BORGO SAN LORENZO – Alcuni giorni fa abbiamo pubblicato la notizia dell’organizzazione da parte dell’Università dell’Età Libera del Mugello di un ciclo di quattro conferenze dal titolo “Economia della solidarietà” (articolo qui) che era in programma tra gennaio e febbraio prossimi a Villa Pecori Giraldi. Collaborano Proforma – agenzia formativa e il Comune di Borgo San Lorenzo che ha offerto il patrocinio. Per saperne di più abbiamo posto alcune domande ad Andrea Banchi, che ha ideato l’iniziativa.
Due delle conferenze trattano dell’economia civile. Cos’è? E’ diversa dall’economia che già conosciamo? Quello che indichiamo genericamente come economia è spesso solo il neoliberismo sfrenato, senza limiti, che massimizza il guadagno privato. Non si fa abbastanza attenzione invece ai temi macro-economici, quelli che riguardano interi aggregati, per esempio gli stati nei loro rapporti internazio- nali, vicende intrecciate con la politica, la storia, le risorse, i conflitti, gli interessi strategici. L’economia civile esalta il mercato che si muove nella fiducia pubblica, è ricco di relazioni che costruiscono reti di reciprocità, di scambi, di opportunità di crescita comune.
Come nasce questa economia? L’economia civile ha i suoi albori nel contesto dell’umanesimo italiano, nel quale i francescani ebbero un ruolo importante. I frati avrebbero voluto che la loro povertà (disponibilità dei soli beni necessari alla vita) non fosse solo personale, ma fosse anche dei loro conventi. Gli altri ordini religiosi e il papato si opposero, e solo dopo cent’anni di dispute una bolla del papa Giovanni XXII, nel1322, impose ai conventi francescani il possesso di beni e la proprietà fondiaria. Ma nel frattempo l’attenzione ad operare con beni di cui non erano padroni aveva costruito i principi di sana gestione. I francescani inventarono i Monti di Pietà per consentire la possibilità di finanziamento all’attività economica, senza usura. Svilupparono poi con San Bernardino una particolare attenzione ai beni comuni. Ci sono in nuce gli elementi che condurranno a metà Settecento il napoletano Antonio Genovesi a scrivere L’economia civile.
Quindi ci sono economie diverse, a seconda dei riferimenti filosofici e politici che scegliamo? Si, questo era forse più chiaro nel passato con le economie del mondo socialista, poi crollate con l’implosione dell’URSS. L’economia civile è stata a lungo lasciata da parte, poi il nuovo millennio l’ha nuovamente portata all’attenzione per il fallimento del neocapitalismo. La crisi climatica, l’aumento delle disuguaglianze, la bolla finanziaria, hanno fatto capire che la crescita della produzione non corrispondeva al miglioramento delle condizioni di vita. La pandemia ha addirittura accelerato questo processo: se non c’è la volontà di governare lo sviluppo, ci sarà crescita ma non ci sarà mai né sostenibilità, né equità. E’ tornato alla ribalta “Il fattore umano”, per riprendere il titolo d’un famoso romanzo di Graham Greene.
Ma per un’azienda che significato ha l’economia civile? Ogni realtà produttiva deve decidere come comportarsi di fronte ai temi della sostenibilità ambientale, dell’equità nel rispetto dei contratti di lavoro e nei confronti dei fornitori delle materie prime, della partecipazione dei dipendenti alle decisioni, della parità di genere. Se questi argomenti vengono percepiti solo come costi o problemi, significa che la volontà è quella di arricchirsi comunque, indipendentemente da tutto: non è forse questa voracità che mostrano le multinazionali che ci conduce verso l’autodistruzione? L’economia civile è un’economia più evoluta, equilibrata, nata nella logica dell’integrazione sociale e dell’armonica crescita collettiva. Tutto il terzo settore (le associazioni, le cooperative, gli enti no profit), è sorto con questo spirito fondativo. Purtroppo a volte si è appannato l’originario impulso sociale da cui nascono.
Le conferenze quali tematiche tratteranno oltre a quella già ricordata dell’economia civile? Presenteremo anche altre riflessioni: è possibile costruire la felicità collettiva attraverso nuovi assetti sociali e culturali? L’impegno viene svolto dal convivialismo, di cui è uscito il secondo manifesto. Ed inoltre: i tentativi di proporre una vita sobria sono una fuga annoiata di chi si è stancato del consumismo, o un più profondo e meditato processo di cambiamento in cui cerchiamo di porci limiti perché responsabili delle conseguenze delle nostre scelte? Sarà il fondatore del Movimento per la decrescita felice a trattare l’argomento.
Questi interventi dovrebbero migliorare la capacità di scegliere quali strade vogliamo percorrere. Crediamo che molti cittadini saranno interessati a conoscere di più su questi temi che gravano pesantemente sul nostro futuro.
Per partecipare all’iniziativa occorre iscriversi? Sì, alla Biblioteca comunale di Borgo pagando la quota d’iscrizione di 40 euro per tutte le conferenze. Ci si può iscrivere però anche ad una sola. Agli iscritti sarà distribuito un libro di economia civile, una bibliografia di volumi reperibili gratis in biblioteca, una documentazione integrativa alle conferenze. Poi l’accesso, secondo normativa, è subordinato alla mascherina e al green pass. Ma vista la situazione attuale della pandemia è inevitabile uno slittamento a nuove date per l’effettuazione delle conferenze per evitare rischi agli interessati all’iniziativa.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 8 gennaio 2022


