
Il sindaco di Vaglia se la prende con “Repubblica” e respinge l’accusa di essere riottoso di fronte alla richiesta di spazi dove ospitare i profughi. Scrive Leonardo Borchi:
“Dall’antico francese ”riotte”: litigioso, indocile, riottoso. Appunto. Come il Comune di Vaglia, il suo sindaco, il suo assessore al sociale……riguardo all’accoglienza dei migranti.
Cosi’ per La Repubblica oggi, a riguardo di tutti i 150 comuni toscani, che ancora non hanno sul proprio territorio alcun profugo o aspirante tale.
Bene, cedo volentieri “le chiavi” del mio comune (sono anche sul gonfalone, le chiavi vaticane) a chicchessia per vedere se e’ piu’ bravo di noi ad inventarsi strutture ricettive adeguate. Camilla, l’assessore, si e’ data, e continua a darsi da fare per reperire collocazioni adeguate: siamo a circa 5/6 persone da prendere in case private.
Nessun edificio pubblico disponibile. Semplicemente perche’ non esistono.
O forse si vuole riadattare il Banti!? Duemila metri quadri, circa. Ventitre milioni di euro per restaurarlo. Cinquecento occupanti!? Se Rossi e’ d’accordo! In fondo il Banti e’ della Regione.
Alla faccia di chi e’ riottoso”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 28 Luglio 2015



