
BORGO SAN LORENZO – A Borgo San Lorenzo sono arrivate le giostre. Come ogni anno a carnevale, il Foro Boario si accende di luci e musica, e i ragazzi sciamano tra le attrazioni. Divisi in gruppetti: i ragazzi baldanzosi, le ragazze curiose. Tutti, o quasi, vogliono salire su Apollo 13 o sul Tagadà. Perché si viene al Luna Park? Chiediamo loro mescolandoci tra volti giovani, risate, qualche famiglia e qualche bambino reduce dalla prima sfilata del carnevale: “Per le ragazze!” è l’immancabile risposta dei maschietti. Quale la giostra che preferite? Tagadà o Apollo? Un gruppetto di ragazze è diviso tra le due attrazioni. Una confessa “Apollo abbiamo paura”. Insomma, l’atmosfera è di festa. Ma il Luna Park è anche una impresa che da tantissimi anni sceglie Borgo San Lorenzo per il suo lavoro, ne parliamo con Flavio Moruzzi, uno dei giovani esponenti della storica famiglia di giostrai:
Quanto tempo è che venite qui a Borgo?
“Noi portiamo il Luna Park a Borgo San Lorenzo, nel periodo di carnevale, da oltre 35 anni. I giovani sono contenti quando sanno che stiamo per arrivare; di anno in anno cerchiamo di mettere sempre nuove attrazioni e delle belle novità. Troviamo un bel riscontro. Ogni anno aumenta il pubblico tra i giovani. Siamo contenti di poter dare questo servizio a una città come Borgo San Lorenzo”.

Quali pensate siano i vostri punti di forza? Perché arrivano così tanti ragazzi?
“Perché ogni volta cerchiamo di portare novità, come la giostra Apollo 13; che al momento è quella che riscontra maggior successo nei giovani. Un’attrazione leader a livello europeo”
Quali invece le criticità che trovate?
“Un po’ in tutti i comuni le difficoltà sono le tante spese che dobbiamo sostenere, ad esempio per l’occupazione del suolo pubblico. Sono previsti a livello nazionale degli abbattimenti delle tariffe per il nostro settore, ma se i comuni non li applicano per noi è un problema. Come è una spesa molto grossa quella per l’energia elettrica”.
Ci sono comuni che fanno storie per farvi insediare?
“Alcuni Comuni non rispettano le normative del nostro settore. Come la legge 337 per lo spettacolo viaggiante, che ci tutela e che prevede che ogni Comune abbia la sua area apposita, ma in alcuni casi non sono presenti”.
Come è cambiato il pubblico? Chi sono i ragazzi che vengono da voi?
“Si è abbassata l’età. I più piccoli hanno più coraggio, e vogliono salire sulle giostre da brivido. Poi ci sono anche tante famiglie”.
Quante persone lavorano in un Luna Park come questo?
“La nostra gestione è a livello familiare. Siamo una delle più vecchie del settore. In tutto siamo una sessantina di persone raggruppate in varie famiglie”
Di dove siete originari?
“Mio padre è di Piacenza e mia mamma è di Cremona. Noi siamo cinque fratelli tutti nati in Toscana, ad esempio uno a Pistoia, uno a Carrara, uno a Massa, uno a Firenze”
Per voi tutto l’anno è itinerante o avete dei periodo stanziali?
“Noi siamo in giro tutto l’anno. Non siamo mai fermi e siamo sempre montati, è il nostro lavoro. Poi nel periodo in cui siamo fermi dobbiamo fare la manutenzione alle attrezzature”
E’ una vita che pesa?
“E’ una vita dura, con dei pro e dei contro. Noi ci siamo trovati, ci siamo nati e conosciamo solo questa; ma amiamo il nostro lavoro”
Un messaggio ai borghigiani?
“Ragazzi, venite numerosi. E voglio anche ringraziare l’amministrazione comunale di Borgo San Lorenzo, che ogni anno ci ospita”
Nicola Di Renzone
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 30 Gennaio 2023








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