VICCHIO – Alla fine, dopo tante tensioni, a Vicchio si è arrivati alla rottura. Nella giornata di sabato 3 Febbraio l’assemblea del locale Partito Democratico ha votato un documento, preparato dal direttivo che ritira (non conferma) l’appoggio alla candidatura del sindaco Filippo Carlà Campa, e ribadisce di voler portare avanti invece il tavolo di coalizione con le forze, fino ad ora all’opposizione, Movimento Cinque Stelle e Officina Vicchio 19. Una rottura traumatica, tra l’altro, anche con la consuetudine del Partito Democratico, indicata anche nello Statuto, di favorire il secondo mandato degli amministratori.
Come spiega in questa intervista il locale segretario del partito Democratico, Francesco Tagliaferri, fautore di questa linea.
Cosa è accaduto ieri?
“Nelle conclusioni della relazione presentata in assemblea, si riportata quanto votato dal direttivo del partito. La decisione che abbiamo preso arriva dopo tanti incontri e tante vicende. La conclusione finale che il direttivo del Pd di Vicchio ha preso è quella di non confermare l’appoggio per una eventuale ricandidatura di Filippo Carlà Campa e di continuare il percorso che avevamo stabilito democraticamente all’interno dell’assemblea di circolo, ovvero di continuare con questo tavolo di coalizione, discutere di eventuali accordi politici. Poi, se tutti gli esiti saranno positivi, arriveremo a discutere anche di un eventuale candidato o candidata”.
Ma a questo punto questo candidato per voi non potrà essere Carlà Campa, giusto?
“Ancora penso sia prematuro poterlo affermare, sicuramente è stato fatto un passaggio importante. Prima di questo momento non era mai stata esclusa la possibilità che lui potesse essere all’interno di questo percorso; dopo la presa di posizione che ha fatto abbiamo deciso di non rendere definitiva tale candidatura”.
Cosa significa in concreto?
“È ovvio che, terminato questo percorso, quando faremo tutte le valutazioni del caso, la candidatura di Filippo esisterà comunque; quindi alla fine della discussione torneremo all’interno del nostro direttivo e capiremo se la coalizione potrà nascere o no e se ci saranno eventuali altri candidati. Poi faremo i conti con la realtà dei fatti e decideremo come Partito Democratico di Vicchio quale strada intraprendere”.
Ma se alla fine sosterrete la candidatura di Carlà Campa non sarebbe uno sconfessare tutto quello che ci ha appena detto?
“È ovvio che in politica le prese di posizione contano. Se tutto andasse male e rimanesse in campo solo la candidatura di Carlà Campa, probabilmente è ovvio che l’organo dirigente del Partito Democratico dovrebbe fare un passo indietro. Se invece si andrà in un’altra direzione discuteremo se fare le primarie di coalizione; anche se credo sia prematuro parlare di primarie. Alla fine presenteremo i risultati al partito, valutaremo lo statuto e vedremo se, come sostiene Carlà Campa, le primarie siano d’obbligo o se possano esservi altri modi per uscire da questa situazione”.
Lo statuto del Pd prevede che se non ci sono rotture traumatiche con il sindaco uscente si favorisca il secondo mandato, è corretto?
“Io non credo che lo statuto dica questo, nonostante che anche il sindaco lo sostenga; credo che come Pd di Vicchio fossimo legittimati ad intraprendere delle decisioni politiche in un momento delicato. C’era un accordo che stabiliva determinate fasi per la discussione, questo accordo è stato rotto dal sindaco con questo colpo di mano”.
Perché lo definisce un colpo di mano e una rottura traumatica? Quando invece la prassi PD è per fare il secondo mandato?
“C’è da capire se il Pd di Vicchio vuole essere un comitato elettorale, da consultare una volta ogni cinque anni, oppure se vuole far contare le ore di un anno e mezzo di discussioni. So benissimo che la linea del Pd è quella di facilitare la riconferma dei sindaci per il secondo mandato, però allo stesso tempo so cosa all’interno del Direttivo abbiamo detto nell’ultimo anno e mezzo, votato da tutti, sindaco compreso. Sono cinque anni che il Pd di Vicchio cerca di far contare la sua voce rispetto agli amministratori, una linea che portiamo avanti da molto tempo. E alla fine abbiamo detto. Basta: ora si condivide tutto e si prendono solo decisioni collegiali, per l’ennesima volta tutto quello che era stato deciso è stato sbugiardato da questa presa di posizione”.

Ma per questi cinque anni l’amministrazione è filata liscia, voi avete sempre votato a favore.
“Ci sono state tantissime discussioni, che sono state risolte internamente. Perché il Pd di Vicchio ha cercato sempre di portare responsabilità. Ora abbiamo preso atto dei problemi”.
A quali problemi si riferisce?
“Poca condivisione, poca intelligenza nel portare a conoscenza di questioni amministrative anche il partito politico, che da sempre ha manifestato la volontà di incidere”.
È questo che rimprovera a Carlà Campa?
“Sicuramente c’è stata poca condivisione nei confronti sia del Partito Democratico sia del gruppo consiliare. Sono fatti che all’interno delle sedi competenti sono sempre stati discussi. Lo scorso Ottobre abbiamo votato un documento dove si diceva che da allora in poi la condivisione avrebbe dovuto essere massima, e invece per l’annesima volta il partito Democratico di Vicchio è stato delegittimato. Qui si sta mettendo a confronto da un lato il partito dei sindaci, dove l’amministratore fa finta di discutere e poi fa cosa vuole, dall’altro l’idea di partito come organo collegiale”.
Carlà Campa nei cinque anni passati non sempre ha rispettato la linea del partito? Intende questo?
“Politicamente questi cinque anni non sono stati semplici. E’ un modo di intendere il partito per cui i sindaci tendono a non condividere le proprie scelte, e poi arrivano i partiti dopo a coprire le spalle quando queste scelte si rivelano non ottimali, sicuramente Filippo ha avuto difficoltà in questo senso. Credo serva invece una centralità del partito al di là di ogni personalismo”.
Può farci due esempi di casi in cui, in questi cinque anni, sono state operate delle forzature da parte del sindaco?
“Posso parlare di quando furono montate le tensostrutture al campeggio per accogliere i migranti. Capisco che fosse un’emergenza e che il sindaco si sia comportato in maniera emergenziale, ma tutto quello che è seguito, come le varie dichiarazioni con le quali battibeccava con le altre amministrazioni del territorio sull’accoglienza dei migranti, non sono state opportune. Noi facemmo anche un comunicato in cui si chiedeva di calmare gli animi e si ribadiva che il Pd è per un’accoglienza diffusa e che siamo contrari a quelle gestioni emergenziali. Un altro esempio è stato le decisione di adeguare prima dei termini di legge i rimborsi degli amministratori, anticipando l’adeguamento del 2024. Una cosa fatta senza condivisione che giudicammo non opportuna dato il periodo, e sul quale poi l’amministrazione fu costretta a fare un passo indietro. Per l’ennesima volta non ci fu condivisione. Fu una figuraccia che si sarebbe potuta evitare. Lo scorso Ottobre avevamo deciso di lasciarci alle spalle questi problemi, ma Filippo ha continuato a non rispettare questi accordi e quel punto il Partito Democratico di Vicchio ha detto basta. Se come segretario fossi in minoranza sarei disponibile a fare un passo indietro, ma non lo sono”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 4 febbraio 2024





2 commenti
Praticamente il direttivo del PD ha dato la sfiducia all’attuale Sindaco di Vicchio, basandosi sul NULLA….. Io credo invece che un buon Sindaco debba fare il bene della collettività e non del partito a cui si appartiene.