MUGELLO – Dopo alcuni giorni dalle sentenze del Tar dello scorso 10 Gennaio, che hanno bocciato i ricorsi di Italia Nostra e Cai e del Comune di San Godenzo, il Comitato per la Tutela dei Crinali Mugellani – Crinali Liberi prende posizione e afferma con una lunga nota che tali pronunciamenti “non hanno bocciato gli ambientalisti ma il futuro del Mugello e dell’Appennino tosco emiliano-romagnolo”.
Affermano da Crinali Liberi: “Il ricorso di Italia Nostra e del C.A.I. viene dichiarato improcedibile per motivi procedurali in quanto presentato prima del pronunciamento del Consiglio dei Ministri, che nel settembre 2022 superava il parere negativo delle Soprintendenze e del suo stesso Ministero della Cultura, approvando definitivamente il PAUR della Regione Toscana Impianto eolico Monte Giogo di Villore; il ricorso del Comune di San Godenzo che viene invece respinto in quanto le contestazioni riportate sono giudicate infondate a seguito dell’analisi della documentazione avanzata dai diversi settori tecnici della Regione Toscana in approvazione del PAUR. In poche parole – continua la nota – il TAR ha sposato in toto le ragioni della Regione Toscana per l’approvazione del progetto di AGSM-AIM e per l’opposizione ai ricorsi. Nel primo caso, infatti, evitando di entrare nel merito non ha preso in considerazione nessuna delle consistenti ragioni per cui le associazioni ambientaliste chiedevano l’annullamento dell’autorizzazione del PAUR; nel secondo caso ha interpretato le innumerevoli richieste d’integrazione, la copiosa ma spesso insufficiente documentazione presentata dal proponente, e per finire le giravolte procedurali e i numerosi aggiramenti della normativa attuati nella Conferenza dei Servizi, come sintomo di grande accuratezza e precisione nel voler realizzare l’opera al meglio, compatibilmente ai problemi ambientali grazie all’inserimento di improbabili accorgimenti tecnici volti alla presunta mitigazione dei danni. Giudizio del tutto errato per chi ha seguito passo passo tutto l’iter lungo e travagliato della Conferenza dei Servizi e conosce bene le numerose osservazioni dei cittadini, delle associazioni ambientaliste e quelle dei diversi enti tecnici e amministrativi, che hanno dimostrato solo e soltanto l’inconsistenza del progetto per l’impianto eolico, la mancanza di documentazione importante e imprescindibile, il pericolo per la biodiversità dell’area, i rischi ambientali per il territorio. Tutto ciò dimostra che di fatto il dissenso consapevole – costruito sugli studi indipendenti della fauna a rischio di estinzione, sulla biodiversità della zona, sulla presenza di acque superficiali e sotterrane a rischio sparizione, sulle forti criticità sismiche e idrogeologiche che caratterizzano tutto questo tratto di Appennino – non ha spazio e voce in una procedura giudiziaria amministrativa regionale.
Per difendere l’Appennino e le sue montagne alla Regione Toscana sarebbe bastato accogliere fin dall’inizio i numerosi pareri contrari all’impianto industriale eolico Monte Giogo di Villore, perché è un progetto sbagliato fin dalla nascita, cioè dalla scelta della sua collocazione. Ma chi governa la Regione l’ha voluto politicamente e l’ha fatto approvare tecnicamente contro ogni ragionevole dubbio, contro il volere del territorio mugellano, contro l’interesse dei propri cittadini e la propria millenaria cultura della bellezza e del paesaggio”.

Il Comitato Crinali Liberi parla poi di forzature, e bolla come inspiegabile il fatto che l’Amministrazione regionale “abbia consentito l’inizio dei lavori in assenza del progetto esecutivo, della relazione sismica e della relativa autorizzazione”. O ancora contesta l’assenza di vigilanza degli enti preposti sull’avanzamento dei lavori.
E affermano: “Se davvero crollerà il baluardo del Giogo di Villore seguirà la colonizzazione industriale di tutta la dorsale appenninica tosco emiliano-romagnola, come già dichiarato dal proponente durante l’inchiesta pubblica. Alle comunità resteranno solo i danni: perdita di spazi agricoli e produttivi, di biodiversità e di bellezza, degradazione del territorio, scomparsa e inquinamento degli approvvigionamenti idrici, incremento del rischio di frane in montagna e allagamenti a valle; di contro nessun vantaggio energetico fruibile. Per questo è iniziata la collegiale e determinata battaglia dei Comitati e delle Associazioni a difesa di tutto l’Appennino. Il Monte Giogo di Villore è diventato in questi anni uno dei simboli toscani della lotta in difesa della terra e dei beni comuni, della vita delle comunità montane, delle specie rare e protette, minacciate di estinzione, che popolano i crinali e i torrenti mugellani, delle foreste e dell’acqua, dei produttori che vivono e si prendono rispettosamente cura ogni giorno della montagna”.

Annunciano ancora: “La voce dei crinali si leverà sempre più forte e non si lascerà silenziare. Sappiamo bene quanto questo progetto sottrarrà i territori alle comunità, quanto i suoi sentieri – tra cui il Sentiero 00 Italia, GEA ed E1 Europa – verranno interdetti al passaggio dei camminatori, quanto saranno compromessi per sempre da cemento, rumore a livello 5, infrasuoni, onde elettromagnetiche fortissime e degrado industriale. Ogni cantiere e ogni operazione, ogni prelievo e ogni manomissione verranno attentamente osservati, documentati e resi pubblici. Degli esiti di queste sentenze del TAR può esultare e rallegrarsi solo chi non vive e non ama questi territori, vocati all’escursionismo, al turismo, alle produzioni tipiche locali, alla conservazione e alla protezione degli ultimi ecosistemi naturali ricchi di biodiversità autoctona. Può gioire chi non ha capito che la transizione ecologica ha in questi territori, così come sono, i migliori alleati per la mitigazione climatica, per la presenza di boschi secolari e sorgenti di acque di alta qualità, di pratiche di produzione virtuose e rispettose degli equilibri ambientali per ottenere prodotti di eccellenza”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 23 Gennaio 2024



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