BORGO SAN LORENZO – Anche per il 2023, come si vede dal calendario diffuso dal Comune di Borgo San Lorenzo, c’è una drastica riduzione nel numero delle sagre organizzate sul territorio comunale, in particolar modo per quanto riguarda quelle delle frazioni (qui il calendario).
Una situazione difficile per molte associazioni, sorta nel 2022 quando il comune di Borgo San Lorenzo ha approvato un nuovo regolamento per queste manifestazioni, che infatti fu vivacemente contestato da molte realtà che proprio alle sagre si affidano per la loro sopravvivenza. Per avere un commento sulla situazione 2023, invece, abbiamo chiesto all’assessore Franco Frandi.
Dal calendario si nota che il numero delle sagre è fortemente calato. Come ti spieghi la cosa? Quali secondo te le motivazioni? Dipende ancora dal nuovo regolamento? “Lo scorso anno siamo stati l’unico comune a seguire la normativa regionale e ad approvare il nuovo regolamento, mentre nei comuni vicini le sagre continuavano come di solito. Quest’anno abbiamo tolto alcune limitazioni, e fatto alcuni cambiamenti. Ad esempio ciascuna associazione può fare una sagra ed una festa, e quest’anno abbiamo separato le due cose. La festa così, a differenza della sagra, può essere fatta in qualsiasi periodo dell’anno”.
Altre modifiche rispetto allo scorso anno? “Ad esempio la fine del periodo delle sagre era fissata al 30 Settembre, l’abbiamo portata al 15 Ottobre per dar modo di inserire, se qualcuno vuole, sagre collegate alle castagne, prodotto tipico del Mugello. Rimane la prescrizione di farne solo una per volta nel capoluogo e non più di due in contemporanea nel territorio comunale”.
Perché a tuo avviso le sagre sono così tanto diminuite, in particolare nelle frazioni? “Al di là delle normative più stringenti nel mondo dell’associazionismo, si sta verificando un crollo del volontariato, anche e soprattutto nelle frazioni”
Secondo il tuo punto di vista le associazioni sono soddisfatte delle modifiche introdotte o ci sono ancora lamentele e proteste? “Le associazioni fecero proteste molto vivaci lo scorso anno, anche perché non fu fatto lo stesso percorso nei comuni vicini; quest’anno ho visto ripartire qualche associazione che lo scorso anno non partì. Le difficoltà però ci sono e anche qualche lamentela, anche perché gli adempimenti dal punto di vista organizzativo e normativo non sono da poco e i controlli sono sempre più attenti. Poi i costi, anche delle materie prime, sono aumentati e quindi le associazioni non hanno lo stesso risultato che avevano prima. Infine, come detto, purtroppo diverse associazioni non sono in grado di fare la sagra per la carenza di volontari”.
Nicola Di Renzone
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 1 Giugno 2023






1 commento
era l’ora che le sagre diminuissero era infatti un sistema per operare senza pagare le tasse infatti i cosiddetti volontari non venivano iscritti all’Inps
le associazioni non dovendo presentare bilanci e quindi tutto si svolgeva ijn nero.