“Borgo San Lorenzo è un’eccellenza rispetto a molti altri comuni dal punto di vista di innovazione tecnologica, ma bisogna fare un passo ulteriore”. A dirlo è l’Assessore borghigiano Claudio Boni che recentemente ha partecipato, invitato, alla Normale di Pisa all’incontro “Cambio di rotta per cittadini e amministratori: più innovazione e meno norme per una nuova cittadinanza”, una delle giornate di “Dire e Fare”. Questa iniziativa, organizzata nel mese di luglio da ANCI e Regione Toscane, è stata caratterizzata da cinque incontri in cinque città su altrettante tematiche: a Siena il tema era Cultura, a Pisa -appunto- Innovazione, ad Arezzo Sanità e Welfare, a Firenze Scuola e a Scandicci Governo del Territorio.

Assessore Boni, iniziamo con il parlare del convegno a cui ha partecipato. Cosa ci racconta?
La prima cosa che ti posso dire è che inizialmente avevo sottostimato questa iniziativa. Sinceramente pensavo di andare ad un congresso con dei relatori che avrebbero relazionato, ognuno nel suo spazio temporale dedicato, circa i temi all’oggetto del convegno. In realtà è stato un appuntamento molto più importante e utile di quel che mi aspettavo. C’erano dei tavoli di lavoro reali con tecnici della commissione europea in Italia e personalità di altissimo spessore con cui sono emerse non solo le difficoltà e le resistenze nei rapporti tra tecnologia, cittadini e pubblica amministrazione, ma anche una serie di modalità più efficaci per offrire servizi, comunicarli, metterli a regime, dando reali risposte all’utente risparmiando tempo e risorse considerevoli.
In effetti è noto che, riferito al sistema economico italiano, un incremento di innovazione tecnologica nella pubblica amministrazione implicherebbe un aumento addirittura di alcuni punti percentuali di PIL. Ma ci sono i soldi per realizzare un incremento dell’innovazione tecnologica in senso lato? L’Europa li mette a disposizione?
Quelli della commissione europea sono stati chiarissimi su questo punto. Quel che ci manca – intendo a noi Italia – è la risorsa umana che fisicamente lavori su un progetto finanziabile e che abbia le competenze necessarie, dedicando a questo la sua intera giornata lavorativa, pensando ed ideando una proposta progettuale, su input politico ma anche su sua iniziativa, che possa essere valutata positivamente secondo i parametri che l’Europa ha.
I soldi ci sono. Sono forse più di prima, ma non sono a pioggia. Non sono per tutti. Sono per chi se li merita. E’ ovvio se un comune non ha il personale dedicato, per lui quei soldi non ci sono. Faccio un esempio: il Comune di Lucca. Su 600 dipendenti ha un dipendente che fa quel lavoro, tutto l’anno. Uno solo su 600. In un comune come il nostro, con 85 dipendenti, siamo schiacciati dal lavoro giornaliero e quindi risulta difficile non solo avere una risorsa ma anche avere il tempo di imparare nuove competenze. Ma proviamo a mettere riparo a questa situazione accedendo a risorse esterne, perché altrimenti perdiamo troppi treni.
E Borgo dal punto di vista di innovazione tecnologica, anche rispetto ad altri comuni, come se la cava quindi?
Borgo è un’eccellenza rispetto a molti altri comuni in questo senso. Lavoriamo con Linea Comune, la società partecipata che dà servizi online ai comuni del Mugello e in provincia, tra cui i portali istituzionali. Il comune di Borgo è quello con più servizi attivati, e più accessi rispetto ai comuni della zona. Accessi costanti nel tempo e da tempo. Per me sono pochi comunque, ma bisogna fare un passo ulteriore.
Le generazioni più giovani chiedono giustamente forme di interazione tecnologica e digitale che sono necessarie ma che al momento non riusciamo a dare compiutamente. Pensiamo al social o alla messaggistica istantanea.
E’ un problema comune a tutte le pubbliche amministrazioni, che è emerso con estrema chiarezza nell’incontro a Pisa. Proprio per questo a conclusione dei lavori è stato redatto un documento che abbiamo inviato al Governo, sulla necessità di dotare le Pubbliche Amministrazioni di risorse o di supporto diretto in modo da intercettare per il territorio i fondi necessari ad uno sviluppo omogeneo rispetto ai centri più grandi, abbattendo quindi il divario esistente tra chi ha accesso a tecnologie dell’informazione più evolute – che si stanno concentrando nelle città – e chi ha accesso a tecnologie più obsolete e meno performanti, che lo rendono di fatto meno competitivo soprattutto economicamente, come avviene nelle realtà rurali e periferiche come la nostra.
Effettivamente, citando liberamente il presidente americano Barack Obama, il superamento di questo divario, il Digital Divide, è diventato nella nostra epoca un diritto primario e prioritario che va garantito ad ogni cittadino, a prescindere da dove viva.
Certo. E’ un vero e proprio diritto civile fondamentale. Perché attraverso il digitale non passano solo informazioni, ma anche e soprattutto risorse, soldi. Sto pensando per il Comune di Borgo San Lorenzo di organizzare tutta una serie di corsi che diano competenze diffuse e diverse sia al personale degli enti pubblici che anche ai singoli privati. Tutto questo tramite il Progetto Trio (articolo qui sul progetto e qui su alcuni corsi gratuiti a settembre, ndr), la piattaforma di web learning della Regione Toscana, che è gratuita ed è per l’appunto finanziata dal fondo sociale europeo. Credo possa essere un ottimo strumento in questo senso.
Per il nostro comune penso però ad un progetto specifico, sbilanciato sulla parte “online”, quindi in remoto, visto anche che circa il 40% dei nostri cittadini abita nelle frazioni. Certamente per accedere a questo tipo di risorse e strumenti è necessaria una linea internet adeguata. Se non c’è l’adsl è un problema e, per questo, stiamo già lavorando con la Regione per migliorare la connettività di tutto il nostro comune, con il piano Banda Larga già in fase avanzata e che terminerà per fine anno. Cerchiamo così di innescare un circolo digitale virtuoso che serva a far esprimere le tante potenzialità del nostro comune.
Fabrizio Nazio
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 4 agosto 2015






