
Post: Si terrà questo pomeriggio, giovedì 2 Novembre, alle 18.00, la seduta del Consiglio Comunale di Vaglia che nei giorni scorsi è saltata a causa di un acceso scontro politico sull’acquisto del terreno sui cui dovrebbe sorgere la struttura. Le ragioni della Giunta e quelle dell’opposizione del Pd e di Scelgo Vaglia
VAGLIA – Si terrà nel pomeriggio di giovedì 2 Novembre la seduta del Consiglio Comunale di Vaglia che si dovrà pronunciare sull’accensione di un secondo mutuo per l’acquisto del terreno dove dovrebbe essere costruita la nuova scuola. Una seduta che nei giorni scorsi era stata sospesa per la mancanza di alcuni documenti, come denuncia la lista di opposizione Scelgo Vaglia: “Il materiale relativo alla variazione del DUP e del Piano Triennale delle Opere Pubbliche non è stato infatti fornito ai Consiglieri, né di maggioranza né di opposizione, che quindi, nella seduta di ieri pomeriggio, avrebbero dovuto votare l’atto a scatola chiusa. Tutto questo nonostante si tratti del principale obiettivo di mandato dell’amministrazione, e la grande rilevanza e importanza dell’atto per i bilanci e il futuro del Comune”. (articolo qui).
Questo il merito della questione: il Pd, principale azionista della lista “Scelgo Vaglia”, accusa la Giunta guidata dal sindaco Leonardo Borchi di aver agito in maniera frettolosa e con trattativa privata invece che tramite esproprio: “Il terreno – affermano – era stato valutato dall’Agenzia delle Entrate 472 mila euro, e l’Amministrazione intende acquisirlo per 459 mila, con un risparmio insignificante. Era già stato acceso un mutuo trentennale lo scorso anno, per un valore di 237.500 Euro. La quota restante avrebbe dovuto essere finanziata con l’avanzo di amministrazione. Tuttavia, è emerso che non era stata considerata l’IVA, che porta la spesa totale a carico del Comune a quasi 600 mila euro. L’Amministrazione ha, quindi deciso di accendere un secondo mutuo”. E concludono: “Invitiamo tutti i cittadini a partecipare, per verificare direttamente la volontà della maggioranza di procedere con questo atto irragionevole”.

Nel report sulla seduta sospesa la lista di opposizione entra nel dettaglio: “Tutta l’operazione è finalizzata ad acquisire un terreno già nelle disponibilità del Comune, essendo gravato da un vincolo preordinato all’esproprio, e che ad oggi non può essere utilizzato, non essendoci ancora né un progetto approvato del nuovo plesso scolastico, nè tantomeno la disponibilità degli ingenti fondi necessari per realizzarlo o almeno l’idea di come procurarseli. Non è quindi davvero possibile comprendere i motivi di un acquisto così precipitoso, a pochi mesi dalla fine del mandato, per di più ricorrendo all’indebitamento di un ente già in disavanzo, senza alcuna prospettiva di realizzare realmente l’opera, paralizzando il Comune per i prossimi anni. Nonostante i dubbi espressi più volte dal nostro Gruppo, e l’ulteriore incremento del costo, già insostenibile, per il terreno, l’Amministrazione ha deciso comunque di andare avanti: per i prossimi 30 anni il Comune sosterrebbe un costo di circa 27.000 Euro/anno per coprire le rate. Per dare il via libera all’operazione occorrevano alcuni atti formali da approvare in Consiglio Comunale: l’aggiornamento dei costi del terreno nel Documento Unico di Programmazione (DUP) e nel Piano delle Opere Pubbliche, una variazione di Bilancio, l’autorizzazione all’assunzione del mutuo e infine il via libera all’acquisto.
Replica il sindaco, Leonardo Borchi: “La questione dell’Iva era rimasta in sospeso in quanto per i terreni di proprietà di soggetti con attività agricole è prevista l’esenzione, poi però è stato specificato che questo vale solo per le attività di società individuali, non per società a responsabilità limitata, come è questa dalla quale acquistiamo il terreno: che è una società agricola Srl”.
Borchi puntualizza anche in merito al prezzo stabilito e alla questione del mancato ricorso all’esproprio: “In realtà non c’è stata una vera trattativa privata. C’è stata la perizia dell’Agenzia delle Entrate, settore del Demanio, che ha dato un valore al terreno, valutazione che abbiamo chiesto noi e che la proprietà non ha impugnato. La procedura dell’esproprio – conclude – avrebbe comportato una prassi molto complicata e avrebbe allungato i tempi e, visto che il prezzo era già stato definito dall’Agenzia delle Entrate, in questo caso non avrebbe avuto senso”. E aggiunge che, secondo il precedente piano operativo, su quel terreno era prevista una lottizzazione che poi a causa della crisi del 2008 non è stata realizzata: “Per gli strumenti urbanistici – spiega – non è mai stato un terreno agricolo. Nel nostro piano non è più prevista la lottizzazione ma solo la scuola”. E per questo, conclude, il valore del terreno prima era molto maggiore rispetto a quello stabilito adesso dall’Agenzia delle Entrate e che il Comune s’impegna a pagare.






