SCARPERIA E SAN PIERO – Cancellare o ridurre la “Tefa”, la tassa legata alla Tari, che pesa per il 5% sulla quota complessiva della tariffa pagata da ogni famiglia o azienda per la raccolta e smaltimento rifiuti. E’ una proposta che sta risuonando da più parti, nell’area metropolitana di Firenze. Ma il sindaco di Scarperia e San Piero Federico Ignesti ha un’altra proposta da fare: “La si può anche mantenere – dice-, purché la si utilizzi per un servizio utile e necessario, come la pulizia delle banchine laterali delle strade e delle cunette di competenza della Metrocittà. La Tefa fu istituita per penalizzare i comportamenti ambientali dei Comuni, soprattutto per la scarsa percentuale di differenziata. Adesso con l’aumento percentuale di differenziata grazie al porta a porta in tutta la città Metropolitana per produrre meno indifferenziata, questa tassa o la si riduce o la si impiega in azioni ambientali pratiche e utili”.
Ma cos’è la Tefa? E’ il tributo per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell’ambiente, e il gettito va alla Città Metropolitana che dovrebbe utilizzarlo per interventi di pulizia ambientale.
Così c’è chi vorrebbe diminuire o azzerare il tributo. Ma Ignesti preferirebbe avere le strade mugellane più pulite: “Se continuano a riscuoterla allora sia utilizzata appieno, e si tolga la sporcizia, spesso in quantità davvero notevoli, dalle banchine stradali, dai fossetti lungo strada, dalle scarpate. Peraltro spesso si tratta di materiali plastici che alla fine finiscono nei fiumi, e di lì al mare. Tener puliti i bordi strada sarebbe un contributo che si dà alla difesa del nostro ambiente naturale. Certamente, la prima responsabilità è di tutti noi: basta con la brutta abitudine di gettare i rifiuti dal finestrino. Ma occorre anche ripulire quel che è sporco, e questo tributo ha questa finalità.”
Ignesti continua: “Sono assolutamente lodevoli, e da incoraggiare le iniziative del volontariato, quelle che delle giornate ecologiche, della pulizia dei nostri ambienti e dei nostri paesi. Ma non possono sostituirsi al pubblico, il quale deve assumersi le proprie responsabilità, garantendo un servizio che peraltro è già finanziato con gli introiti della Tefa”..
Il sindaco di Scarperia rivela poi un elemento di difficoltà: “Pulire non è semplicissimo, bisogna lavorarci, coinvolgendo il gestore rifiuti. C’è infatti una complicazione, derivante dalle normative: i pezzi di plastica o di altri rifiuti che vanno a mischiarsi con la terra sono poi considerati rifiuto a tutti gli effetti, e per smaltirli occorre fare le analisi del terreno, e la procedura di smaltimento diventa complicata. Comunque sia è un intervento che va fatto. Non possiamo permetterci di lasciare i nostri bordi strade come se fossero discariche”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 8 dicembre 2021







