FIRENZUOLA – È tornata la primavera, per uno dei settori economici più importanti di Firenzuola, quello della pietra serena. Dopo un lungo inverno. Per più di un decennio numerose aziende storiche sono state costrette a interrompere l’attività, e tanti sono stati i fallimenti.
Oggi però il vento è cambiato, decisamente. E si guarda al prodotto firenzuolino e ai suoi manufatti con grande interesse; la pietra serena di Firenzuola sta rendendo più belli tanti luoghi di Firenze come la nuova piazza dell’Isolotto ed i marciapiedi di lungarno Acciaiuoli, via Panicale, via Taddea, via del Proconsolo, via Pellicceria, via De Pescioni, via Spaventa , via de Cerretani, solo per citarne alcuni. E anche nella terra famosa per il marmo di Carrara, a Pietrasanta, sarà il prodotto firenzuolino a rimettere a nuovo piazza Carducci. Per non parlare di luoghi a noi più vicini, come le piazze di Barberino e di Dicomano.
Oltre a questo il mercato della pietra serena e’ diventato un mercato globale di grandi progetti e di architettura. Così oggi a Firenzuola operano sette aziende a ciclo completo, dall’escavazione della materia prima alla produzione del manufatto. Ci sono inoltre altre sei aziende artigiane che fanno lavorazioni di produzione dei manufatti e di finitura. Ad esse si devono aggiungere le aziende dell’indotto: manutenzione degli impianti, officine meccaniche, trasporti, movimentazione terra, imballaggi. E complessivamente il comparto occupa circa 150 persone.

“Il fatturato complessivo – nota Marco Sozzi, presidente del Copser, il consorzio che detiene il marchio della Pietra serena firenzuolina composto da: Pietra Serena Group, Casone Group, Spoglianti, Calamini, Casone Litotech, Comad, RIMM, La Borghigiana, Pietra serena Conti e Raspanti – ha raggiunto circa 22 milioni di euro/anno. In pratica, siamo praticamente tornati ai livelli precedenti la crisi del 2008. Il fatturato, almeno per quanto riguarda le aziende aderenti al Copser, e quindi quasi il 90% del giro d’affari annuo, è realizzato per il 64% sui mercati internazionali e per il 36% sul mercato interno. Certo, non sono tutte rose e fiori, perché alcune aziende scontano ancora gli effetti della crisi (oggi ancor più aggravati dall’emergenza della pandemia), ma molte cose sono cambiate e una prospettiva positiva è ben visibile”.
Sozzi specifica: “Intanto, rispetto a 10-12 anni fa, c’è una considerevole crescita della quota di esportazione. Inoltre, pur con una riduzione di addetti, dovuta a una crescita della tecnologia e a processi di razionalizzazione del ciclo produttivo, in particolare nell’escavazione, siamo tornati a livello di fatturato pre-crisi, ma con una sensibile crescita dei ricavi, derivanti da produzioni di manufatti a maggior valore aggiunto, e quindi con minor consumo di materia prima. Ciò deriva anche dalla scelta del comparto di aver puntato molto sullo sviluppo della filiera produttiva in loco. E questo apre alla possibilità di incrementare attività ed occupazione soprattutto nei settori innovativi: progettazione, logistica, informatizzazione, assistenza post produzione, così da allungare e rafforzare ulteriormente la filiera.
L’assessore Francesco Guidarelli concorda: “C’è stato anche un incremento nell’occupazione. E soprattutto ha giovato il cambio di mentalità di gran parte delle aziende adesso in gran parte orientate sulla vendita del prodotto finito o semilavorato, incrementando così l’export”.
“Come amministrazione comunale – aggiunge l’assessore – continueremo a sostenere la promozione del ‘marchio di origine e qualità della pietra serena di Firenzuola’: un disciplinare che garantisce il rispetto di tutti gli standard qualitativi del prodotto, nato su iniziativa dell’amministrazione Mascherini, una buona idea alla quale però non era stato dato seguito”.
Silvia Calamini apprezza questo recupero: “E’ lodevole da parte dell’attuale amministrazione aver ripreso il percorso per la ‘promozione del marchio di origine e qualità della pietra serena di Firenzuola’; credo infatti che la chiave di volta risieda proprio nel promuovere il nostro prodotto sul mercato sia nazionale che internazionale come prodotto ‘MADE IN ITALY'”.
E l’imprenditrice firenzuolina spiega così la ripresa produttiva del comparto: “Questo importante risultato è dovuto quasi sicuramente alla duttilità del materiale e al fatto che la pietra serena non è più vista solo come materia dell’architettura contemporanea e per la riqualificazione dei centri storici ma, grazie alla collaborazione di prestigiosi studi di progettazione italiani ed esteri, anche come materiale assolutamente adatto a realizzazioni di interior design. Inoltre gli operatori del settore stanno facendo importanti investimenti sia per garantire una maggior sicurezza ai lavoratori ma soprattutto per migliorare la qualità della produzione e delle lavorazioni e per riuscire a raggiungere una quasi totale centralizzazione della filiera produttiva all’interno del nostro meraviglioso territorio”.
L’assessore Guidarelli fa un invito al sindaco di Firenze Nardella. “Venga a visitare il nostro comparto produttivo – dice – negli ultimi tempi il Comune di Firenze ha ripreso a utilizzare la pietra serena e la pietra extradura, ma solo per i marciapiedi. Vorrei invece proporre al Sindaco di provare ad utilizzare il nostro materiale anche sulle strade del centro storico. E vorrei anche ricordargli quello che si legge nella biografia di Steve Jobs, fondatore della Apple. Lui scelse la pietra serena di Firenzuola per pavimentare i propri ‘store’ perché camminando sui marciapiedi fiorentini rimase colpito da questo materiale e pensò che visto come resisteva da cosi tanto tempo sui marciapiedi di Firenze, poteva essere idonea anche per i propri negozi”.
(Foto di Pascal Baracani)
©️ Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 11 luglio 2021





