MUGELLO – Clima pacato, ma posizioni poco collimanti. Il confronto tra l’on. Erica Mazzetti, parlamentare di Forza Italia, e i sindaci del Mugello – c’era anche il sen. Dario Parrini, Pd – è servito a chiarire le rispettive posizioni, tra rassicurazioni e il permanere di preoccupazioni, in merito alla disponibilità dei finanziamenti Pnrr. L’incontro si è tenuto in Municipio a Borgo San Lorenzo, e i comuni erano quasi tutti rappresentati. Mancava Palazzuolo sul Senio, poi c’erano sindaco e vicesindaco di Borgo San Lorenzo. Paolo Omoboni e Cristina Becchi, il sindaco di Scarperia e San Piero Federico Ignesti, il sindaco di Marradi Tommaso Triberti, l’assessore di Vicchio Franco Vichi, i sindaci di Firenzuola Giampaolo Buti e di Barberino Giampiero Mongatti, il sindaco di Dicomano e presidente dell’Unione dei Comuni Stefano Passiatore.
Dalla deputata Mazzetti arrivano rassicurazioni e un impegno: “Il Ministro Fitto è già stato molto chiaro nelle sue dichiarazioni: nessun progetto finanziato o in corso di esecuzione verrà interrotto, e tutti gli interventi che non potranno essere inseriti nel Pnrr verranno inseriti in altri fondi. Capisco le preoccupazioni dei sindaci ma fare allarmismo con i cittadini e gli imprenditori non è la strada giusta”.
La parlamentare, eletta in Mugello, prende un impegno: “Non sono qui per fare polemica e ostruzionismo, ma perché insieme si raggiunga il risultato di arrivare in fondo ai progetti già finanziati e in corso di esecuzione, i soldi nessuno li perderà. Ho dato la mia completa disponibilità. E visto che i sindaci non hanno documenti che attestino quali fondi siano stati effettivamente tolti, mi sono impegnata per chiedere al Ministero, avendo dai Comuni mugellani l’elenco dei progetti già finanziati, quali possono essere realizzati con il Pnrr e quali con altri fondi. Ma ripeto nessuna opera sarà interrotta o definanziata”.
Mazzetti conclude: “Una revisione del Pnrr e una ricognizione dei progetti ci voleva: non dimentichiamo che questo Pnrr è stato fatto nel 2021, sembra adesso, ma è un’era geologica diversa rispetto ad oggi, non c’era una guerra alle porte, non c’era l’aumento dei costi dell’energia, non c’era l’aumento dei prezzi e soprattutto era stato fatto con progetti stilati in modo frettoloso, e inseriti all’ultimo minuto.”
Mazzetti chiude con una stoccata politica: “La maggior parte dei sindaci mugellani è di centrosinistra e capisco che abbiano voluto fare anche un po’ di demagogia politica. Però, incontrandoli, ho capito che l’obiettivo è comune, quello di portare risorse sul territorio, io mi impegnerò su questo ma anche loro devono fare la loro parte, senza inutili allarmismi”.
Le replica il senatore Parrini: “I sindaci sono giustamente preoccupati. Il fatto certo annunciato dal governo è il taglio di 16 miliardi dal Pnrr, altre certezze non ci sono. Ci sono rassicurazioni vaghe, impegni molto generici, niente di scritto nero su bianco, il timore è grande perché l’incertezza è grande. Non si sa quali siano gli ipotetici fondi alternativi che dovrebbero compensare i tagli del Pnrr, il sistema delle imprese che dovrebbero partecipare alle gare dei Comuni è giustamente molto allarmato, i sindaci non sanno se potranno portare in fondo i loro progetti. C’è bisogno di eliminare i punti interrogativi quanto prima.”
Anche il presidente dell’Unione dei Comuni del Mugello Stefano Passiatore rilancia la richiesta al governo di essere più chiari. “All’onorevole Mazzetti abbiamo fatte due domande: se è in grado di garantirci quali fondi sostituiranno il Pnrr, e se è in grado di garantirci che quei fondi saranno incrementati, perché erano già destinati ai Comuni . Aspettiamo la risposta. Abbiamo fatto una lunga discussione nella quale abbiamo presentato i nostri timori, la sostanziale conclusione è che lei ci chiede un atto di fiducia nelle dichiarazioni fatte dal Ministro, perché da un lato abbiamo la carta che dice “ve li togliamo” dall’altra ci sono le promesse che dicono “ve li ritroveremo”. Noi diciamo: dateci contezza di quali fondi andranno a coprire quei finanziamenti e che questi non saranno a discapito di altri finanziamenti che già speravamo di ottenere e di intercettare, tipo le aree interne o i fondi di coesione territoriale o i fondi strutturali.
Sono tutti fondi che già erano previsti per i comuni. Evitiamo il gioco delle tre carte con il solo risultato di perdere 15 miliardi. Se c’è una sostituzione, ma incrementando, i sindaci sono più che soddisfatti, sperando che le condizioni non siano peggiorative, almeno nei tempi di realizzazione, ma non credo”.
Passiatore nega che si sia fatto allarmismo: “Basta guardare chi si è preoccupato, si sono allarmati i sindaci di centrodestra e di centrosinistra indifferentemente. Noi vorremmo sapere come andare avanti. Nel documento presentato dalla commissione c’è scritto che definanzieranno 2 miliardi e 457 milioni sui piani urbani integrati. Noi su quei piani in Mugello abbiamo 7 milioni e mezzo di euro già affidati. Non ci basta sentir dire che una volta che sono assegnati non li tolgono. Il precedente di Firenze ci preoccupa. Io ritengo legittimo da parte di un governo, visto che hanno vinto le elezioni, cambiare la strategia sul Pnrr, ma non si tocchino i progetti già finanziati. L’altro giorno mi ha chiamato un’impresa e mi ha chiesto. Sindaco, ma lei le risorse la ha ancora? Non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione formale in merito, ma la preoccuopazione c’è”.
Infine il sindaco di Borgo San Lorenzo Paolo Omoboni, che dà una valutazione positiva dell’incontro: “E’ stato utile, con l’onorevole Mazzetti e l’onorevole Parrini abbiamo fatto il punto della situazione sulle legittime preoccupazioni dei sindaci perché di fatto c’è stato un annuncio di definanziamento di misure senza dire quali progetti sono stati definanziati in concreto, e soprattutto c’è una promessa di massima che questi soldi che sono stati spostati saranno rifinanziati, ma non c’è ancora oggi certezza di quale linea di finanziamento c’è. Questa è la nostra prima preoccupazione, che il governo risponda ad Anci che gli ha scritto il 30 luglio e non ha avuto risposta. Anci ha chiesto quali sono i progetti che saranno definanziati e in quali linee di finanziamento si va a pescare.”
Anche Omoboni teme il “gioco delle tre carte”. “Con l’Fsc si finziano cose importanti, della viabilità, dei piccoli comuni, la sicurezza delle strade. Allora se si spostano da lì i fondi per rifinanziare i progetti definanziati dal pnrr rimarranno comunque delle opere scoperte. L’articolo 20 è un’altra forma di finanziamento che riguarda la sanità e gli ospedali. Se si prendono fondi da quello per finanziare la case di comunità che sarebbero a rischio con il pnrr quegli investimenti chr erano sull’articolo 20 chi li finanzia? Se si finanziano con altri canali ci dicano quali sono e aumentino le risorse, perché la coperta rimane corta”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 10 Agosto 2023



