BARBERINO DI MUGELLO -BARBERINO DI MUGELLO – Oltre 350 persone hanno riempito il teatro comunale per un pomeriggio all’insegna della memoria, dello sport e delle emozioni. A cominciare dal ricordo dell’autore, Alessandro Nardini: grande uomo di sport scomparso nel 2020, barberinese doc e vero e proprio punto di riferimento per tutta la comunità.
Sandro ha avuto il merito di ideare questo libro, “Rincorrendo un pallone. Storia del calcio a Barberino”, al quale ha dedicato tanta passione e la competenza e la precisione che lo rendevano unico. La Vicesindaco Sara Di Maio ha aperto l’incontro, ricordando come il libro sia stato realizzato nell’ambito delle iniziative del Gruppo operativo “Le Mani nel Tempo”, sorto nel 2014 per iniziativa di Alessandro Nardini e di altri confratelli in seno alla Misericordia di Barberino con lo scopo di scoprire, conservare e mantenere viva la memoria e le radici della comunità.
Lorenzo Nardini, figlio di Alessandro, ha ricordato il padre: un intervento commovente che ha fatto emergere l’eredità di Alessandro: un modo per ricordarlo con affetto da parte di tutti i barberinesi. Claudio Carpini ha ricordato la lunga genesi del libro: l’idea – nata molti anni prima, nel 2014 – le lunghe ricerche di archivio con Sandro come trascinatore (speso accompagnato da Pazzagli, Biancalani e Nesi agli archivi della Federazione o della Nazione); i lunghi colloqui con i giocatori del passato rossoblu. Ha ringraziato chi ha contribuito alla realizzazione del libro (i presidenti Giancarlo Grossi e Paolo Gomma, oltre al Banco Fiorentino e al Comune di Barberino) e i tanti che hanno contribuito con qualche scritto a rendere il lavoro più completo: da Alessandro Borsotti a Maurizio Nuti e Gian Piero Luchi.
Il libro è stato presentato dal vice direttore della Gazzetta dello Sport Stefano Agresti, in collegamento da Milano. Poi, via ai ricordi, tra nostalgia, commozione e anche qualche sorriso. Mino Banti ha ricordato l’opera di Spartaco (fondatore e presidente del Barberino per mezzo secolo) e di Elvio Banti, vero punto di riferimento per la Barberino rossoblu. Un pensiero è andato anche a Gian Paolo Banti, che per primo aveva avuto l’idea di scrivere una storia del Barberino, idea alla quale poi Alessandro avrebbe portato a compimento utilizzando anche parte degli appunti di Gian Paolo. Mino ha anche ricordato alcuni episodi del grande Barberino della fine degli anni Sessanta, capace di arrivare alla fase finale della Coppa Italia Dilettanti.
Giancarlo Grossi ha parlato dei dieci anni della sua presidenza: quelli che portarono il Barberino dalla seconda categoria alla serie D: tra i presenti, moltissimi dei suoi giocatori, degli allenatori e dei dirigenti del Barberino più vincente di sempre, che hanno voluto festeggiare e celebrare una stagione gloriosa della società rossoblù. Hanno salutato i presenti il DS Carlo Romagnoli, gli allenatori Eugenio Dinelli e Silvio Cei, i giocatori Giuliano Gambuzza e Fabio Colzi (recordman di presenze in maglia rossoblù, con oltre 500 partite giocate). Il capitano ha ricordato anche i compagni che sono scomparsi troppo presto, come Nova Kastriot (“Jotti”), il forte giocatore albanese adottato da tutto il paese.
Sono intervenuti anche Innocenzo Mazzini e Paolo Parrini, entrambi legati storia del Barberino. I giocatori hanno voluto premiare il presidente Grossi con una targa in ricordo dei tanti successi vissuti sul campo e del grande spirito di gruppo che si era creato tra la squadra ed il paese.
Un bel pomeriggio di ricordi, commozione e grande partecipazione emotiva. Come ha sottolineato Silvio Cei, grande allenatore rossoblu, il libro ha messo in evidenza come la storia del calcio a Barberino abbia anche un valore sociale e racconti, attraverso lo sport, la storia del paese. Esattamente lo spirito con il quale Alessandro Nardini aveva concepito questa “impresa” editoriale: l’idea di un libro bello, di un vero e proprio romanzo di un calcio romantico e “vero”, che parlasse al cuore degli sportivi.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 4 Luglio 2023



