ c’avete da ridire e vu’ l’accusate in prativa di non avere elasticità mentale (come minimo).
Mah!! Un vi capisco!!
Proprio un vi capisco!!!