VAGLIA – Il sindaco di Vaglia, Leonardo Borchi, interviene sul tema della Multiutility:
Cosa hanno perso i Sindaci con la Multiutily (e quindi cosa hanno fatto perdere ai loro cittadini). “Mal voluto non è mai troppo”. “ Chi è causa del suo mal pianga se stesso”. Due allocuzioni che “cadono a fagiuolo” in questa circostanza. I consigli comunali che hanno approvato la costituzione della Multiutility, non quello di Vaglia, hanno (quasi sempre colposamente inconsapevoli) creato le premesse per spossessarsi del diritto di scegliere. La Multiutility è una holding, una società di società, che opera nel Servizio Idrico Integrato (acquedotto-fognatura-depurazione) (SII), rete distribuzione del gas e ciclo dei rifiuti ed energia. Già oggi la Multiutility toscana ne raccoglie sotto di sé una trentina, ma ne controlla molte di più. Per esempio controlla Publiacqua Spa con il 53% di quote.
E’ successo che la maggior parte dei comuni, che erano soci di Publiacqua, non Vaglia, ad un primo passaggio, hanno deciso di mettere insieme le proprie quote per formare un’unica nuova società: Acqua Toscana Spa. Quindi, già a questo stadio, quando si riuniva l’assemblea societaria di Publiacqua, non ci andavano più i sindaci di questi comuni, bensì l’amministratore delegato di Acqua Toscana, che li rappresentava tutti. Ma nell’ottica di formare la Multiutility, Acqua Toscana Spa è confluita a sua volta in un’altra società: Alia Servizi Ambientali Spa. Quindi, ad oggi, nell’assemblea societaria di Publiacqua non ci va più nemmeno l’amministratore delegato di Acqua, ma bensì quello di Alia.
Nell’ultima assemblea di Publiacqua, il 31 agosto scorso, risottolineo, dove non ci potevano già più essere i sindaci confluiti in Acqua Toscana (tutti quelli del Mugello, ma anche Campi, Firenze, Bagno a Ripoli, Scandicci, Impruneta, Pontassieve…si fa prima a indicare chi non ha aderito) l’amministratore delegato di Alia ha depositato una proposta, messa ai voti, che autorizzava il Consiglio di Amministrazione di Publiacqua a concorrere per acquisire concessioni per il SII, ma anche per depurare i reflui industriali su tutto il territorio nazionale.
La proposta non era puramente astratta: c’era da decidere se Publiacqua avrebbe concorso, oggi, per ottenere la concessione per i territori di Siracusa e Messina. Ve lo immaginate voi i tecnici e gli operai assoldati da Publiacqua che vanno a riparare i tubi a Noto o a costruire un depuratore a Barcellona Pozzo di Gotto!?
Cosa ci incastra questo con la”ripubblicizzazione dell’acqua” di cui questi sindaci si sono riempiti la bocca? E sono informati questi sindaci che non siedono più nell’assemblea di Publiacqua di cosa bolle in pentola? E sarà sempre peggio perché l’impalcatura della Multiutility presuppone che si realizzino altri livelli di stratificazione societaria fino ad arrivare ad esser quotata in borsa per collocare sul mercato il 49% delle quote.
Questi sindaci, ed i loro consigli comunali, hanno deciso, per loro, ma anche per noi contrari, in quanto siamo rimasti minoranza, che il potere decisionale nella gestione di questi servizi (che la legge considera fondamentali e di esclusiva competenza dei Comuni ) si allontanasse da loro stessi. Si perdesse consapevolezza e presa sulle scelte strategiche, aumentando la commistione, deleteria, di politica con affari.
Leonardo Borchi, Sindaco di Vaglia
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 8 Settembre 2023





1 commento
Il sindaco di Vaglia Leonardo Borchi ha perfettamente ragione e mi meraviglio che gli altri sindaci del Mugello si siano tutti messi proni al volere superiore
delle forze politiche imperanti in Toscana , non ne hanno ancora abbastanza dei carrozzoni che si sono fatti per giustificare una filosofia partitica di sinistra di malaffare che da sempre si è seguita in Toscana solo per mantenersi poltrone disponibili per i politici trombati .
Lorenzone